Op. “Triade”: La Corte d’Appello conferma 8 condanne ma riduce le pene

La Corte d’Appello di Messina ha confermato 8 condanne ma riducendo le pene per il troncone principale dell’operazione “TRIADE”, scattata il 20 luglio 2016, che aveva portato alla scoperta di una vasta attività di spaccio di droga tra i Nebrodi, Tortorici e la zona tirrenica, tra Barcellona e Milazzo, e la zona sud di Messina. Foto in alto, da sx: NICOLINO ISGRO’, IGNAZIO LOMBARDO, SALVATORE PANTE’, tre dei condannati…

Sentenza di appello per il troncone principale dell’operazione “Triade”, che aveva portato alla scoperta di una vasta attività di spaccio di droga tra i Nebrodi, Tortorici e la zona tirrenica, tra Barcellona e Milazzo, e la zona sud di Messina. Ecco le otto condanne decise dalla Corte d’Appello di Messina:

Nicolino Isgrò, 11 anni e 6 mesi (in primo grado 13 anni);

Ignazio Lombardo, 10 anni e 3 mesi (in primo grado 12 anni);

Roberto Greco, 3 anni (in primo grado 4 anni);

Salvatore Pantè, 11 anni e 3 mesi (in primo grado 12 anni);

Salvatore Iannello, 6 anni e 6 mesi (10 anni);

Antonio Cardillo, 1 anno e 2 mesi (in primo grado 1 anno e 6 mesi);

Giuseppe Costa, 8 mesi (9 mesi);

Danny Cardillo, 6 mesi (sospensione condizionale della pena) (in primo grado 6 mesi).

Otto condanne e due assoluzioni erano state decise dal collegio giudicante del tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, il 9 giugno 2018, a conclusione del processo, con il rito ordinario, relativo all’operazione “Triade”, scattata il 20 luglio 2016 nella zona tirrenica, tra Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo, a carico di una ventina di persone accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, al porto e alla detenzione illegale di armi da fuoco e alla spendita di banconote false.

Foto in alto, da sx: Salvatore Iannello, Roberto Greco, Giuseppe Costa

L’OPERAZIONE

L’operazione “Triade” è lo sviluppo di un’indagine condotta fin da settembre 2013 dai carabinieri della Compagnia di Milazzo. Dalle indagini emerse come il gruppo di Tortorici fornisse periodicamente ingenti quantitativi di hashish e marijuana ad altre due diverse articolazioni della stessa organizzazione, operanti tra Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo, che si preoccupavano poi di commercializzare lo stupefacente sulle principali piazze di spaccio del litorale tirrenico. Il blitz dei carabinieri scattò il 20 luglio 2016. Dalle indagini emerse che la droga, grazie a spostamenti su fuoristrada lungo mulattiere e strade di montagna dei Nebrodi, finiva nelle piazze dello spaccio di Milazzo e Barcellona. Nel milazzese a curare i rapporti sarebbe stato Nicolino Isgrò, di Condrò, considerato dagli investigatori una figura che fungeva da «cerniera» con il gruppo barcellonese. I carabinieri scoprirono anche che gli incontri per concordare prezzo e quantità della droga da acquistare e le modalità di consegna avvenivano sempre nel parcheggio di un centro commerciale. In un secondo momento, altri si occupavano del passaggio effettivo dello stupefacente. Questa la divisione dei due gruppi secondo gli inquirenti (c’era anche il Gruppo di Tortorici, giudicato con l’abbreviato e non in questa sede):

Gruppo dei Milazzesi: Nicolino Isgrò, Ignazio Lombardo, Salvatore Pantè, Antonio Cardillo, Giuseppe Costa, Danny Cardillo.

Gruppo dei Barcellonesi: Salvatore Iannello, Filippo Biscari, Giuseppe Aricò, Luca Iannello, Roberto Greco, Giuseppe Lo Presti, Francesco Carmelo Salamone, Marco Coniglio, Filippo Genovese, Giuseppe Cammisa. In primo grado Luca Iannello e Marco Coniglio erano stati assolti.

         Giuseppe Lazzaro

Edited by, martedì 7 maggio 2019, ore 15,41. 

(Visited 866 times, 1 visits today)