Op. “Coccodrillo”: Traffico di droga in provincia e nello stefanese. La Cassazione conferma 25 condanne, tre i provvedimenti diversi

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A tre anni e qualche mese dal blitz (25 maggio 2012) diventano definitive le condanne relative all’operazione “COCCODRILLO” (in alto il cartellone del blitz), che sgominò un vasto traffico droga tra la locride, Messina, la provincia tirrenica, il territorio dei Nebrodi (in particolare Acquedolci e S.Stefano di Camastra). La Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati da quasi tutti i difensori dei 28 imputati che, a ottobre 2014, erano stati condannati dalla Corte d’Appello di Messina. Per tutti, tranne che per tre imputati…

Di Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud

A tre anni e qualche mese dal blitz (25 maggio 2012) diventano definitive le condanne relative all’operazione “Coccodrillo”, che sgominò un vasto traffico droga tra la locride, Messina, la provincia tirrenica, il territorio dei Nebrodi (in particolare Acquedolci e S.Stefano di Camastra). La Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati da quasi tutti i difensori dei 28 imputati che, a ottobre 2014, erano stati condannati dalla Corte d’Appello di Messina. Per tutti, tranne che per tre imputati. E cioè per Cristian Burrascano, di Messina, al quale la Suprema Corte ha riconosciuto le attenuanti non emerse in secondo grado, riducendo perciò la condanna. E per Emil Skenderovic, croato con residenza a Capo d’Orlando e domicilio ad Acquedolci, al quale è stata annullata la condanna (totale 9 anni e mezzo) per detenzione di pistola mentre è da rifare il processo per l’accusa di associazione: la Cassazione ha infatti dato ragione ai difensori, gli avvocati Diego Lanza ed Eugenio Benvegna, ed annullato la sentenza per mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, rinviando gli atti alla Corte d’Appello di Reggio Calabria. Altro provvedimento: è stata annullata senza rinvio la condanna nei confronti di Gabriele Gagliano, di S.Stefano di Camastra, difeso dall’avvocato Alessandro Pruiti Ciarello. La Corte d’Appello di Messina, il 19 ottobre 2014, aveva ridotto quasi tutte le condanne per gli imputati accusati di far parte dei due gruppi operanti tra Palermo, S.Stefano di Camastra e Messina. Quindi sono definitive le condanne a 2 anni e 4 mesi per Giacomo Beltrami; 1 anno e mezzo per Maria Luisa Billeci; 3 anni e mezzo per Giuseppe Burrascano; 4 anni e mezzo per Angelo Cacocciola e Sergio Sangiorgio; 4 anni per Antonio e Giuseppe Cacocciola; 6 anni e mezzo per Angelo Cannaó; 5 anni per Angelo Cappuccio, Giuseppe Scruci e Giuseppe Luparelli; 2 anni e 4 mesi per Claudio Lanza, Letterio Costa, Salvatore Traiana, Francesco Valenti, Andrea Scaffidi; 1 anno e 4 mesi per Sara Lo Prinzi; 4 anni e 8 mesi per Giovanni Ripinto; 9 anni per Giovanni Traiana; 10 anni per Francesco Cutugno; 6 anni per il figlio, Giuseppe Cutugno; 2 anni per Marco Livio; 7 anni e mezzo per Giuseppe Giannusa. Confermata la condanna anche per Giuseppe Citraro e Salvatore Nava. La Corte d’Appello aveva confermato la natura associativa per il gruppo degli stefanesi, escludendo tuttavia dal gruppo Antonio Rampulla (assolto), Sara Lo Prinzi e Salvatore Traina. Cassata in gran parte invece l’accusa di associazione contestata ai palermitani. Hanno difeso gli avvocati Giuseppe Carrabba, Sandro Billè, Daniela Chillè, Salvatore Silvestro, Tino Celi, Diego Lanza, Giovanbattista Freni, Tancredi Tracló, Antonio Di Francesco, Salvatore Giannone, Nino Favazzo, Francesco Traclò, Rita Pandolfino, Fabio Falcone, Alessandro Billè, Andrea Schifilliti, Alessandro Pruiti Ciarello, Eugenio Passalacqua, Vincenzo Pillitteri, Calogero Vella, Tindaro Giusto, Angelo Formuso, Debora Speciale e Paola Salamone. Le accuse vanno dall’associazione finalizzata al traffico di droga a detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Per portare a termine l’operazione i carabinieri hanno lavorato per cinque anni. Le indagini consentirono di smantellare due grosse organizzazioni criminali che trafficavano droga con i clan palermitani e della locride. A Messina giungevano chili e chili di cocaina, hashish e marijuana. Grazie ad intercettazioni telefoniche ed ambientali e pedinamenti, gli inquirenti scoprirono un vasto traffico di droga fra l’organizzazione con base a Messina ed i clan di Palermo e della locride. L’altro gruppo, invece, operava sul versante tirrenico della provincia, in particolare a Mistretta, S.Stefano di Camastra, Villafranca Tirrena, Rometta e Patti ed aveva collegamenti a Palermo. L’organizzazione messinese, secondo l’accusa, acquistava marijuana in provincia di Reggio Calabria e la cocaina e l’hashish nel palermitano. Nel corso delle indagini furono sequestrati circa 14 chili di marijuana ed hashish. In precedenza tre condanne erano state decise dal tribunale di Patti il 13 maggio 2014: Luana Rita Nicosia, di S.Stefano di Camastra, a 4 anni e 6 mesi di reclusione; Luigi Mammana, originario di Castel Di Lucio e residente a S.Agata Militello, a 4 anni e 3 mesi; ad 1 anno e mezzo per Angelo Di Fazio, di Adrano. Vennero assolti, perché il fatto non sussiste, gli stessi Luana Rita Nicosia per due capi di imputazione, Angelo Di Fazio per altri due capi, nonché Benedetto Cassarà, di Acquedolci, Ignazio Volo e Salvatore Torcivia, entrambi di S.Stefano di Camastra.

Edited by, martedì 14 luglio 2015, ore 11,56.

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