Op. “Cesare”: Il TdR dispone 11 scarcerazioni tra le quali per il presunto capo del clan Galli Giuseppe Irrera

Seppur restando indagati sono 11 le persone tornate in libertà su disposizione del Tribunale del Riesame di Messina ed arrestate dai carabinieri, lo scorso 11 novembre, nell’ambito dell’operazione “CESARE” per corse clandestine di cavalli, scommesse clandestine su competizioni sportive non autorizzate, maltrattamento di animali, trasferimento fraudolento di valori, estorsione e, per un altro ramo (op. “Affari di famiglia”), associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e spaccio di sostanze stupefacenti. Tra di loro torna libero GIUSEPPE IRRERA (foto in alto) considerato il nuovo capo del clan GALLI di Giostra…

Pioggia di scarcerazioni disposte dal Tribunale del Riesame di Messina che fa vacillare il teorema accusatorio dell’operazione “Cesare” scattata lo scorso 11 novembre. Il TdR, infatti, ha rimesso in libertà Giuseppe Irrera, ritenuto dagli inquirenti il nuovo capo del clan Galli di Giostra, accogliendo l’istanza dell’avvocato Salvatore Silvestro. Sono tornati liberi anche Grazia Maria Munnia, Carlo, Alessio e Roberto Palermo, Natale Rigano, Giuseppe Longo, Giuseppe Galli, Giuseppa Leonardi, Cesare Francesco Vento e Salvatore Vecchio.

L’OPERAZIONE

Il Gip presso il Tribunale di Messina, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Messina, ha contestato a carico di 33 persone ritenute responsabili – a vario titolo – i reati di associazione di tipo mafioso, corse clandestine di cavalli, scommesse clandestine su competizioni sportive non autorizzate, maltrattamento di animali, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, spaccio di sostanze stupefacenti. In esecuzione dei provvedimenti, 18 persone erano state associate in carcere, 6 agli arresti domiciliari e 9 sottoposte all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

L’ASSOCIAZIONE MAFIOSA E LE CORSE CLANDESTINE DI CAVALLI

Le misure cautelari si basavano sulle risultanze acquisite dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Messina nell’ambito dell’indagine convenzionalmente denominata “Cesare”, concernente l’attuale operatività della famiglia mafiosa denominata “Clan Galli”, operante nel rione Giostra di Messina e riconducibile a GALLI Luigi, classe 1956, capo storico del sodalizio, la cui esistenza, negli anni, è stata riconosciuta in varie sentenze passate in giudicato e ristretto da oltre 20 anni. L’indagine, basata anche sul contributo dichiarativo di un collaboratore di giustizia, ha consentito di individuare ulteriori 7 affiliati alla citata compagine mafiosa, ai quali è stato contestato il reato di partecipazione ad associazione mafiosa e di documentarne, fra l’altro, l’operatività con metodo mafioso, nell’organizzazione di corse clandestine di cavalli e nella gestione delle relative scommesse illecite, i cui proventi alimentavano le casse del sodalizio criminale. Tale settore criminale è da sempre appannaggio della criminalità organizzata messinese, come accertato in passato in varie indagini. Le investigazioni hanno fatto emergere il ruolo di IRRERA Giuseppe, commerciante di prodotti ortofrutticoli e genero di GALLI Luigi, quale rappresentante di spicco del clan Galli sul territorio, in forza della fiducia accordatagli dal suocero che, per anni, è stato recluso in regime di cui all’art. 41 bis dell’Ordinamento Penitenziario, il carcere duro: adesso è ristretto in un carcere ordinario. L’IRRERA e i suoi sodali erano, fra l’altro, dediti all’organizzazione di competizioni clandestine di cavalli, da cui traevano ingenti profitti attraverso la gestione del correlato e proficuo business delle scommesse illecite. Il gruppo criminale aveva base operativa presso un noto negozio di rivendita di frutta e verdura di proprietà dell’IRRERA, sito nel popoloso quartiere cittadino di Giostra, dove avvenivano anche le riunioni per organizzare le competizioni. Alcuni sodali (VENTO Francesco, MUNNIA Grazia Maria, VECCHIO Salvatore e GALLI Giuseppe) si occupavano di accudire e preparare i cavalli, sottoponendoli agli allenamenti e, grazie ad un veterinario compiacente, alla somministrazione illecita di farmaci per migliorarne le prestazioni, nonché provvedendo alla raccolta del denaro puntato dagli scommettitori e alla gestione dei successivi pagamenti. Le corse clandestine si svolgevano nel corso della notte, in pochissimi minuti, su strade urbane ed extraurbane che venivano rapidamente chiuse al transito delle auto da gruppi di giovani a bordo di scooter e motocicli, con il fine di consentire il passaggio di cavalli e calesse e di rallentare l’eventuale intervento di pattuglie delle forze di polizia. Nel corso delle investigazioni sono stati documentati rapporti tra il gruppo criminale di Giostra e il catanese GRILLO Sebastiano, per l’organizzazione di corse di cavalli tra scuderie messinesi e catanesi, nonché interessanti interlocuzioni con esponenti della criminalità mafiosa catanese, riconducibili al clan Santapaola, per la risoluzione di controversie connesse con la gestione dei proventi delle scommesse clandestine. Le gare tra messinesi e catanesi venivano organizzate nella zona di Fiumefreddo di Sicilia, posta a confine tra la provincia di Messina e quella di Catania. Le dinamiche che caratterizzano il controllo delle gare clandestine di cavalli ad opera della criminalità mafiosa emergono proprio da un incontro tra l’IRRERA ed esponenti del clan Santapaola di Catania, finalizzato a dirimere una controversia relativa ad una corsa che il messinese considerava irregolare, in quanto truccata da una scuderia rivale di catanesi. Guardando alcuni filmati della corsa, l’IRRERA si era infatti accorto che alcuni giovani su uno scooter avevano favorito il calesse rivale, e ciò a suo dire lo legittimava a non pagare la posta perduta e a pretendere la ripetizione della competizione, cosa che gli fu accordata dai catanesi a seguito degli incontri chiarificatori con i Santapaoliani.

