Op. “Barbarossa”: Ordine di carcerazione, arrestato Santo Sciortino (deve scontare 2 anni e 7 mesi)

A distanza di 20 anni dal blitz non si è ancora chiusa del tutto la vicenda giudiziaria dell’operazione “BARBAROSSA”, scattata il 28 luglio 1999 ed eseguita dai carabinieri della Compagnia di S.Stefano di Camastra, sotto il coordinamento della DDA di Messina, che svelò estorsioni, tentate estorsioni, minacce e danneggiamenti, da parte della criminalità organizzata della zona, nei confronti delle imprese che, al tempo, erano impegnate nei cantieri per il completamento della A20 Messina-Palermo. Ordine di carcerazione spiccato dalla Procura Generale della Corte d’Appello di Reggio Calabria ed eseguito dai carabinieri nei confronti di SANTO SCIORTINO (foto in alto), originario di Tusa, residente ad Acquedolci: l’uomo deve scontare 2 anni, 7 mesi e 20 giorni di reclusione…

In esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria i carabinieri della Stazione di Acquedolci hanno arrestato il pregiudicato Santo Sciortino, 59 anni, originario di Tusa, residente ad Acquedolci, condannato in via definitiva per il reato di estorsione continuata, aggravata dal metodo mafioso, alla pena residua di 2 anni, 7 mesi e 20 giorni di reclusione. L’uomo era stato arrestato il 28 luglio 1999 nell’ambito dell’operazione “Barbarossa”, coordinata dalla DDA di Messina ed eseguita dai carabinieri della Compagnia di S.Stefano di Camastra, le cui indagini avevano svelato molti episodi di intimidazione e richieste estorsive dei clan nebroidei alle imprese impegnate, nella seconda metà degli anni ’90, nei lavori di completamento dell’autostrada A20 Messina-Palermo nei cantieri di Furiano-Caronia, S.Stefano di Camastra e Mistretta-Tusa. Lo scorso 19 marzo la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal Sciortino, rendendo definitiva la sentenza di condanna della Corte d’Appello di Reggio Calabria che ha, pertanto, emesso il provvedimento di carcerazione dopo avere determinato il periodo residuo di pena da scontare. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

         Giuseppe Lazzaro

Edited by, sabato 13 aprile 2019, ore 10,57. 

 

 

 

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