Op. “Taxi Driver”: Rito abbreviato per Campisi, udienza preliminare il 21 aprile per altri 7 indagati

Davanti al Gup del tribunale di Patti UGO DOMENICO MOLINA è iniziata l’udienza preliminare relativa all’operazione “TAXI DRIVER”, scattata a Capo d’Orlando il 4 agosto 2020 ed eseguita dai carabinieri. Ammesso al giudizio con il rito abbreviato GIUSEPPE CAMPISI (foto in alto), per altri 7 indagati si proseguirà il 21 aprile, tornano alla Procura di Patti gli atti per una donna inizialmente indagata…

Il Gup del tribunale di Patti Ugo Domenico Molina ha accolto la richiesta di giudizio con il rito abbreviato nei confronti di Giuseppe Campisi, 65 anni, di Capo d’Orlando, coinvolto nell’operazione “Taxi Driver”, arrestato nella fase iniziale dell’indagine e poi rimesso in libertà. Nel contempo il giudice ha rinviato al 21 aprile la decisione, per il rinvio a giudizio o meno o per accettare eventuali, altre, forme alternative, per Giuseppe Vilardo, Andrea Agliolo Quartalaro, Stefano Calà Palmarino, tutti di Capo d’Orlando e Andrea Scaffidi, di Patti, arrestati nello stesso blitz e poi rimessi in libertà e per Cono Mangano, Maria Tindara Matracia e Gaetano Calogero Cambria Zurro, tutti di Capo d’Orlando e non arrestati, al momento del blitz, ma sottoposti ad obbligo. Riguardo ad un’altra indagata iniziale, Giuseppina Chiaia, di Capo d’Orlando, è stato disposto l’annullamento di tutti gli atti successivi all’avviso di conclusione indagini a causa di un difetto di notifica: gli atti sono stati trasmessi alla Procura di Patti e, in pratica, la posizione della donna riparte daccapo ed il suo nome non figura nell’elenco delle persone sotto udienza preliminare. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Fabio Armeli, Carmelo Portale, Antonio Spiccia, Alessandro Nespola, Laura Todaro, Nino Favazzo, Nunziatina Armeli e Maria Diana Ridolfo.

Nell’operazione, scattata il 4 agosto 2020, eseguita dai carabinieri della Compagnia di Sant’Agata Militello e della Stazione di Capo d’Orlando e coordinata dai sostituti procuratori di Patti Giorgia Orlando e Alice Parialò, il suddetto Campisi è ritenuto responsabile di favoreggiamento della prostituzione mentre gli altri, tutti in concorso tra loro, di plurimi episodi di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti (marijuana, hashish e cocaina). Il provvedimento è stato supportato da intercettazioni telefoniche ed ambientali, compendiato da numerosi servizi di osservazione ed è nato dall’accertamento di un’avviata attività di prostituzione di alcune ospiti del centro di accoglienza per migranti. Si appurava che alcune giovani donne, che erano state ospiti della struttura Sprar, dietro compenso, intrattenevano rapporti sessuali e venivano agevolate nell’esercizio della prostituzione da Giuseppe Campisi al quale le donne si rivolgevano per essere accompagnate ai vari appuntamenti. Il ruolo del Campisi non si esauriva qui: in cambio di denaro contante e rimborsi carburante, l’uomo era solito fornire un servizio taxi (da qui il nome dell’operazione) con la propria autovettura (una Fiat Panda vecchio modello) in favore di un consolidato gruppo di giovani di Capo d’Orlando, dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti, al fine di aiutarli ad eludere i controlli delle forze di polizia. L’attività di spaccio avrebbe servito una vasta clientela dislocata lungo la litoranea compresa tra Sant’Agata Militello, Patti e corrispondenti centri montani. In tale contesto sono stati ricostruiti diversi episodi di cessione e vendita di stupefacenti quali hashish, marijuana e cocaina.

Giuseppe Lazzaro

Edited by, sabato 23 gennaio 2021, ore 15,32. 

 

 

 

 

 

 

 

(Visited 2.206 times, 1 visits today)