Op. “Eolo”: Nove condanne per il parco eolico di Raccuja. 4 anni all’ex sindaco Salpietro

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Nove condanne, per altrettanti imputati, sono state emesse sabato pomeriggio, al tribunale di Patti, a conclusione del processo di primo grado relativo all’operazione “EOLO”, scattata l’8 ottobre 2010 a Raccuja, in merito alla costruzione e agli appalti del parco eolico. Condanne ridotte, rispetto alle richieste del pm ROSANNA CASABONA, per la derubricazione del reato di concussione contestato dall’accusa. La condanna più alta, 4 anni, è stata inflitta al prof. CONO SALPIETRO DAMIANO (foto in alto), ex sindaco di Raccuja…

Di Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud (edizione di domenica 24 gennaio 2016)

Ridimensionamento dell’originario capo di imputazione, pene più lievi rispetto al quadro prospettato dal pm e nove condanne. Questo l’esito del processo, davanti al collegio giudicante del tribunale di Patti (presidente, in applicazione, Maria Pina Lazzara, a latere Vona e Mandanici), relativo all’operazione “Eolo”, scattata a Raccuja l’8 ottobre 2010 quando, tra gli altri, venne arrestato l’allora sindaco Cono Salpietro Damiano. Ieri mattina si è svolta l’ultima udienza con la conclusione delle arringhe difensive seguite a quelle dell’11 dicembre scorso. Hanno parlato gli avvocati Alessandro Pruiti Ciarello, Giovanni Mannuccia, Giuseppe Tortora e Giuseppe Condipodero Marchetta. A mezzogiorno il collegio è entrato in camera di consiglio uscendone due ore dopo con il dispositivo della sentenza. L’originario capo di imputazione, concussione in concorso, è stato derubricato in concussione per induzione. Quindi l’ex sindaco Salpietro Damiano è stato condannato a 4 anni di reclusione (8 anni la richiesta del pm Rosanna Casabona nella penultima udienza); il fratello, Carmelo Salpietro Damiano, è stato condannato a 3 anni e 6 mesi (6 anni la richiesta del pm); l’imprenditore di Ucria Calogero Astone è stato condannato a 3 anni di reclusione. Per questi tre imputati è stata decisa anche l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di 5 anni. Condannati, invece, a 2 anni e tutti con la sospensione della pena, gli altri imputati: l’imprenditore Giuseppe Astone (figlio del suddetto Calogero), Calogero Manera, Michele Tripoli, Leo Tripoli, Riccardo e Leo Palazzolo, tutti di Raccuja ed imprenditori. Dal procedimento era uscito, in udienza preliminare, l’ex consigliere comunale Carmelo Palazzolo, padre del suddetto Riccardo. Per questi imputati, condannati a 2 anni pena sospesa, la richiesta del pm era stata di 6 anni. Il tribunale ha inoltre stabilito la confisca delle azioni della “Astone Costruzioni”.
LA VICENDA- L’inchiesta “Eolo” è stata coordinata dalla Procura di Patti ed eseguita dalla polizia del Commissariato di Capo d’Orlando e dai carabinieri della Compagnia di Patti. L’8 ottobre 2010 furono arrestati l’allora sindaco Salpietro, Giuseppe Astone e Tripoli, agli altri vennero imposti degli obblighi. Grazie alle denunce presentate da diversi imprenditori, gli inquirenti si accorsero di alcune irregolarità sulla gestione degli appalti relativi ai lotti per il posizionamento di numerose torri anemometriche e la realizzazione delle opere necessarie alla creazione del parco eolico “Nebrodi”, posto tra Ucria, Floresta e Raccuja. Dopo l’originaria convenzione stilata nel 2002 tra l’Api Holding (società concessionaria) poi divenuta SER e SER 1 ed il Comune di Raccuja, il sindaco Salpietro avrebbe “abusato della qualità e dei poteri riconnessi alla funzione di primo cittadino, costringendo e minacciando di una serie di comportamenti ostruzionistici”, la società Maltauro (di Vicenza, aggiudicataria dell’appalto) per rescindere i contratti con le ditte di fiducia al fine di far ottenere i lavori in sub-appalto alla società M.T.P. i cui soci erano Tripoli, Leo e Riccardo Palazzolo e Manera, alla quale fu dirottato il subappalto. Carmelo Palazzolo (come detto uscito dal procedimento in udienza preliminare), al tempo consigliere di minoranza, sarebbe passato in maggioranza per garantire l’affidamento dei lavori a Giuseppe e Calogero Astone, rispettivamente amministratore unico e responsabile tecnico della “Astone Costruzioni srl”. La Maltauro, società incaricata di individuare le ditte che dovevano realizzare i lavori relativi alle infrastrutture, inizialmente aveva l’incarico per l’esecuzione dei lavori a ditte specializzate e di fiducia ma, a seguito di pressioni, sarebbe stata costretta e rescindere i contratti con tali imprese e ad incaricare la “Astone Costruzioni”. L’ex sindaco Salpietro ed il fratello Carmelo sono stati accusati anche di una seconda ipotesi di concussione per avere, in concorso tra loro, indotto la “Api Holding spa”, ditta committente dell’intero parco eolico, a spostare indebitamente una torre dal terreno cui era predestinata in quello della cognata del sindaco (la moglie del fratello Carmelo), cui sarebbe stata procurata la percezione dei canoni di affitto, con ulteriore danno della stessa impresa che sarebbe stata costretta a sopportare l’aggiuntivo esborso di 20.000 euro per l’estirpazione di duecento alberi che si trovavano nel fondo inserito in un progetto regionale di rimboschimento.

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