Patti: Aperto l’Anno giubilare alla parrocchia Sacro Cuore di Gesù

Si è aperto ieri nella parrocchia Sacro Cuore di Gesù di Patti l’Anno giubilare concesso da Papa Francesco, tramite la Penitenzieria Apostolica, in occasione dei cinquant’anni dall’apertura al culto della suddetta chiesa e che si protrarrà fino al 4 dicembre 2022. Foto in alto l’apertura della porta, simbolo della partenza dell’Anno giubilare…

Si è aperto ieri nella parrocchia Sacro Cuore di Gesù di Patti l’Anno giubilare concesso da Papa Francesco, tramite la Penitenzieria Apostolica, in occasione dei cinquant’anni dall’apertura al culto della suddetta chiesa e che si protrarrà fino al 4 dicembre 2022. Durante questo periodo sarà possibile ricevere l’indulgenza plenaria, proporrà tante tappe di formazione, personale e comunitaria, di approfondimento, di preghiera, di riflessione.

“Sogno che la comunità parrocchiale del Sacro Cuore possa divenire presto per l’intera nostra città casa e cuore che accoglie e ama e ogni persona possa sperimentare, mediante la nostra testimonianza, la carezza di Dio che ripete a ciascuno: tu sei importante per me, tu sei prezioso ai miei occhi”.  Queste le parole del parroco Giuseppe Di Martino a conclusione della sua omelia nel corso della solenne celebrazione eucaristica di apertura dell’Anno giubilare. Un’occasione propizia di grazia, “aperta” alla presenza, oltre che dei fedeli, di autorità civili (in primis il sindaco Gianluca Bonsignore) e militari. Il primo momento della celebrazione è stato vissuto all’esterno dell’edificio sacro, di cui è stata simbolicamente “aperta la porta” “segno visibile – ha rimarcato padre Di Martino – delle braccia di Cristo. Varcare la soglia della porta di questa chiesa, come quella di tutte le chiese del mondo, è sapere di essere avvolti dall’abbraccio tenero e forte di Dio, che sempre ci accoglie, ci rialza, incondizionatamente”. Per questo il parroco ha augurato a tutti “di sperimentare sempre questo abbraccio, che rigenera, fa germogliare sogni e asciuga le nostre lacrime e che, soprattutto, ci ricorda che il Signore ci ama così come siamo, sempre e comunque”. Sempre nel corso dell’omelia don Di Martino ha esortato i presenti “a non permettere ad alcuno di farci abbassare il campo, di farci stordire, di toglierci la libertà di sognare e progettare sogni grandi, nonostante facciamo continuamente i conti con problemi, preoccupazioni, occupazioni e affanni che spesso ci destabilizzano e ci lasciano senza fiato”.

          Massimo Natoli

Edited by, lunedì 29 novembre 2021, ore 15,56. 

 

 

 

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