Op. “Lady Bug”: Coop “cartiera” a Piraino. Denunciati 156 falsi braccianti e il legale rappresentante (di Brolo)

La guardia di finanza della Tenenza di Patti ha concluso un’importante operazione, denominata “LADY BUG”, riguardante l’indebita percezione di finanziamenti pubblici, nonché del falso bracciantato agricolo, conclusasi con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 156 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di frode ai danni dell’Inps, falso e truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche. Al centro della vicenda una cooperativa “cartiera” di Piraino ed il cui legale rappresentante, di Brolo, è stato denunciato. Sequestrati beni preventivi per 1 milione e mezzo di euro…

La guardia di finanza ha concluso un’importante operazione, denominata “Lady Bug”, riguardante l’indebita percezione di finanziamenti pubblici, nonché del falso bracciantato agricolo, conclusasi con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di numerosi soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di frode ai danni dell’Inps, falso e truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche.

La complessa attività d’indagine è stata diretta dalla Procura della Repubblica di Messina ed eseguita dalle Fiamme Gialle della Tenenza di Patti, sotto il coordinamento del Gruppo della Guardia di Finanza di Milazzo, ed ha consentito di stroncare un rodato meccanismo che aveva consentito a ben 156 lavoratori di ottenere – secondo ipotesi d’accusa indebitamente – le previste indennità assistenziali e previdenziali per il settore agricolo, pari ad oltre 550.000 euro. L’attenzione delle Fiamme Gialle, sulla scorta di consolidati e proficui interscambi info-investigativi con gli Ispettori dell’Inps, è inizialmente caduta su una società cooperativa agricola, con sede a Piraino, legalmente rappresentata dal brolese D.L., classe 1963, che aveva comunicato all’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, l’assunzione di centinaia di operai, da impiegare nei terreni di sua proprietà. Dopo mirati accertamenti, tuttavia, gli investigatori economico-finanziari scoprivano, in realtà, come la cooperativa fosse solo una cosiddetta “cartiera”: un’azienda priva di personale e di una reale struttura operativa, nata con il deliberato intento di procurare ai responsabili della frode un ingiusto profitto.

Sul punto, si acquisiva come i braccianti non avessero espletato alcuna prestazione lavorativa, riuscendo, comunque, grazie alle mendaci dichiarazioni trasmesse dal titolare dell’impresa agricola all’Inps, a percepire contributi previdenziali ed assistenziali in realtà non dovuti. Ma v’è di più: l’articolata frode ha riguardato anche l’erogazione di ulteriori contributi pubblici, ammontanti a circa mezzo milione di euro, concessi dall’Agea nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale Sicilia 2007-2013, finanziati per migliorare le strutture aziendali agricole operanti nell’area dei Nebrodi, soprattutto nel territorio di Montalbano Elicona. La cooperativa agricola faceva parte di un ramificato sistema di aziende, composto da 14 società, che si scambiavano vicendevolmente numerose fatture gonfiate, per un importo pari a 360.000 euro predisposte al solo fine di attestare ai due “Enti pagatori”, l’Ispettorato dell’Agricoltura di Messina e l’Agea, le spese per la realizzazione di lavori agricoli, in realtà mai sostenute.

I reati contestati agli indagati, in concorso tra loro, sono di particolare gravità: vanno dal falso commesso in atto pubblico sino alla truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche. Sulla scorta del significativo quadro indiziario raccolto, pertanto, il Gip del Tribunale di Messina disponeva, nei confronti del rappresentante legale della cooperativa, il sequestro preventivo di beni per un valore di circa 1,5 milioni di euro. Durante la fase esecutiva del provvedimento sono state, altresì, sequestrate il 60% delle partecipazioni di una società di Piraino.

           Giuseppe Lazzaro

Edited by, martedì 15 dicembre 2020, ore 11,28. 

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