Op. “Dolce vita”: Dopo la sentenza della Cassazione eseguiti quattro arresti

Dopo la condanna definitiva emessa venerdì scorso dalla Seconda sezione della Corte di Cassazione si sono aperte ieri le porte della Casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto per quattro persone di Tortorici condannate definitivamente per estorsione ai danni del night-club “La Dolce vita” a Torrenova (foto in alto). Per gli altri quattro condannati non è prevista alcuna misura cautelare…

Di Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud

Dopo la condanna definitiva emessa venerdì scorso dalla Seconda sezione della Corte di Cassazione si sono aperte le porte della Casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto per quattro persone di Tortorici condannate definitivamente per estorsione. I carabinieri della locale Stazione e della Compagnia di Sant’Agata Militello hanno notificato il provvedimento a Sebastiano Tilenni Scaglione, condannato a 7 anni e 8 mesi, Luca Lupica Rinato, 6 anni e 9 mesi, Emanuele Calanni Fraccono e Carmelo Cusmano, condannati a 6 anni e mezzo. Pene più lievi, e alcuna misura di carcerazione emessa, per altri due imputati che rispondevano solo di un episodio di violenza privata: Dario Russo Suorochiara, che insieme a Sebastiano Tilenni Scaglione era accusato di lesioni ai danni di Antonino Giammelli, la Suprema Corte ha confermato la condanna ad 1 anno e 10 mesi. Residuale, invece, la posizione di Sebastiano Miraglia che rispondeva del solo reato di rissa insieme a Tilenni Scaglione. Per questo capo di imputazione la condanna per il Miraglia è una multa a 200 euro. La Cassazione ha rigettato i ricorsi e confermato le condanne emesse il 26 settembre 2017 dalla Corte d’Appello di Messina e che, tranne per qualche eccezione, erano quasi uguali a quelle pronunciate, in primo grado, al tribunale di Patti. Il collegio difensivo è stato composto dagli avvocati Nino Cacia, Giuseppe Vadalà Bertini, Alessandro Pruiti Ciarello, Giuseppe Tortora, Carmelo Cusumano e Giacomo Portale. Le parti civili sono state assistite dall’avvocato Decimo Lo Presti. Le vittime e parti civili erano, per le estorsioni, Andrea Galati Rando, giovane di Tortorici, titolare del night club “Dolce vita” (da qui il nome all’operazione), ubicato a Torrenova mentre per le lesioni aggravate Salvatore Calandi. Il giovane Andrea Galati Rando venne poi trovato cadavere a 28 anni, nel settembre 2014, a Battipaglia, in contrada Fosso Pioppo, nei pressi della linea ferroviaria. Da quella sera non è stata chiarita ufficialmente la causa: si era ipotizzato un suicidio, poi un incidente ma il mistero è rimasto malgrado un esposto presentato dalla famiglia del ragazzo alla Procura di Salerno attraverso l’avvocato Decimo Lo Presti. Il Galati Rando aveva preso il treno per andare a trovare la madre che vive a Salerno. I fatti contestati avvennero nel 2009 quando il gruppo si sarebbe presentato con frequenza nel locale per chiedere il pagamento del “pizzo”.

Edited by, venerdì 21 dicembre 2018, ore 13,56.

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