Op. “Dolce vita”: Estorsione e lesioni. Otto condanne ridotte o confermate in appello

Alcune condanne ridotte, altre (di lieve entità) confermate. Questo, in sintesi, il verdetto della Corte d’Appello di Messina sull’operazione “DOLCE VITA”, dal nome del night club di Torrenova (foto in alto l’insegna), successivamente finito nel mirino di un altro blitz nel 2012 con personaggi e accuse differenti. In questo caso si parlava di estorsione, lesioni e rissa. Imputate otto persone di Tortorici e fra le due vittime una è deceduta in circostanze ancora misteriose per una vicenda che nulla ha da vedere con suddetta operazione sfociata nel giudizio di secondo grado e con alcuno degli imputati…

Malgrado alcune, parziali, riforme davanti alla Corte d’Appello di Messina, ha retto l’impianto accusatorio relativo all’operazione “Dolce vita”. In questo procedimento erano imputate otto persone, tutte di Tortorici, in primo grado nel giugno 2014 condannate, dal collegio giudicante del tribunale di Patti, a 36 anni e mezzo complessivi, con le accuse di estorsione (singoli episodi contestati, non era mai stata contestata l’associazione), lesioni e un caso di rissa. La Corte d’Appello, in parziale riforma, ha condannato Sebastiano Tilenni Scaglione a 7 anni e 8 mesi (9 anni e 10 mesi in primo grado); Luca Lupica Rinato a 6 anni e 9 mesi (7 anni e 10 mesi in primo grado); Emanuele Calanni Fraccono e Carmelo Cusmano a 6 anni e 6 mesi (per entrambi 7 anni in primo grado). Pene più lievi sono state inflitte a due imputati accusati solo di un episodio di violenza privata: 1 anno e 10 mesi (conferma del primo grado) a Dario Russo Suorochiara che, insieme a Sebastiano Tilenni Scaglione, è stato accusato di lesioni ai danni di Antonino Giammelli. Ancora minore il capo di imputazione contestato a Sebastiano Miraglia, quello di rissa, e nei cui confronti è scattata solo una multa pari a 200 euro (conferma del primo grado). Le vittime erano, per le estorsioni, Andrea Galati Rando, giovane di Tortorici, titolare del night club “Dolce vita” (da qui il nome all’operazione), ubicato a Torrenova mentre per le lesioni aggravate Salvatore Calandi. Il giovane Andrea Galati Rando venne poi trovato cadavere a 28 anni, nel settembre 2014, a Battipaglia, in contrada Fosso Pioppo, nei pressi della linea ferroviaria. Da quella sera non è stata chiarita ufficialmente la causa: si era ipotizzato un suicidio, poi un incidente ma il mistero è rimasto malgrado un esposto presentato dalla famiglia del ragazzo alla Procura di Salerno. Il Galati Rando aveva preso il treno per andare a trovare la madre che vive a Salerno. Tornando alla sentenza, i fatti avvennero nel 2009 quando il gruppo si sarebbe presentato con frequenza nel locale per chiedere il pagamento del “pizzo”. Il collegio di difesa è stato costituito dagli avvocati Nino Cacia, Giuseppe Vadalà Bertini, Alessandro Pruiti Ciarello, Giuseppe Tortora, Carmelo Cusumano, Alvaro Riolo e Giacomo Portale. Le parti civili Andrea Galati Rando (rappresentato dai familiari) e Salvatore Calandi sono state assistite dall’avvocato Decimo Lo Presti. Un’altra operazione denominata “Dolce vita” scattò nel 2012 ma interessando soggetti completamente diversi da quelli adesso giudicati in appello ma sempre con il night-club di Torrenova al centro delle indagini.

      Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud

Edited by, sabato 30 settembre 2017, ore 15,10.

 

 

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