Op. “Riciclo”: Corruzione e peculato intorno alla discarica di Mazzarrà. Rinviate a giudizio 4 persone, tra cui l’ex sindaco Bucolo

Corruzione e peculato sono le accuse contestate a quattro persone, rinviate a giudizio nell’ambito delle indagini sulla discarica per i rifiuti di Mazzarrà Sant’Andrea (foto in alto) culminate nell’operazione “Riciclo”. Tra di loro sotto processo, dal prossimo 9 aprile, anche l’ex sindaco mazzarrese SALVATORE BUCOLO…

Il Gup del tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto Fabio Processo ha rinviato a giudizio, per il prossimo 9 aprile, l’ex sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea Salvatore Bucolo e gli ex amministratori della società Tirrenoambiente che si sono succeduti nel Consilio di amministrazione, Giuseppino Innocenti, 64 anni, di Borgo Vercelli, Giuseppe Antonioli, 56 anni, di Borgomanero, l’ex senatore piemontese di Forza Italia Lorenzo Piccioni, 63 anni e l’ex presidente Antonello Crisafulli, 56 anni, di Barcellona. I quattro sono imputati nell’ambito dell’operazione “Processo”.

I reati contestati sono corruzione e peculato, in concorso tra loro. Erano già state stralciate invece le posizioni di altre due persone che figuravano inizialmente indagate: l’anziano e ignaro parroco don Andrea Catalano, nel frattempo deceduto, sul cui conto corrente bancario – grazie ad una delega – venivano effettuate le movimentazioni di denaro incriminate e il collaboratore e badante del parroco, Rodolfo Torre, per il quale era stata invece avanzata richiesta di archiviazione.

L’ex sindaco Salvatore Bucolo, come emerso dalle indagini, avrebbe solo formalmente cercato di “mettere ordine” nella gestione della discarica dal momento del proprio insediamento. Di fatti, non solo con una determina sindacale ha avallato la riduzione dell’equo indennizzo ma ha “rinunciato” a fare incassare al comune oltre 1.500.000 euro, grazie ad un indebito accordo transattivo tra la società e il Comune. Una delibera ritirata in autotutela dallo stesso sindaco che sentiva l’incombere delle indagini e che, per quell’accordo, come verificato dai militari della guardia di finanza, ricevette 33.000 euro in contanti.

               g.l.

Edited by, venerdì 12 gennaio 2018, ore 10,48.

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