Op. “Scala reale”: Chiuse le indagini preliminari, sono 10 gli indagati

  

Sono dieci gli indagati dell’operazione “SCALA REALE”, il blitz antidroga messo a segno dai carabinieri lo scorso 13 luglio. I sostituti procuratori della Dda di Messina VITO DI GIORGIO e ANGELO CAVALLO hanno chiuso le indagini, adesso si attende l’udienza preliminare. Venne scoperto un vasto traffico di droga nella zona di Patti, in particolare marijuana e cocaina, con provenienza calabrese e accertati collegamenti con la ‘ndragheta”. Foto in alto i due pattesi coinvolti nel blitz e indagati: GIUSEPPINA MERLO e ANTONINO NIOSI…

I sostituti procuratori della Dda di Messina Vito Di Giorgio e Angelo Cavallo hanno chiuso le indagini preliminari dell’operazione “Scala reale”, scattata lo scorso 13 luglio quando venne smantellata una organizzazione dedita allo spaccio di droga nel pattese. Sono dieci gli indagati per i quali, nelle prossime settimane, sarà chiesto il rinvio a giudizio con la fissazione dell’udienza preliminare. Gli indagati sono:

BRIGANDÌ Alessandro, nato a Cinquefrondi (RC) il 17.08.1998;

BRIGANDÌ Paolo, nato a Scherzingen (Svizzera) il 2.06.1972, padre del suddetto Alessandro;

DICOSTA Antonio, nato a Lamezia Terme (CZ) il 12.11.1991;

FIDUCIA Luigi, nato a Vibo Valentia il 29.10.1974;

GONZALEZ PEREZ Ignacio Francisco, nato a Santa Clara (Cuba) il 9.02.1990;

LAMAZZA Romina, nata a Messina il 27.09.1983;

LA TORRE Giancarlo, nato a Roma il 14.09.1961;

MAZZONE Giuseppe, nato a Vibo Valentia il 14.10.1968;

MERLO Giuseppina, nata a Patti il 29.08.1967;

NIOSI Antonino, nato a Patti il 17.12.1995.

L’OPERAZIONE

Scattò all’alba del 13 luglio scorso. I carabinieri del Comando Provinciale di Messina, nel territorio di competenza e in quelle di Reggio Calabria e Vibo Valentia, diedero esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Messina Tiziana Leanza e da quello del locale Tribunale per i Minorenni, su richiesta rispettivamente della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo peloritana e della locale Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, nei confronti di 12 soggetti (8 dei quali ristretti in carcere, 2 sottoposti agli arresti domiciliari, 1 minore ristretto presso un Istituto Penale Minorile e 1 minore collocato in una struttura comunitaria), ritenuti responsabili – a vario titolo – di associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti anche a minori, nonché detenzione illegale di armi da fuoco. Il provvedimento restrittivo scaturiva da una complessa attività d’indagine sviluppata, sin dal mese di settembre del 2016, dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Messina, che ha consentito di individuare vertici e affiliati ad una compagine di narcotrafficanti collegata alle articolazioni territoriali della ‘ndrangheta reggina e vibonese, che gestiva una larga fetta dello smercio di marijuana e cocaina nella zona di Patti e nei centri vicini. La clientela del gruppo criminale, per una precisa scelta di strategia commerciale, era quasi interamente costituita da minorenni di ogni ceto sociale, unicamente accomunati dalla dipendenza più o meno marcata dalle sostanze stupefacenti. I luoghi di spaccio preferiti dal gruppo, che poteva contare su una fitta rete di pusher (alcuni dei quali minori), erano le scuole secondarie e gli istituti superiori dell’hinterland della fascia tirrenica della provincia di Messina, con particolare riguardo all’area pattese, nonché i luoghi di aggregazione giovanile più frequentati, sapientemente individuati e scelti in relazione alla potenziale clientela che li frequentava. Gli indagati, oltre che gestire una propria fiorente rete di spaccio al dettaglio nella rispettiva zona di residenza, avevano costituito anche un ulteriore canale di fornitura ad altri spacciatori dell’hinterland tirrenico della provincia dello stupefacente, proveniente interamente dalla Calabria dove i vertici del sodalizio sgominato potevano contare su stabili e consolidati rapporti “commerciali” con persone contigue alla ‘ndrangheta di Vibo Valentia e di Rosarno (Reggio Calabria). In particolare, l’attività investigativa nel suo sviluppo aveva già portato all’arresto in flagranza di due corrieri e al sequestro di considerevoli quantitativi di stupefacente. L’altro provvedimento cautelare, emesso dal Gip presso il Tribunale dei Minorenni Michele Saja, su richiesta del sostituto procuratore presso il Tribunale per i Minorenni di Messina, Andrea Pagano, ha riguardato anche due minori, uno dei quali, un quindicenne, venne tradotto presso l’Istituto Penale Minorile di Palermo e l’altro accompagnato in una struttura di accoglienza siciliana.

              Giuseppe Lazzaro

Edited by, martedì 31 ottobre 2017, ore 12,00.

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