Op. “Pathology”: Dettagli e particolari dell’inchiesta. Tra gli arrestati un consigliere di Brolo e la moglie e la ex vice presidente del consiglio e un avv. santagatese

Ha fatto clamore l’imponente operazione dei carabinieri, denominata “PATHOLOGY”, scattata ieri. Sono 33 le misure cautelari emesse fra cui 7 arresti e 69 avvisi di garanzia per svariate accuse: a vario titolo associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, truffa ai danni dell’Inps, falsa perizia e falso in atto pubblico. Tra gli arrestati anche l’avvocato ANNA RICCIARDI (FOTO SOTTO), già vice presidente del consiglio comunale di Brolo nell’attuale legislatura. Arrestati anche i coniugi di Brolo VINCENZO PRINCIOTTA (FOTO IN BASSO, attuale consigliere di maggioranza) e ILENIA DE LUCA. Indagati altri avvocati, medici, tre cancellieri ed un assistente giudiziario del tribunale di Patti. Tutti i particolari ed i nomi dell’inchiesta illustrati ieri in una conferenza stampa al Comando Provinciale dell’Arma di Messina (foto in alto un frame delle videoriprese della telecamera nascosta dei carabinieri)…

   

I carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno dato esecuzione ieri mattina ad una ordinanza applicativa di misura cautelare, emessa dal Gip del tribunale di Patti su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 33 soggetti, 2 dei quali sono stati ristretti in carcere, 5 agli arresti domiciliari, 10 sottoposti agli obblighi di dimora e 16 a misura interdittiva dall’esercizio delle funzioni, ritenuti responsabili – a vario titolo – di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, truffa aggravata ai danni dell’Inps, falsa perizia, falso in atto pubblico e altro, e contestualmente sono stati notificati 69 avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti indagati. L’operazione è stata denominata “Pathology”.

Il provvedimento è scaturito da una complessa e prolungata attività di indagine, sviluppata sin dal 2015 dai carabinieri della Compagnia di Patti, i cui esiti hanno consentito di documentare l’esistenza e l’operatività, nell’hinterland pattese, di un’associazione per delinquere, comprendente un primo sodalizio criminale, complesso e ben strutturato, operante nella giurisdizione del tribunale di Patti e di un secondo di più lieve entità – costituito da liberi professionisti operanti nel settore legale e in quello medico, nonché da funzionari pubblici e responsabili di diversi Enti di patronato – i quali, mediante la redazione di false perizie e mendaci certificazioni mediche, riuscivano a condizionare l’esito dei ricorsi giurisdizionali, promossi da privati cittadini dinanzi il Tribunale del Lavoro di Patti, avverso il mancato riconoscimento da parte dell’Inps di una serie di benefici assistenziali (pensioni di invalidità civile, riconoscimento dello stato di portatore di handicap con diritto all’accompagnamento etc.), ottenendo rimborsi che sono andati dagli 8.000 euro per le cause di minore entità, ai 43.000 euro per quella più rilevante con un danno, per la Pubblica Amministrazione, stimabile in oltre 1 milione di euro.

Nell’inchiesta, in cui sono indagate 102 persone di cui 33 destinatarie della misura cautelare e 69 di avviso di garanzia (per concorso in truffa aggravata ai danni dell’Inps e falso in atto pubblico), figurano –tra  l’altro – 2 avvocati e 2 collaboratori di studio, 27 medici specialisti tra CTU e liberi professionisti, 4 funzionari dell’Inps, 11 collaboratori di vari patronati, i quali si spartivano ingenti somme di denaro – direttamente proporzionali agli importi delle indennità ottenute indebitamente – e altre utilità.

Foto in alto la conferenza stampa, da sx: il colonnello Iacopo Mannucci Benincasa, comandante provinciale dei carabinieri; il Procuratore di Patti Rosa Raffa; il capitano Marcello Pezzi, comandante la Compagnia di Patti

I militari dell’Arma hanno disarticolato una struttura organizzativa forte, ben congeniata e profondamente compenetrata nel mondo dell’assistenza previdenziale, con particolare riferimento alla parte giudiziaria, oggetto d’indagine. Una consorteria ad anelli saldamente concatenati, formata quindi da professionisti di alta caratura operanti in vari settori – legale, sanitario, giudiziario, pubblico ed assistenziale.

