Op. “Senza tregua”: Chiesta la conferma delle condanne per 17 imputati. L’8 gennaio 2020 la sentenza

La conferma delle pesanti condanne inflitte in primo grado a 17 imputati è stata chiesta, dal procuratore generale, in apertura del processo d’appello (foto in alto il tribunale di Messina) relativo all’operazione “SENZA TREGUA”, scattata il 30 maggio 2016 sui Nebrodi ed eseguita dalla polizia del Commissariato di Capo d’Orlando e del posto fisso di Tortorici sotto il coordinamento della Dda di Messina. L’8 gennaio 2020 si torna in aula per le tre ultime arringhe difensive (avvocati ALESSANDRO PRUITI CIARELLO, NINO FAVAZZO e LAURA TODARO): quindi camera di consiglio e sentenza…

Di Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud (edizione di mercoledì 4 dicembre 2019)

La conferma delle pesanti condanne inflitte in primo grado è stata chiesta, dal procuratore generale, in apertura del processo d’appello relativo all’operazione “Senza tregua”, scattata il 30 maggio 2016 sui Nebrodi ed eseguita dalla polizia del Commissariato di Capo d’Orlando e del posto fisso di Tortorici sotto il coordinamento della Dda di Messina. La Corte d’Appello di Messina (presidente Alfredo Sicuro) ha quindi dato la parola al numeroso collegio difensivo e sono state ascoltate le arringhe di tutti gli avvocati impegnati ad eccezione di Alessandro Pruiti Ciarello, Nino Favazzo e Laura Todaro che prenderanno la parola l’8 gennaio 2020 quando, al termine, la Corte d’Appello si ritirerà in camera di consiglio per emettere la sentenza. In attesa ci sono 17 imputati (22 arrestati in origine, per gli altri 5 si è proceduto in separata sede) coinvolti nel blitz che stroncò la ricostituzione del clan dei Bontempo Scavo di Tortorici. Il pg ha chiesto la conferma delle condanne per: Antonio Foraci, di Tortorici, inteso “u’ calabrisi”, ritenuto il presunto capo dell’organizzazione, ristretto al carcere duro (41 bis, a Opera a Milano) dal gennaio 2017 (30 anni la pena di primo grado). Quindi 14 anni e 8 mesi per la moglie, Calogera Rina Costanzo e 15 anni e 8 mesi per il figlio Cristian Foraci, in primo grado assolto per un capo di imputazione. Accusati di associazione mafiosa finalizzata all’estorsione e alla tentata estorsione, oltre ai Foraci, anche Giovanni Montagno Bozzone, originario di Tortorici, residente a Torrenova, condannato a 12 anni e Massimo Salvatore Rocchetta, di Tortorici, 13 anni e 4 mesi. Gli altri imputati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico e alla cessione di stupefacenti, altri ancora di singoli casi di detenzione e cessione di stupefacenti. Chiesta la conferma della condanna per: Giovanni Aspri, di Messina, 15 anni e 8 mesi; Giuseppina Chiaia, domiciliata a Capo d’Orlando, 8 mesi; Francesco Costanzo, di Bronte, 1 anno e 9 mesi. Quindi, per un gruppo di imputati di Tortorici: Luca Destro Pastizzaro a 11 anni; Andrea Favazzo a 1 anno e 6 mesi; Gianluca Favazzo a 11 anni; Sebastiano Favazzo a 14 anni; Roberto Galati Giordano a 10 anni e 8 mesi. E ancora: Sebastiano Galati Rando, di Maniace, a 2 anni e 10 mesi; Simone Ingrillì, di Capo d’Orlando, a 6 mesi; Giuseppe Domenico Raneri, di Sant’Agata Militello, a 8 mesi; Vincenzo Rosano, di Adrano, a 10 anni. Venne dichiarata sospesa la pena a Chiaia, Ingrillì, Raneri, Favazzo Andrea e Costanzo. Il 18 dicembre 2016 Giuseppe Sinagra, residente a Sinagra, arrestato nella “Senza tregua”, è stato condannato a 6 anni di reclusione, per associazione mafiosa finalizzata all’estorsione, con il rito abbreviato. Secondo l’accusa, sostenuta da intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti ed altro materiale probatorio, a Tortorici, oltre alla cosca dei “Batanesi”, l’egemonia sarebbe passata sotto il controllo dei Bontempo Scavo, i cui storici capi, i fratelli Cesare e Vincenzo, da tanti anni sono ristretti al carcere duro con condanne definitive all’ergastolo nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum”. Un loro vecchio affiliato, Antonio Foraci, avrebbe preso le redini del clan con una conduzione “familiare” nella gestione delle estorsioni, insieme alla moglie e al figlio. Insieme a loro anche Rocchetta, Montagno Bozzone e Sinagra. Un altro gruppo si sarebbe dedicato allo spaccio di sostanze stupefacenti con diramazione Tortorici e verso altri comuni nebroidei.

Edited by, mercoledì 4 dicembre 2019, ore 10,34.   

 

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