Op. “Nebros II”: TdL, altra sforbiciata al teorema accusatorio. Annullata l’ordinanza del Gip

Il Tribunale del Riesame di Caltanissetta ha annullato l’ordinanza del Gip nisseno GRAZIELLA LUPARELLO che, il 19 novembre scorso, aveva emesso 15 misure cautelari (14 arresti+un obbligo) nell’ambito dell’operazione “Nebros II” (foto in alto il cartellone), eseguita dalla guardia di finanza, sotto il coordinamento dalla DDA di Caltanissetta, sulla gestione dei terreni adibiti al pascolo nell’area al confine tra le province di Messina ed Enna…

Il Tribunale del Riesame di Caltanissetta ha annullato l’ordinanza del Gip nisseno Graziella Luparello che, lo scorso 19 novembre, aveva emesso 15 misure cautelari nell’ambito dell’operazione “Nebros II”, eseguita dalla guardia di finanza, sotto il coordinamento dalla DDA di Caltanissetta, sulla gestione dei terreni adibiti al pascolo nell’area al confine tra le province di Messina ed Enna.

Il Tribunale della Libertà di Caltanissetta, lo scorso 10 dicembre, aveva annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa lo scorso 19 novembre dal Gip Graziella Luparello. Tra gli arrestati c’erano i fratelli Giuseppe e Sebastiano Foti Belligambi, Anna Maria Di Marco e Giovanni Foti Belligambi poiché gravemente indiziati del delitto di turbativa d’asta aggravata dal metodo mafioso, in relazione ad una gara espletata nel 2015 per l’assegnazione di alcuni fondi agricoli del Comune di Troina. Il Tribunale della Libertà “ha annullato l’ordinanza impugnata in relazione a tutte le contestazioni mosse ai miei assistiti – dice l’avvocato Nino Cacia -, riservandosi 45 giorni per il deposito della relativa motivazione. I Foti, da tempo destinatari di gratuiti quanto infondati attacchi mediatici, respingono le accuse di mafiosità o di semplice appartenenza a contesti delinquenziali. I fratelli Foti e la signora Annamaria Di Marco, che da sempre hanno improntato le loro condotte al rispetto della legge e delle regole del buon vivere, hanno patito questa esperienza devastante dal punto di vista umano, che sperano possa indurre l’Autorità a maggiori cautele”. Ordinanza annullata anche per Vita Cavallaro, Angioletta Triscari Giacucco e Federica Pruiti.

L’OPERAZIONE

Sono 15 gli indagati dell’operazione “Nebros II”, sulla gestione mafiosa dei pascoli nella zona nebroidea condotta dalla Dda di Caltanissetta e dalla guardia di finanza di Nicosia, che erano stati raggiunti da provvedimenti cautelari lo scorso 19 novembre. Gli indagati sono accusati a vario titolo di turbata libertà degli incanti con l’aggravante mafiosa e abuso d’ufficio. Nella vicenda, risalente al 2015, ci sarebbe infatti anche lo zampino di Cosa nostra, che mirava al controllo dei pascoli nella zona del Parco di Nebrodi. Una vicenda che, secondo i magistrati della Dda nissena, riguarda irregolarità nell’assegnazione di 16 lotti destinati ai pascoli, che venivano dati in affidamento dall’azienda “Silvio Pastorale” del Comune di Troina. Secondo l’accusa l’affidamento degli appalti, nonostante fosse stata indetta una regolare gara, era praticamente pilotato per favorire gli indagati e in questo sistema era coinvolto anche un funzionario pubblico, Antonio Consoli, 44 anni, catanese, presidente pro tempore della “Silvio pastorale”, per il quale è stato disposto l’obbligo di presentazione alla guardia di finanza. Secondo quanto affermato dai pm nisseni Consoli avrebbe fatto in modo di favorire gli arrestati ma sarebbe stato anche intimidito. Ognuno degli assegnatari – secondo l’accusa si tratta di persone vicine alla mafia della zona di Bronte, che mirava al controllo dei pascoli nel Parco dei Nebrodi – sapeva già di quale lotto avrebbe usufruito e addirittura i vari interessati, nel proporre l’altra loro offerta, aumentavano l’ammontare della somma di un euro. In carcere erano finite sette persone: Sebastiano Foti Belligambi, di San Teodoro, 48 anni; Federica Pruiti, nata a Bronte, 40 anni; Giuseppe Foti Belligambi, nato a San Teodoro, 46 anni; Vita Cavallaro, nata a Bronte, 38 anni; Anna Maria Di Marco, nata a San Teodoro, 41 anni; Giovanni Foti Belligambi, nato a Bronte, 24 anni; Angioletta Triscari Giacucco, nata a Cesarò, 41 anni. Arresti domiciliari invece per altri 7 indagati: Salvatore Armeli Iapichino, nato a Tortorici, 52 anni; Sebastiana Bevacqua, nata a Tortorici, 73 anni; Maria Cantali, nata a Catania, 59 anni; Giuseppe Lupica Infirri, nato a Tortorici, 64 anni; Santo Coma, nato a Bronte, 39 anni; Salvatore Lupica Infirri, nato a Sant’Agata Militello, 38 anni; Silvestra Calderaro, nata a San Teodoro, 73 anni. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Antonio Consoli, nato a Catania, 44 anni. Come detto, adesso c’è stata la sforbiciata del TdL.

          Giuseppe Lazzaro

Edited by, sabato 29 dicembre 2018, ore 17,34. 

 

 

(Visited 1.075 times, 1 visits today)