Op. “Mustra”: La Cassazione conferma 8 condanne. Un solo annullamento con rinvio

La Terza Sezione della Corte di Cassazione ha reso definitive le sentenze di condanna, disposte dalla Corte d’Appello di Messina (10 ottobre 2016), per 8 dei 9 imputati coinvolti nell’operazione “Mustra” (foto in alto il quadro), l’inchiesta della Dda di Messina sulle nuove leve del racket delle estorsioni nell’hinterland di Terme Vigliatore. La Suprema Corte ha annullato con rinvio degli atti alla Corte d’Appello di Reggio Calabria la condanna ad 1 anno e 6 mesi – per esercizio arbitrario delle proprie ragioni – solo nei confronti di ANTONIO MAZZEO…

La Terza Sezione della Corte di Cassazione ha reso definitive le sentenze di condanna, disposte dalla Corte d’Appello di Messina, per 8 dei 9 imputati coinvolti nell’operazione “Mustra”, l’inchiesta della Dda di Messina sulle nuove leve del racket delle estorsioni nell’hinterland di Terme Vigliatore. La Suprema Corte ha annullato con rinvio degli atti alla Corte d’Appello di Reggio Calabria la condanna ad 1 anno e 6 mesi – per esercizio arbitrario delle proprie ragioni –  solo nei confronti di Antonio Mazzeo.

LE SENTENZE: PRIMO GRADO, APPELLO, CASSAZIONE

In questo quadro il prospetto di ogni singolo imputato con le condanne riportate in primo grado (13 luglio 2015), in appello (10 ottobre 2016) e la decisione della Cassazione:

SALVATORE FOTI (di Barcellona, figlio del noto Carmelo Vito Foti, del clan dei “Barcellonesi): 9 ANNI E 10 MESI. IN APPELLO 10 ANNI. CASSAZIONE CONFERMA

CARMELO MAIO (di Terme Vigliatore): 10 ANNI E 4 MESI. In APPELLO: 10 ANNI E 6 MESI. Il giovane è stato condannato all’ergastolo in primo grado, in un altro procedimento, per l’omicidio di Ignazio Artino, ucciso a Mazzarrà Sant’Andrea il 12 aprile 2011. CASSAZIONE CONFERMA

ANTONINO VACCARO NOTTE (di Barcellona): 4 ANNI +4.000 EURO DI MULTA. IN APPELLO 7 ANNI E 8 MESI. CASSAZIONE CONFERMA

VINCENZO CAMPISI (di Terme Vigliatore, fratello del pentito Salvatore): 9 ANNI; IN APPELLO: 5 ANNI. CASSAZIONE CONFERMA

ANTONIO MAZZEO (di Barcellona, titolare di una sala giochi a Terme Vigliatore): 3 ANNI E 6 MESI+3.500 EURO DI MULTA. IN APPELLO: 1 ANNO E 6 MESI. CASSAZIONE ANNULLA CON RINVIO

STEFANO PULIAFITO (di Barcellona): 2 ANNI E 6 MESI. IN APPELLO: 3 ANNI. CASSAZIONE CONFERMA

SALVATORE PULIAFITO (di Barcellona): 2 ANNI E 6 MESI. IN APPELLO: 3 ANNI. CASSAZIONE CONFERMA

SANTO PULIAFITO (di Barcellona): 2 ANNI E 6 MESI. IN APPELLO: 3 ANNI. CASSAZIONE CONFERMA

ANTONINO ALIQUO’ (di Barcellona): 2 ANNI E 6 MESI. IN APPELLO: 3 ANNI. CASSAZIONE CONFERMA

L’OPERAZIONE

L’operazione “Mustra” scattò il 20 aprile 2012 messa a segno dai carabinieri del Ros e della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto, debellando l’ascesa delle nuove leve del clan dei “Barcellonesi” per il territorio di Terme Vigliatore e hinterland. Da qui è nato, dopo meno di due anni, il pentimento di Salvatore Campisi, considerato il leader del gruppo degli emergenti, che ha riempito pagine e pagine di verbali, coinvolgendo gli stessi compagni di avventura. Nella “Mustra” le accuse sono state di estorsione e minacce, in alcuni casi con l’aggravante di avere agito con il metodo mafioso (art. 7). Tutti gli imputati sono stati condannati a pagare una provvisionale, in via definitiva, di 10.000 euro per ciascuna delle undici parti civili costituite tra le quali figurano gli imprenditori di Terme Vigliatore vittime del racket, la Fai (Federazione antiracket italiana) e l’associazione antiracket “Fonte di libertà” di Terme Vigliatore. Costituiti parte civile anche i comuni di Barcellona Pozzo di Gotto e Terme Vigliatore. Hanno difeso gli avvocati: Tommaso Calderone, Giuseppe Lo Presti, Gaetano Pino, Francesco Aurelio Chillemi, Tindaro Grasso, Tino Celi, Massimo Alosi, Alessandro Imbruglia.

Nell’operazione “Mustra” era coinvolto anche Nunziato Siracusa, di Terme Vigliatore, nel febbraio 2014 condannato a 10 anni con sentenza diventata definitiva e che si è pentito da quasi due anni. Era indagato anche Giovanni Perdichizzi, considerato il capo dell’ala del clan “San Giovanni” di Barcellona per il controllo delle estorsioni, ucciso nella città del Longano la sera di Capodanno del 2013.

            Giuseppe Lazzaro

Edited by, sabato 12 maggio 2018, ore 11,33. 

 

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