Op. “Scala Reale”: Traffico di droga nel pattese. Condanne pesanti in appello, anche per un ex carabiniere

Condanne pesanti sono state inflitte dalla Corte d’Appello di Messina nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “SCALA REALE”, scattata nel luglio 2017, che sgominò un traffico di droga davanti a discoteche, locali pubblici e scuole, in particolare di Patti, gestito da una banda capeggiata da un ex appuntato dei carabinieri di Falcone, al tempo dei fatti in servizio alla Compagnia di Patti: si tratta di PAOLO BRIGANDI’ (foto in alto), condannato a 11 anni di reclusione…

Condanne pesanti sono state inflitte dalla Corte d’Appello di Messina nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “Scala Reale” che sgominò un traffico di droga davanti a discoteche, locali pubblici e scuole, in particolare di Patti, gestito da una banda capeggiata da un ex appuntato dei carabinieri di Falcone, al tempo dei fatti in servizio alla Compagnia di Patti. Imputato nel procedimento un gruppo criminale che si riforniva di cocaina e marijuana da Vibo Valentia e Rosarno, in Calabria, per spacciarla nella zona tirrenica della provincia di Messina. Il blitz scattò il 13 luglio 2017 e venne eseguito dai carabinieri sotto il coordinamento della DDA di Messina con gli allora sostituti procuratori Vito Di Giorgio (oggi Procuratore aggiunto di Messina) e Angelo Cavallo (oggi Procuratore di Patti).

Nell’udienza preliminare sei degli indagati originari decisero di essere giudicati con il rito abbreviato nel gennaio 2018. Si tratta di Alessio Brigandì, 19 anni, il padre Paolo Brigandì, 46 anni, l’ex appuntato dei carabinieri, quindi Antonino Dicosta (di Lamezia Terme), 26 anni, Luigi Fiducia, 43 anni e Giuseppe Mazzone 49 anni. In primo grado il Gup del tribunale di Messina Carmine De Rose aveva valutato la vicenda come “fatti di lieve e minore entità” attenuando le condanne di un terzo dalla pena base, con il rito abbreviato ma anche per l’introduzione del concetto di lieve entità. In Appello, però, accogliendo il ricorso della Procura, è stato reintrodotto il concetto di “gravità delle condotte” . E così l’ex carabiniere Paolo Brigandì (nato in Svizzera, residente a Falcone) è stato condannato a 11 anni di reclusione; il figlio Alessandro Brigandì (nato a Cinquefrondi, residente a Falcone) a 6 anni e 10 mesi; Giancarlo La Torre (nato a Roma, residente a San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria) a 4 anni, 5 mesi e 10 giorni; Giuseppe Mazzone (di Vibo Valentina) a 4 anni e 8 mesi; Luigi Fiducia (di Vibo Valentina) a 4 anni, 6 mesi e 20 giorni. In primo grado Paolo Brigandì era stato condannato a 7 anni e 1 mese; il figlio Alessandro a 5 anni e 10 mesi; Giuseppe Mazzone a 3 anni, 7 mesi e 10 giorni; Luigi Fiducia a 2 anni; Giancarlo La Torre a 2 anni; Antonio Dicosta era stato assolto.

          Giuseppe Lazzaro

Edited by, mercoledì 24 luglio 2019, ore 14,32. 

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