In particolare, l’avvocato RICCIARDI Anna (custodia cautelare in carcere), già vice presidente del consiglio comunale di Brolo nell’attuale legislatura (si dimise dalla carica e da consigliere al sorgere dell’indagine) e il compagno, dott. PISCITELLO Francesco (custodia cautelare in carcere) erano certamente le figure verticistiche della principale delle due associazioni perseguite ed erano materialmente e moralmente supportati da PRINCIOTTA Vincenzo, consigliere comunale di Brolo ed eletto nella lista di maggioranza (arresti domiciliari), la moglie DE LUCA Ilenia (arresti domiciliari), LO PRESTI Rosaria (arresti domiciliari), quali ulteriori promotori ed organizzatori del sodalizio in qualità di gestori di patronati o studi di assistenza fiscale, che assicuravano ulteriori adesioni al gruppo indirizzando la privata clientela verso i patrocinatori prescelti, così massimizzando i profitti dell’associazione. Inoltre potevano contare sui favori di medici sia impiegati presso “strutture pubbliche” che liberi professionisti che svolgevano il ruolo di CTU per i giudici per ottenere i falsi certificati e su alcuni dipendenti della locale sede dell’Inps. Il “modus operandi” del sodalizio prevedeva che la RICCIARDI ed il PISCITELLO, attraverso l’intermediazione di taluni degli associati e talvolta direttamente degli interessati, corrompessero i sanitari di strutture pubbliche, con elargizioni di denaro o altre utilità (somme dell’ordine di alcune centinaia di euro) al fine di redigere false certificazioni attestanti malattie per le quali si poteva poi ottenere la certificazione di invalidità. Le indagini hanno documentato 15 di questi episodi.

In altri casi invece, quando si era avviato il contenzioso giurisdizionale, l’avvocato ANNA RICCIARDI nell’ambito della propria attività legale patrocinava le cause e, attraverso la corruzione del dott. PISCITELLO, che in talune di questi procedimenti era nominato CTU o di altri consulenti tecnici nominati, se diversi da PISCITELLO, riusciva a corromperli anche con l’aiuto dello stesso compagno nella vita e di altri sodali e faceva redigere delle false perizie in favore delle persone da lei assistite, al fine di giungere ad un esito favorevole nelle cause con ciò inducendo in errore il giudice, truffando l’Inps e causando un danno ingiusto, allo stato, stimato in oltre 1 milione di euro sul quale sono ancora in corso accertamenti e verifiche. Di tali vicende le indagini hanno permesso di ricostruire pienamente ben 20 episodi.

Per uno di questi episodi è stata documentata dalle intercettazioni video ambientali la dazione di denaro di 2.500 euro da parte di un cliente che, “artatamente“, aveva conseguito  il giudizio favorevole in favore all’avvocato RICCIARDI e del dott. PISCITELLO che in quel procedimento era stato consulente tecnico del giudice.

I funzionari Inps coinvolti, abusando della loro funzione pubblica, garantivano ai correi la rapida liquidazione delle somme di denaro, omettendo di sollevare irregolarità che avrebbero potuto danneggiare i compartecipanti dell’associazione stessa. La complessa struttura associativa ricomprendeva poi ben quattordici figure professionali di medici, sia di strutture sanitarie pubbliche che liberi professionisti incaricati di svolgere il ruolo di CTU, ossia periti del giudice. I primi redigevano, anche dietro compenso, false certificazioni su malattie e disabilità, assicurando ai sodali la pronta disponibilità di documentazione sanitaria a favore dei loro clienti e garantendo loro corsie preferenziali, in spregio alle liste di attesa per effettuare le visite e, talvolta, anche senza il pagamento del “ticket sanitario” per la prestazione. I professionisti incaricati di svolgere il ruolo di consulenti del giudice, sempre in cambio di compensi, redigevano false perizie tecniche favorevoli ai clienti/pazienti del sodalizio. 

Altro organigramma criminale, richiamato in prologo e portato alla luce dalle indagini, è certamente quello che vede come figure apicali l’avvocato di Sant’Agata Militello TERESA NOTARO (arresti domiciliari) e l’assistente di studio, avvocato DI GAETANO MARIELLA (arresti domiciliari). Anche questo secondo gruppo operava con metodi analoghi, attraverso sempre la medesima struttura organizzata in cui aveva un ruolo centrale il dott. PISCITELLO Francesco. In questo ambito le indagini hanno permesso di accertare 5 ulteriori episodi in cui, attraverso la redazione di false perizie, si otteneva indebitamente il giudizio favorevole nel contenzioso giurisdizionale.

