Op. “Corsi d’oro 2”: Condanna ridotta in appello per Francantonio Genovese a 6 anni e 8 mesi

E’ stata emessa ieri sera, dalla Corte d’Appello di Messina, la sentenza di secondo grado del processo scaturito dall’operazione “CORSI D’ORO 2”, lo scandalo sulla formazione professionale a Messina e in Sicilia che ha visto sul proscenio l’ex deputato nazionale del PD ed ex sindaco di Messina FRANCANTONIO GENOVESE (foto in alto): nei suoi confronti condanna ridotta per l’assoluzione da alcuni capi d’imputazione, da 11 anni in primo grado a 6 anni e 8 mesi adesso. Condanna più alta per il cognato, l’ex deputato regionale del PD FRANCO RINALDI. Condannate anche le mogli dei due ex parlamentari, assolta la cognata. Condanna a 2 anni confermata anche per l’ex sindaco di San Piero Patti SALVATORE LA MACCHIA. Si attende adesso la Cassazione per la “Corsi d’Oro 1”…

Sei anni e 8 mesi di reclusione, con l’assoluzione da alcuni capi d’imputazione. E’ questa la condanna decisa ieri sera, dopo sette ore di camera di consiglio, dalla Corte d’Appello di Messina (presidente Alfredo Sicuro, a latere Arena e Blatti), nei confronti dell’ex deputato nazionale ed ex sindaco di Messina Francantonio Genovese: una pena dimezzata rispetto agli 11 anni inflitti in primo grado. Era proprio colui che, per anni, è stato il plenipotenziario della politica a Messina e provincia, l’imputato principale al processo d’appello scaturito dall’operazione “Corsi d’oro 2” sulla formazione professionale a Messina e in Sicilia, una delle più clamorose inchieste degli ultimi anni che ha coinvolto politici di primo piano, faccendieri e portaborse. Al centro la “galassia” familiare, amicale e politica, costruita nel tempo da Genovese, che fu anche segretario regionale siciliano del Pd, per poi passare a Forza Italia (da gazzettadelsud.it di Nuccio Anselmo).

LA SENTENZA D’APPELLO

Ecco il dettaglio: 6 anni e 8 mesi e poco più di 5.000 euro di multa a Francantonio Genovese; 2 anni (pena sospesa) per Graziella Feliciotto; 3 anni e 4 mesi per Roberto Giunta; 3 anni e 2 mesi per il cognato di Genovese, l’ex deputato regionale del PD Franco Rinaldi, interdetto dai pubblici uffici per 5 anni (più di quanto deciso in primo grado); 2 anni e 6 mesi per Elio Sauta e Chiara Schirò; 3 anni e 9 mesi per Elena Schirò. Revocata la confisca nei confronti di Giovanna Schirò.

Franco Rinaldi

Escono del tutto, perché prescritte tutte le accuse, l’ex segretaria di Genovese, Concetta Cannavò e Carmelo Favazzo. Esce perché assolta del tutto – per non aver commesso il fatto – Giovanna Schirò, cognata di Genovese. I giudici hanno poi annullato la condanna a risarcire la parte civile per Antonino Di Lorenzo, Domenico Fazio, Roberto Giunta, Liliana Imbesi e l’ex sindaco di San Piero Patti, e già componente della segreteria politica dell’on. Genovese che fu, Salvatore La Macchia, per i quali comunque sono confermate le condanne di primo grado (leggere in basso).

Salvatore La Macchia

Riduzioni di pena hanno registrato anche Grazia Feliciotto, Roberto Giunta, Elio Sauta e le sorelle Chiara ed Elena Schirò che sono le mogli, rispettivamente, di Genovese e Rinaldi.  

IL PRIMO GRADO

Nei mesi scorsi il sostituto procuratore generale Adriana Costabile aveva chiesto dodici aggravamenti di pena rispetto alle 21 condanne inflitte in primo grado, con pene da 2 anni e 2 mesi a 12 anni. La modifica di pena più alta (12 anni e 20.000 euro di multa) era stata sollecitata proprio per Genovese. In primo grado, nel gennaio 2017, la prima sezione penale del tribunale presieduta dal giudice Silvana Grasso, inflisse 11 anni di reclusione a Genovese. La sentenza di primo grado coinvolse tutto il suo seguito tra familiari e adepti politici. Due anni e mezzo furono inflitti al cognato Franco Rinaldi, ex parlamentare regionale. I giudici inoltre condannarono le mogli di Genovese e Rinaldi, ovvero le sorelle Chiara ed Elena Schirò, rispettivamente a 3 anni e 6 mesi e 6 anni e mezzo.

Le altre condanne che vennero inflitte nel gennaio 2017: Salvatore Lamacchia 2 anni; Roberto Giunta 5 anni e 6 mesi e 9.000 euro di multa; Domenico Fazio 1 anno e 3 mesi; Elio Sauta 6 anni e 6 mesi; Giovanna Schirò 2 anni e 3 mesi; il commercialista Stefano Galletti 3 anni e 6 mesi; Giuseppina Pozzi 2 anni; Liliana Imbesi 1 anno e 4 mesi; Concetta Cannavò 2 anni; Natale Lo Presti 3 anni; Graziella Feliciotto 4 anni e 6 mesi; l’ex assessore comunale Carmelo Capone e il fratello Natale Capone 3 anni; l’imprenditore Orazio De Gregorio 2 anni e 6 mesi; Antonino Di Lorenzo 1 anno e 4 mesi; Carmelo Favazzo 3 anni e 3 mesi.

Furono invece assolti «per non aver commesso il fatto» da tutte le accuse contestate inizialmente altri tre imputati: Paola Piraino, Francesco Buda e Salvatore Natoli.

La Corte d’Appello ha passato in rassegna le conclusioni cui erano arrivati i giudici di primo grado, nel 2017, ha ascoltato la Procura Generale, che ha insistito su due punti in particolare: no alle prescrizioni applicare dal tribunale, no alla derubricazione dell’accusa di peculato, che aveva permesso ai giudici di applicare le prescrizioni.

La Corte ha anche ascoltato i difensori, in questi mesi, che sono tornati ad insistere sulla inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche e la credibilità dei teste chiave, in particolare quella di Ludovico Albert, il direttore generale del Dipartimento Formazione alla Regione, quando assessore era il messinese Mario Centorrino, chiamato da quest’ultimo per rimettere ordine nel complesso mondo della formazione professionale ma poi defenestrato perché – racconta proprio l’inchiesta – ha “calpestato i piedi” agli interessi nel settore della famiglia Genovese. Appena le motivazioni saranno depositate, la battaglia si sposterà in Cassazione. Dove tra poco dovrebbe essere fissata l’udienza per discutere l’altro troncone processuale, “Corsi d’Oro 1”. La Suprema Corte ha assegnato la causa alla sezione che la discuterà ma il giorno dell’udienza ancora non è in calendario. In appello, per la “Corsi d’Oro 2”, sono stati impegnati nelle difese gli avvocati Nino Favazzo, Antonio Amata, Salvatore Giannone, Danilo Santoro, Alessandro Billè, Giuseppe Serafino, Salvatore Papa, Isabella Barone, Carmelo Scillia, Antonello Scordo.

            Giuseppe Lazzaro

Edited by, sabato 21 settembre 2019, ore 9,51. 

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