Op. “Gotha”: Confiscati i beni, per 5 milioni di euro, dell’imprenditore gioiosano Tindaro Marino

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Sono stati confiscati, e passano di proprietà dello Stato, i beni, per un valore di 5 milioni di euro, che appartenevano all’imprenditore TINDARO MARINO (foto in alto), di Gioiosa Marea, arrestato e condannato nell’ambito dell’operazione “Gotha”, scattata il 24 giugno 2011. Il provvedimento di sequestro era stato eseguito, il 18 novembre 2013, dai carabinieri del Ros…

Sono stati confiscati, e passano di proprietà dello Stato, i beni, per un valore di 5 milioni di euro, che appartenevano all’imprenditore Tindaro Marino, 54 anni, di Gioiosa Marea. Il 18 novembre 2013 i carabinieri del Ros avevano eseguito un provvedimento di sequestro finalizzato alla successiva confisca disposto dal Tribunale di Messina – Sezione Misure di Prevenzione. Tindaro Marino si trova attualmente agli arresti domiciliari a seguito di condanna riportata per l’operazione “Gotha”, quando venne arrestato il 24 giugno 2011 con l’accusa di un suo coinvolgimento nelle relazioni tra le cosche della fascia tirrenica della provincia di Messina ed a causa dei saldi legami che lo stesso avrebbe avuto con il clan dei “Mazzarroti”, guidato prima dall’attuale pentito Carmelo Bisognano e poi da Tindaro Calabrese, oggi ristretto al “41 bis”, il carcere duro. Le indagini economico-patrimoniali, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, avevano permesso di documentare la netta sproporzione tra i redditi dichiarati dal Marino e le ricchezze dallo stesso accumulate nel tempo, il cui valore complessivo è stato stimato per un importo pari a 5 milioni di euro. Il provvedimento di sequestro, e adesso di confisca, riguarda in particolare: le quote sociali della “Italscavi Co. srl” di Gioiosa Marea; le quote sociali della “Ex Novo” di Marino Tindaro&c. di Capo d’Orlando; le partecipazioni societarie nella “M.M.D. Movimento Terra e Trasporti Piccola Scarl” di Gioiosa Marea; un immobile ed un maneggio realizzato a Piraino, gestito dall’Associazione Sportiva Dilettantistica “Dc Iblea Dunit” della quale il Marino aveva ricoperto l’incarico di presidente, oltre a diversi veicoli. Il decreto venne esteso anche nei confronti dei soggetti intestatari di beni riconducibili all’imprenditore ed in particolare alla moglie, in relazione alla partecipazione societaria all’interno della “M.M.D. Movimento Terra e Trasporti Piccola Scarl” con sede a Piraino ed alla figlia Anna Marino, riguardo ad alcuni terreni, un immobile – tutti siti sempre nel comune nebroideo – nonché alle quote sociali e all’intero compendio aziendale e patrimoniale della “Marinoter srl”. Il provvedimento interessò anche Salvatore Buzzanca, originario di Patti, per le quote sociali della “Fa.M.a srl” di Gioiosa Marea.

Giuseppe Lazzaro

Edited by, martedì 22 settembre 2015, ore 11,23.


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