Op. “Nebrodi”: Concessi gli arresti domiciliari a Gino Bontempo

Per motivi di salute il Gip del tribunale di Messina MARIA MILITELLO ha disposto la concessione degli arresti domiciliari nei confronti di GINO BONTEMPO, di Tortorici, indagato nell’ambito dell’operazione “Nebrodi” la cui udienza preliminare è iniziata lo scorso 4 novembre. Bontempo, difeso dall’avvocato ALESSANDRO PRUITI CIARELLO e mai condannato definitivamente nei diversi procedimenti in cui è stato coinvolto, era tornato in carcere dopo essere stato sorpreso, fuori dalla sua abitazione, da un inviato di “Non è l’arena” su La 7 (foto in alto)…

Il Gip del tribunale di Messina Maria Militello ha disposto la concessione degli arresti domiciliari nei confronti di Gino Bontempo, classe 1958, di Tortorici, indagato nell’ambito dell’operazione “Nebrodi” per la quale venne arrestato lo scorso 15 gennaio quando scattò il blitz prima di tornare in libertà successivamente. Ai fini del provvedimento le condizioni di salute del Bontempo, non compatibili con il regime carcerario, supportate da una relazione medica redatta dall’Azienda sanitaria di Avellino e contenuta nella richiesta presentata dall’avvocato Alessandro Pruiti Ciarello, legale di fiducia del Bontempo.

Gino Bontempo, ritenuto uno dei vertici del clan dei Batanesi, nella sua abitazione di contrada Batana ha il divieto di comunicazione con persone diverse dai conviventi e l’applicazione del braccialetto elettronico. Il Gip Militello ha quindi accolto l’istanza di sostituzione della custodia in carcere avanzata del legale di fiducia concedendo i domiciliari dopo l’acquisizione del referto medico, notificato proprio ieri mattina al Tribunale di Messina, redatto a seguito della visita cui Bontempo è stato sottoposto lo scorso 31 ottobre, oltre ad una precedente presso il presidio sanitario di Bicocca, il carcere di Catania dove si trovava rinchiuso, del 14 ottobre scorso. Entrambi i controlli sanitari avevano certificato le precarie condizioni di salute dell’uomo, affetto da varie patologie. Dopo la scarcerazione per i motivi dettati dall’emergenza sanitaria per il Covid, Bontempo era tornato in carcere alla fine dello scorso mese di settembre per un episodio che aveva fatto parlare le cronache nazionali. Infatti Gino Bontempo era stato sorpreso, da un inviato della trasmissione della domenica sera su La 7 “Non è l’Arena”, condotta da Massimo Giletti, fuori casa e sulle scale, con il telefono cellulare in mano. I pm della Dda di Messina, in quella occasione, chiesero e ottennero dal Gip l’inasprimento della misura cautelare imposta al Bontempo accusato di associazione mafiosa finalizzata alla truffa milionaria all’Ue sui contributi agricoli messa a segno dal clan dei Batanesi. E i carabinieri del Ros gli notificarono la nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere adesso sostituita con quella ai domiciliari. Gino Bontempo è stato coinvolto in numerosi procedimenti giudiziari ma non ha mai riportato condanne definitive.

            Giuseppe Lazzaro

Edited by, domenica 15 novembre 2020, ore 11,54. 

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