Op. “Senza tregua”: Condanne pesantissime al processo di primo grado. Tutti i dettagli

 

Condanne pesantissime sono state emesse ieri sera, dal collegio giudicante del tribunale di Patti, nei confronti dei 17 imputati (22 arrestati in origine, per gli altri 5 si è proceduto in separata sede) coinvolti nell’operazione “SENZA TREGUA”, scattata il 30 maggio 2016 e che stroncò, su indagini coordinate dalla Dda di Messina e condotte dalla polizia del Commissariato di Capo d’Orlando e del posto di fisso di Tortorici, la ricostituzione del clan dei Bontempo Scavo di Tortorici. Trent’anni per il presunto capo, ANTONIO FORACI (foto in alto a sx), ristretto al carcere duro dal gennaio 2017, condannati anche la moglie RINA CALOGERO COSTANZO ed il figlio CRISTIAN FORACI (foto in alto a seguire). Tutti i dettagli e la sentenza…

Di Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud

Condanne pesantissime sono state emesse ieri sera, dal collegio giudicante del tribunale di Patti (presidente Bruno Finocchiaro, a latere Eleonora Vona e Rita Sergi), nei confronti dei 17 imputati (22 arrestati in origine, per gli altri 5 si è proceduto in separata sede) coinvolti nell’operazione “Senza tregua”, scattata il 30 maggio 2016 e che stroncò, su indagini coordinate dalla Dda di Messina e condotte dalla polizia del Commissariato di Capo d’Orlando e del posto di fisso di Tortorici, la ricostituzione del clan dei Bontempo Scavo di Tortorici. Pene più alte, quasi tutte, quelle inflitte rispetto alla originaria richiesta della pubblica accusa. Spicca la condanna a 30 anni di reclusione, rispetto ai 21 richiesti dai pm Vito Di Giorgio e Fabrizio Monaco, nei confronti di Antonio Foraci, di Tortorici, inteso “u’ calabrisi”, ritenuto il presunto capo dell’organizzazione, ristretto al carcere duro (41 bis) dal gennaio 2017. Condannata a 14 anni e 8 mesi la moglie, Calogera Rina Costanzo (11 anni e 8 mesi la richiesta) mentre il figlio, Cristian Foraci, è stato condannato a 15 anni e 8 mesi (15 anni la richiesta). Lo stesso Cristian Foraci è stato assolto per un capo di imputazione. Questo il dettaglio della sentenza, oltre alla famiglia Foraci. Accusati di associazione mafiosa finalizzata all’estorsione e alla tentata estorsione sono stati Antonio e Cristian Foraci, anche Giovanni Montagno Bozzone, originario di Tortorici, residente a Torrenova, condannato a 12 anni (uguale richiesta dei pm) e Massimo Salvatore Rocchetta, di Tortorici 13 anni e 4 mesi (richiesta 14 anni). Gli altri imputati sono stati accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico e alla cessione di stupefacenti, altri ancora di singoli casi di detenzione e cessione di stupefacenti. Condannati (tra parentesi la richiesta dei pm): Giovanni Aspri, di Messina, 15 anni e 8 mesi (13 anni); Giuseppina Chiaia, domiciliata a Capo d’Orlando, 8 mesi e 1.100 euro di multa (8 mesi e 1.200 euro); Francesco Costanzo, di Bronte, 1 anno, 9 mesi e 1.200 euro (3 anni, 4 mesi e 6.000 euro). Quindi, per un gruppo di imputati di Tortorici: Luca Destro Pastizzaro 11 anni (10 anni e 6 mesi); Andrea Favazzo 1 anno e 6 mesi (6 anni e 10 mesi); Gianluca Favazzo 11 anni (7 anni); Sebastiano Favazzo 14 anni (6 anni); Roberto Galati Giordano 10 anni e 8 mesi (7 anni e 10 mesi). E ancora: Sebastiano Galati Rando, di Maniace, 2 anni, 10 mesi e 5.000 euro (3 anni); Simone Ingrillì, di Capo d’Orlando, 6 mesi e 1.200 euro (8 mesi e 1.200); Giuseppe Domenico Raneri, di Sant’Agata Militello, 8 mesi e 1.100 euro (8 mesi e 1.200); Vincenzo Rosano, di Adrano, 10 anni e 44.000 euro di multa (9 anni e 30.000). Sospesa la pena a Chiaia, Ingrillì, Raneri, Favazzo Andrea e Costanzo. Il 18 dicembre 2016 Giuseppe Sinagra, residente a Sinagra, arrestato nella “Senza tregua”, è stato condannato a 6 anni di reclusione, per associazione mafiosa finalizzata all’estorsione, con il rito abbreviato.

In alto, da sx: Giovanni Montagno Bozzone, Massimo Rocchetta e Giovanni Aspri

Secondo l’accusa, sostenuta da intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti ed altro materiale probatorio, a Tortorici, oltre alla cosca dei “Batanesi”, l’egemonia sarebbe passata sotto il controllo dei Bontempo Scavo, i cui storici capi, i fratelli Cesare e Vincenzo, da tanti anni sono ristretti al carcere duro con condanne definitive all’ergastolo nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum”. Un loro vecchio affiliato, Antonio Foraci, avrebbe preso le redini del clan con una conduzione “familiare” nella gestione delle estorsioni, insieme alla moglie e al figlio. Insieme a loro anche Rocchetta, Montagno Bozzone e Sinagra. Un altro gruppo si sarebbe dedicato allo spaccio di sostanze stupefacenti con diramazione Tortorici e verso altri comuni nebroidei. Le condanne minime inflitte ieri sono a carico degli imputati accusati di singoli casi di detenzione e spaccio di stupefacenti. Hanno difeso gli avvocati Alessandro Pruiti Ciarello, Laura Todaro, Loredana Fiumara, Fabio Armeli Iapichino, Giuseppe Tortora, Giuseppe Maccarrone, Francesco Cacciola, Salvatore Silvestro.

Edited by, mercoledì 26 settembre 2018, ore 10,32. 

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