L’INTESTAZIONE FITTIZIA DI BENI

L’IRRERA Giuseppe è anche indagato di trasferimento fraudolento di valori per avere fittiziamente intestato a prestanome una società immobiliare e le quote di una ditta titolare di una nota enoteca del centro di Messina. Le due società e i relativi beni aziendali, per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro, sono quindi state sottoposte a sequestro preventivo eseguito nella mattinata odierna.

IL TRAFFICO DI SOSTANZE STUPEFACENTI  

L’operazione ha anche consentito di procedere all’arresto di numerose persone dedite alla distribuzione di droga di vario genere nella città di Messina, contestando il reato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti a 11 indagati per un altro ramo dell’operazione, denominata “Affari di famiglia”. Un primo gruppo criminale capeggiato da ALTAVILLA Carlo, operava sia nel rione messinese di Giostra che a Santa Lucia Sopra Contesse, nella zona sud della città, rifornendosi di ingenti quantitativi di cocaina e marijuana in Calabria e Campania, per poi procedere alla distribuzione del narcotico al dettaglio, attraverso una rete di spacciatori. Lo smistamento della droga avveniva anche all’interno di un negozio di barbiere gestito da due sodali e le indagini hanno fatto emergere anche episodi di estorsione per il recupero di crediti derivanti dalle narco-transazioni. Un secondo gruppo criminale è stato individuato grazie all’indagine convenzionalmente denominata “Affari di famiglia”, condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia di Messina Sud che ha documentato l’operatività di un sodalizio a composizione familiare, dedito alla stabile distribuzione di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana, nei rioni Villaggio Aldisio e Fondo Fucile, ubicati nella zona sud della città. Una donna appartenente a tale gruppo criminale era solita utilizzare il figlio 12enne per effettuare le consegne senza incorrere nei controlli delle forze dell’ordine. Il minore è stato inserito all’interno di una comunità familiare, in ottemperanza di specifico provvedimento del Tribunale per i Minorenni di Messina.

                Giuseppe Lazzaro

Edited by, mercoledì 2 dicembre 2020, ore 18,04. 

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