Patti: Assoldò sicari per fare uccidere la ex moglie, si torna al TdR

Si torna davanti al Tribunale del Riesame di Messina che dovrà decidere sulla posizione di un avvocato di 50 anni di Patti, arrestato nel giugno scorso dalla polizia per avere assoldato dei sicari con l’incarico di uccidere la ex moglie, tra l’altro sottoposta a stalking da tre anni, sempre secondo l’accusa. Lo ha deciso la Cassazione che, con un annullamento con rinvio, ha accolto il ricorso presentato dal difensore dell’indagato, l’avvocato NINO FAVAZZO (foto in alto)…

La quinta sezione della Corte di Cassazione ha accolto l’annullamento con rinvio al Tribunale del Riesame di Messina che aveva detto no alla scarcerazione dell’avvocato di 50 anni di Patti, arrestato dalla polizia con l’accusa di aver assoldato dei sicari per uccidere l’ex moglie. Il collegio della TdR dovrà adesso tornare a riesaminare il provvedimento cautelare siglato dal giudice per le indagini preliminari di Patti, tenendo conto dei rilievi mossi dalla della Corte. «Restiamo in attesa di conoscere la motivazione della sentenza di annullamento della Corte – commenta l’avvocato Nino Favazzo, difensore del cinquantenne – ma l’accoglimento del ricorso lascia ritenere che l’intera vicenda sarà ben presto radicalmente ridimensionata sul piano cautelare e, a seguire, nel merito».

L’uomo era stato arrestato lo scorso 13 giugno dalla polizia del Commissariato di Patti poiché, da tempo, perseguitava l’ex moglie. Nel 2017 era stato destinatario del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna. La vicenda, infatti, ebbe inizio nel 2016 quando l’uomo, sia durante il matrimonio sia dopo l’interruzione della convivenza, aveva cominciato a perseguitare la donna e i familiari con violenze, minacce e vessazioni. Nel 2018 la donna, vittima di stalking, fu contattata da una persona che l’aveva messa al corrente dell’intenzione omicida dell’ex marito nei suoi confronti. L’uomo, secondo quanto riportato, avrebbe incaricato dei malavitosi affinché la uccidessero. In particolare, avrebbero dovuto simulare un incidente stradale e, qualora non fossero riusciti nell’intento, avrebbero potuto fare ricorso all’utilizzo delle armi. La stessa sorte sarebbe toccata all’avvocato che l’aveva assistita e difesa. Inoltre, l’uomo avrebbe fissato con i malavitosi anche la successione di atti da compiere: prima bisognava fare fuori l’ex moglie e poi il suo difensore e solo a lavoro ultimato l’uomo avrebbe proceduto al pagamento dei sicari. Gli agenti hanno accertato che l’uomo controllava gli spostamenti della donna anche attraverso un Gps installato sulla sua auto.

Giuseppe Lazzaro

Edited by, sabato 5 ottobre 2019, ore 11,53. 

         

 

 

 

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