A titolo esemplificativo, nel corso dell’attività investigativa, tra i tanti, sono emersi due episodi particolarmente emblematici delle condotte illecite. Segnatamente, un primo caso in cui l’avvocato Ricciardi comunica ad una propria cliente che il CTU che giurerà è un’amica del “dottore” (inteso Francesco Piscitello), invitandola a consegnarle subito i soldi in contanti in vista della loro consegna ad altre persone per agevolare il sistema evitando intoppi. E ancora, un episodio in cui il Piscitello, rivolgendosi al proprio cliente, gli riferisce che quando si sceglie un avvocato, bisogna “scegliersi quello giusto che si sa muovere”, promettendo nel contempo che, se la causa viene patrocinata da loro (intesi Piscitello e Ricciardi), al 99,9% è assicurata la vittoria in giudizio, anche ottenendo il 100% di invalidità. Nel contesto dello stesso colloquio si parla chiaramente di spartizione di denaro all’esito della causa con una percentuale del 40% dedicata agli stessi patrocinatori. E’ dunque chiaro come le finalità della materia previdenziale, ossia l’assistenza dello Stato a cittadini bisognosi di sussidio in ragione delle loro condizioni di salute, siano state asservite ad un disegno criminoso che trasformava preziose risorse economiche in occasioni di illecito guadagno a scapito della collettività.

Gli indagati hanno infatti intravisto terreno fertile, pronto per essere sfruttato a convenienza, proprio nella particolare natura del settore di specie, caratterizzato da ampia facoltà di interpretazione dei tratti patologici di un periziando ed estrema soggettività e libertà nella redazione delle certificazioni mediche (sia per i referti – medici specialisti – che per le perizie – medici CTU), di fatto inconfutabili, che costituiscono il fulcro e il cardine della macchinazione delittuosa. In tale ambito, si ritiene intervenisse l’accordo finale, tra patronati, avvocati e medici, culminante nella redazione delle predette certificazioni sanitarie (per i liberi professionisti) e delle perizie ad hoc (per i CTU), che determinavano l’illecito profitto dell’interessato, in caso di vittoria in giudizio. Si evidenzia che in molte circostanze, l’Inps doveva corrispondere all’istante, non solo l’indennità conseguenti al riconoscimento della malattia e del grado invalidante, bensì tutti gli arretrati che gli competevano a decorrere dal momento in cui egli aveva proposto la prima domanda di invalidità. Si parla di molte migliaia di euro, parte dei quali, in misura proporzionale e talvolta sino alla metà del valore percepito, costituivano il profitto illecito degli associati e patrimonio criminale, quindi, dell’associazione stessa. L’articolata attività investigativa svolta, coordinata dal Procura della Repubblica di Patti e riepilogata nell’ordinanza applicativa delle misure cautelari eseguite, ha certamente sferrato un duro colpo al fenomeno delle truffe in danno dell’Inps che nel circondario di Patti ha costituito una consistente fonte di indebito guadagno per molti professionisti e cittadini.

I NOMI

Nell’operazione sono finiti in carcere quelli che per gli inquirenti sono gli organizzatori della truffa: l’avvocatessa Anna Ricciardi, di Brolo, già vice presidente del consiglio comunale del paese e il suo compagno, il medico Francesco Piscitello. Arresti domiciliari per un’altra avvocatessa di Sant’Agata Militello, Teresa Notaro, per i gestori di uno studio di consulenza fiscale, Vincenzo Princiotta e la moglie Ilenia De Luca, per Maria Di Gaetano e Rosaria Lo Presti, che gestiva un patronato. Dieci i provvedimenti di obbligo di dimora che hanno colpito Antonino Pino, collaboratore di studio della Ricciardi, altri titolari di patronati come Genoveffa Scaffidi Chiarello, Giusi Mincica e Genoveffa Cadili, altri due procacciatori di clienti di Messina, Daniela Calabrese e Francesco Di Giorno. E ancora Giuseppe Armeli, Sebastiano Conti Nibali, Stefano Marra e Nuccio Mangano. Per i tanti medici coinvolti, il Gip ha deciso la misura dell’interdizione della professione per periodi che vanno dagli otto mesi a un anno: i cardiologi Giovanbattista Bruni e Rosario Germanà, gli ortopedici Antonino Furnari dell’ospedale di Sant’Agata Militello e Pippo Spatola di Patti ma anche per altri otto medici che avrebbero firmato consulenze tecniche fasulle: Iole Donzì, Maria Giovanna Barbitta, Giuseppe Di Santo, Marianna Faraci, Bruno Fazio, Giuseppe Fulco, David Fazio, Rosario Di Stefano e Giorgio Giannitto. Interdizione anche per il direttore dell’Inps di Barcellona Pozzo di Gotto Antonino Ventura e la funzionaria dell’Inps di Patti Margherita Salpietro. Coinvolti nella truffa anche tre cancellieri e un assistente giudiziario del tribunale di Patti, accusati di aver incassato somme proporzionali agli importi delle indennità ottenute indebitamente. Sono ritenuti responsabili a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, truffa ai danni dell’Inps, falsa perizia in atto pubblico. Sui loro conti, la guardia di finanza di Patti ha operato un sequestro preventivo per equivalente di oltre 300.000 euro.

   Giuseppe Lazzaro

Edited by, mercoledì 6 dicembre 2017, ore 8,52.

 

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