Op. “Nebrodi”: Il TdR annulla ordinanza di custodia cautelare, in libertà il notaio Pecoraro

Il Tribunale del Riesame di Messina ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare dell’operazione antimafia “Nebrodi”, scattata il 15 gennaio scorso, nei confronti del notaio palermitano ANTONINO PECORARO, con studio a Canicattì (Agrigento), che si trovava agli arresti domiciliari. Chiuso il cerchio con i ricorsi al TdR, la prossima tappa per la difesa degli indagati sarà in Cassazione…

Il Tribunale del Riesame di Messina ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare dell’operazione antimafia “Nebrodi”, scattata il 15 gennaio scorso, nei confronti del notaio palermitano Antonino Pecoraro, 74 anni, con studio a Canicattì (Agrigento). Il notaio Pecoraro, coinvolto nel blitz con 94 arresti eseguiti dai carabinieri del Ros e dai militari del Gico della guardia di finanza, si trovava agli arresti domiciliari su ordinanza del Gip del tribunale di Messina Salvatore Mastroeni e adesso è tornato in libertà come da decisione del TdR che, a differenza delle altre posizioni (vedere l’esito nell’ampio servizio postato in archivio sul link Cronaca), lo ha trattato ieri. Il Tribunale del Riesame ha ritenuto che non fossero motivate le esigenze cautelari che riguardavano il professionista palermitano. Il notaio Pecoraro, difeso dagli avvocati Sergio Monaco e Alberto Gullino, resta indagato per avere consentito il fittizio trasferimento della proprietà di una serie di terreni localizzati nelle province di Enna e Messina, sulla catena montuosa dei Nebrodi: passaggi che, nell’impianto accusatorio sostenuto dalla Dda di Messina, avevano lo scopo di concentrare il possesso di un gran numero di ettari di terreno nelle mani di prestanome a vantaggio delle cosche mafiose dei Batanesi e dei Bontempo Scavo di Tortorici, in modo da ottenere più contributi dall’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura e dall’Unione europea. Con la definizione della posizione del notaio Antonino Pecoraro si chiude il cerchio davanti al TdR per la “Nebrodi”. A meno di eventuali richieste, motivate, al Gip di Messina, il prossimo appuntamento per la richiesta degli avvocati della difesa saranno i ricorsi che saranno presentati alla Corte di Cassazione ma dovranno passare alcuni mesi.

             Giuseppe Lazzaro

Edited by, martedì 11 febbraio 2020, ore 15,16. 

(Visited 4.291 times, 1 visits today)