Orlandina morta per un incidente a Milano: Sono 4 gli indagati per omicidio colposo, il guardrail era “fuorilegge”

A distanza di poco più di un anno e mezzo da quel tragico incidente (3 febbraio 2017) dove, nel milanese, perse la vita la trentenne TIZIANA MANGANO (foto in alto), originaria di Capo d’Orlando, sono quattro gli indagati, accusati di omicidio colposo. Si tratta di tre tecnici comunali e uno d’impresa stando alla conclusione delle indagini da parte del sostituto procuratore di Milano SERGIO SPADARO. Il guardrail dove Tiziana andò a sbattere era “fuorilegge”. Tiziana era la cugina di primo grado di LORENA MANGANO, la studentessa universitaria di Capo d’Orlando, vittima di omicidio stradale nel giugno 2016…

A ucciderla fu quel maledetto guardrail fuorilegge. Non una tragica fatalità però, secondo l’accusa ma una colpa grave di chi sarebbe dovuto intervenire per evitare il peggio e non lo fece. Tiziana Mangano, appena trentenne, originaria di Capo d’Orlando per via del padre, perse la vita a Rogoredo schiantandosi in auto sulla barriera di protezione e finendone infilzata: ora la Procura di Milano chiede il processo per tre tecnici comunali e uno di impresa, con l’accusa di omicidio colposo. Da anni, per il pm Sergio Spadaro, gli addetti di Palazzo Marino (sede del Comune di Milano ndr) avrebbero dovuto verificare che il guardrail vicino piazza Mistral, sul raccordo per l’Autosole, era stato montato male dall’impresa fin dall’inizio. Invece, stando agli inquirenti, non mossero un dito nemmeno dopo una drammatica serie di quattro incidenti avvenuti sempre in quel punto a partire dal novembre 2016. Poi, il 3 febbraio 2017, Tiziana perse il controllo della sua Fiat 500 mentre si recava al lavoro e, dopo un paio di testacoda, andò a sbattere proprio lì. E un pezzo di metallo orizzontale, che penzolava senza ragione dalla barriera, sfondò la portiera destra della vettura e si conficcò nel corpo della ragazza uccidendola. Qualche mese fa il pm Spadaro chiuse le indagini e – anche alla luce della consulenza tecnica acquisita – la Procura ora chiede il processo per quattro persone. Tra gli imputati c’è il geometra Alberto B., già direttore dei lavori sul guardrail nel 2010, che in sede di collaudo certificò che tutto era stato fatto ad opera d’arte. Invece, stando al pm, “la nuova barriera a tripla lama non veniva correttamente raccordata al profilato orizzontale della barriera già presente”. Eppure B., dirigendo i lavori anche dell’appalto del 2014 che avrebbe dovuto risolvere il problema, certificò di nuovo che tutto era a posto. Il pm Spataro accusa però anche Armando R., direttore tecnico di “Nuove Iniziative srl”, che nel 2014 “ometteva completamente l’installazione del profilato orizzontale della nuova barriera”, lasciando che quello della vecchia “restasse basculante”, senza nemmeno preoccuparsi di fare “una tempestiva segnalazione”. E dovranno difendersi anche il dirigente comunale Renzo V., collaudatore tecnico amministrativo delle opere relative all’appalto del 2014 (e dal 2016 responsabile dell’Area tecnica infrastrutture per la mobilità) e Roberto M., responsabile del IV reparto strade del Comune, che intervenne troppo tardi, quando la tragedia di Tiziana si era già compiuta. Tiziana Mangano era la cugina di primo grado di Lorena Mangano, la studentessa universitaria di Capo d’Orlando, deceduta il 28 giugno 2016 a seguito di un omicidio stradale avvenuto a Messina tre giorni prima.

           Giuseppe Lazzaro

Edited by, martedì 19 settembre 2018, ore 14,10. 

 

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