Op. “Affari di famiglia”: Processo d’appello verso la conclusione (22 gennaio 2018 si riprende). Conti Mica ai domiciliari

E’ alle strette finali il processo di secondo grado scaturito dall’operazione “Affari di famiglia”, la retata antidroga scattata sui Nebrodi il 6 giugno 2014. Ieri il sostituto procuratore generale MAURIZIO SALAMONE ha svolto la requisitoria chiedendo l’aggravante delle condanne inflitte in primo grado, la prossima udienza il 22 gennaio 2018 quando potrebbe esserci la sentenza. Intanto FRANCESCO CONTI MICA (foto in alto), di Tortorici, in attesa di un nuovo giudizio d’appello, ha ottenuto gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico…

E’ alle strette finali il processo di secondo grado scaturito dall’operazione “Affari di famiglia”, la retata antidroga scattata sui Nebrodi il 6 giugno 2014. Davanti alla Corte d’Appello di Messina (presidente Maria Celi, Blatti e Sagone componenti) ieri si è svolta la requisitoria del sostituto procuratore generale Maurizio Salamone che ha chiesto l’accoglimento dell’appello, presentato dalla Procura, con la riqualificazione del reato associativo per gli imputati e l’aggravante delle pene rispetto alla sentenza di primo grado. Al termine si sono svolte le arringhe difensive ma non si è andati a sentenza poiché si è in attesa della pronuncia della Cassazione in merito al ricorso che lo stesso collegio difensivo ha presentato contro il rigetto dell’istanza di ricusazione del componente della Corte, Bruno Sagone. Il processo è stato rinviato al 22 gennaio 2018 e se la Suprema Corte confermerà il rigetto, ci saranno camera di consiglio e sentenza.

LA SENTENZA DI PRIMO GRADO

Il 25 luglio 2016 il collegio giudicante del tribunale di Patti aveva inflitto nove condanne, per oltre 30 anni di reclusione e disposto sei assoluzioni. Con le accuse, a vario titolo, di traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, per alcuni con l’aggravante dell’associazione, erano stati condannati: Francesco Anastasi, di Galati Mamertino, ad 1 anno e 6 mesi; Maurizio Arcodia, di Tortorici, a 1 anno e 6 mesi; Giuseppe Barbagiovanni, di Tortorici, a 3 anni e 8 mesi; Michele Bontempo Ventre, di Rocca di Caprileone, a 4 anni; Salvatore Calogero Conti Bellocchio, di Torrenova, a 1 anno e 6 mesi; Sebastiano Galati Massaro, di Tortorici, a 3 anni e 6 mesi; Alessandro Talamo, di Tortorici, a 10 anni e 4 mesi; il gemello Mirko Talamo, a 5 anni; Luca Talamo, di Tortorici, a 1 anno e 6 mesi. Assoluzioni parziali per Barbagiovanni, Bontempo Ventre, Galati Massaro e Alessandro Talamo e totali per Valentino Conti Bellocchio, di Torrenova, Alessio Bontempo, Giuseppe Consales, Antonino Conti Mica, Antonino Costanzo Zammataro e Salvatore Marino Gammazza, tutti di Tortorici, per non avere commesso il fatto. In appello, tra ricorsi della difesa e della procura, sono tutti imputati tranne Alessio Bontempo (il pm aveva chiesto l’assoluzione in primo grado). Inoltre il 15 marzo 2016 la Corte d’Appello aveva confermato quattro condanne ma con riduzione di pena per altrettanti imputati, tutti di Tortorici, che erano stati giudicati, dal Gup di Messina Monica Marino, con il rito abbreviato. Si tratta di Francesco Conti Mica, condannato a 10 anni (13 anni e 8 mesi in abbreviato, in appello escluso il ruolo, contestato in precedenza, di capo dell’organizzazione); la madre Luisa Bontempo a 6 anni (7 in abbreviato); 8 anni (e assolto da un capo di imputazione) per Andrea Calà Campana; 6 anni e 60.000 euro di multa per Carmelo Calà Campana. Difendono gli avvocati Alessandro Pruiti Ciarello, Laura Todaro, Bernardette Grasso, Fabio Armeli Iapichino, Stefano Rametta e Giuseppe Vadalà Bertini.

CONTI MICA AI DOMICILIARI

Separata la posizione di Francesco Conti Mica. Nello scorso mese di giugno la Cassazione ha annullato, con rinvio, la suddetta sentenza di condanna a 10 anni di reclusione e, in attesa che venga fissata la data per un nuovo giudizio davanti alla Corte d’Appello di Reggio Calabria, l’uomo ha ottenuto gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

L’OPERAZIONE

L’operazione “Affari di famiglia” venne coordinata dalla Dda di Messina e dalla Procura di Patti ed eseguita dai carabinieri della Compagnia di Sant’Agata Militello insieme a quelli delle Stazioni di Tortorici, Rocca di Caprileone, Galati Mamertino, della Compagnia di Milazzo, della Stazione di Centuripe e di Catania, con 19 arresti e 3 obblighi nei confronti di una ramificata organizzazione criminale, con base a Tortorici e controllata dal clan dei Batanesi, votata stabilmente al traffico e allo spaccio di droga.

             Giuseppe Lazzaro

Edited by, martedì 14 novembre 2017, ore 15,30. 

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