Op. “Variante Inattesa”: Definitivo il maxi-sequestro dei beni (135 milioni di euro) dell’imprenditore Pietro Mollica

E’ definitivo il maxi sequestro, pari a 135 milioni di euro, eseguito dal Gico della guardia di finanza nel 2015 nei confronti di Pietro Mollica, uno dei tre celebri fratelli e imprenditori di contrada Zappardino di Piraino, a cento metri dall’ingresso di Gioiosa Marea. La Corte di Cassazione, infatti, ha confermato il provvedimento emesso dalla Corte d’Appello di Roma lo scorso anno. PIETRO MOLLICA era stato arrestato nel 2015 dalla guardia di finanza (foto in alto è al centro) nell’ambito dell’operazione “VARIANTE INATTESA” per bancarotta fraudolenta, prima di tornare in libertà…

E’ definitivo il maxi sequestro, pari a 135 milioni di euro, eseguito dal Gico della guardia di finanza nel 2015 nei confronti di Pietro Mollica, uno dei tre celebri fratelli e imprenditori di contrada Zappardino di Piraino, a cento metri dall’ingresso di Gioiosa Marea. La Corte di Cassazione, infatti, ha confermato il provvedimento emesso dalla Corte d’Appello di Roma lo scorso anno che, a sua volta, aveva confermato la decisione del tribunale di Roma del 2017. Di fatto il patrimonio di Pietro Mollica è adesso confiscato e passa di proprietà dello Stato.  

Pietro Mollica era stato accusato di bancarotta fraudolenta. L’inchiesta fu avviata dalla Procura di Roma che imputava all’imprenditore di essere al centro di una bancarotta per decine milioni di euro, attraverso una serie di aziende che gestiva, servendosi anche di prestanome, votata all’acquisizione di commesse per appalti in tutta Italia. Da lì finirono sotto chiave aziende con sedi a Roma e Venezia, quaranta beni immobili tra Messina, Roma e Varese, quote societarie, undici tra automobili e moto, rapporti bancari, postali, assicurativi e azioni. Il tutto per un totale di 135 milioni di euro. L’inchiesta ricostruì vicende che si sarebbero verificate tra il 2003 ed il 2013, legate al crack di un consorzio romano, che si era aggiudicato svariati appalti pubblici nazionali, tra cui lavori della Regione Calabria e Sicilia, aeroporti, Anas e alcuni comuni per quasi 120 milioni di euro. Nel 2015 Pietro Mollica era stato arrestato a Roma dalla guardia di finanza, nell’ambito dell’operazione “Variante Inattesa”, poi tornò libero su decisione del Tribunale del Riesame della capitale in accoglimento del ricorso presentato dagli avvocati Alberto Gullino e Filippo Dinacci.

           Giuseppe Lazzaro

Edited by, lunedì 28 gennaio 2019, ore 18,17. 

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