Patti: Due condanne con pena sospesa e un’assoluzione, la “Piramide”…crolla

  

La sentenza emessa dal collegio giudicante del tribunale di Patti nell’ambito dell’operazione antidroga “PIRAMIDE”, portata avanti dai carabinieri della Sezione Operativa e Radiomobile della Compagnia di Patti e divisa in tre tranche, subisce un netto ridimensionamento anche a fronte delle alte pene che la pubblica accusa aveva chiesto. Condannati a 1 anno e 4 mesi con pena sospesa il cubano, domiciliato a Patti, IGNAZIO GONZALES PEREZ e AGOSTINO SANGIORGIO, di Patti; assolto il barcellonese MARCO PIETRO CALABRESE…

Tre patteggiamenti, tre processi con il rito abbreviato e due condanne, con pene molto al sotto delle richieste del pm ed un’assoluzione con il rito ordinario. Questi in sintesi i verdetti del tribunale di Patti riguardanti il processo scaturito dall’operazione “Piramide”, portata a termine nei mesi di aprile e maggio 2019 dai carabinieri della Compagnia di Patti. Si contestava, a vario titolo, detenzione e spaccio di droga, non solo nei luoghi della movida ma anche all’esterno di alcune scuole e poi anche estorsione. I fatti contestati sono accaduti a Patti, Falcone e Messina. L’epilogo giudiziario del processo di primo grado è stato ieri al tribunale di Patti, con la sentenza disposta dal collegio giudicante (presidente Giuseppe Samperi, a latere De Rose e Ceccon).

Il tribunale ha condannato il cubano di origine e domiciliato a Patti Ignacio Gonzalez Perez, difeso dall’avvocato Antonietta Privitera, alla pena di 1 anno e 4 mesi di reclusione, pena sospesa; nel contempo è stata disposta l’assoluzione per due episodi di spaccio perchè il fatto non sussiste e anche dal reato di estorsione, sempre con la stessa formula, perchè il fatto non sussiste. Il pm, al termine delle discussioni finali, aveva chiesto la pena di 6 anni di reclusione. Altra condanna, della stessa entità, per Agostino Sangiorgio, di Patti, difeso dagli avvocati Nuccio Ricchiazzi e Francesco Balletta; a fronte di una richiesta del pm di 3 anni di reclusione, i giudici lo hanno condannato ad 1 anno e 4 mesi di reclusione, pena sospesa. Per entrambi gli imputati, le cui condanne sono state fortemente ridimensionate rispetto alle richieste della pubblica accusa, i legali della difesa presenteranno appello. Infine Marco Pietro Calabrese, di Barcellona Pozzo di Gotto, difeso dall’avvocato Pinuccio Calabrò, è stato assolto perchè il fatto non sussiste, a fronte di una richiesta del pm di 3 anni e 6 mesi di reclusione.

Il 25 maggio 2020, davanti al Gup di Patti Ugo Domenico Moina, patteggiarono la pena a 8 mesi+800 euro di multa Andrea Fabrizio Soloperto, difeso dall’avvocato Giosuè Giardina e a 2 anni di reclusione per Michael Morciano, assistito dall’avvocato Carmelo Occhiuto.  

L’OPERAZIONE

I provvedimenti restrittivi scaturirono dall’attività di indagine sviluppata dalla Sezione Operativa della Compagnia di Patti, al comando del tenente Rocco Romeo, coordinata dal sostituto procuratore di Patti Giorgia Orlando, i cui esiti consentirono di portare alla luce una fitta rete di spaccio di sostanze stupefacenti, costituita da ragazzi, alcuni dei quali appena maggiorenni, che cedevano marijuana e cocaina ad altrettanti giovanissimi acquirenti, talvolta minorenni, non solo nei luoghi della movida di Patti e Gioiosa Marea ma anche, fatto ancora più grave ed inquietante, all’esterno di alcuni istituti scolastici pattesi. L’attività investigativa ebbe origine nel novembre 2018 quando i militari della Compagnia di Patti concentrarono le loro attenzioni su alcuni soggetti stranieri, sospettati di spacciare sostanze stupefacenti. Gli accertamenti preliminari svolti dai carabinieri consentirono da un lato di appurare come gli stranieri monitorati si limitassero al consumo di droga, dall’altro di giungere, attraverso un’analisi delle loro frequentazioni, alla scoperta di una fitta rete di spaccio condotta da giovanissimi ed avente il proprio baricentro proprio a Patti. Sin dall’inizio delle investigazioni, in particolare, risultò evidente come queste attività di cessione di droga avessero come destinatari principali soggetti minori ai quali la droga, in più circostanze, veniva ceduta all’esterno di istituti scolastici dove i giovanissimi consumatori potevano reperire le sostanze stupefacenti con facilità per la presenza degli spacciatori. I carabinieri della Sezione Operativa, quindi, a fronte di tali gravi fenomeni, avviarono attività tecniche d’intercettazione sia telefoniche che ambientali, finalizzate a stabilire l’entità del traffico e a meglio definire le responsabilità individuali dei giovani indagati. Nel corso delle indagini sono stati documentati numerosi incontri mirati all’approvvigionamento di sostanze del tipo marijuana e cocaina da rivendere sulla piazza di Patti, attraverso un’attività di riscontro resa più che mai complessa dal fatto che gli indagati hanno sempre comunicato essenzialmente attraverso gli applicativi Telegram e Whatsapp. A seguito dei continui controlli, delle perquisizioni e dei sequestri effettuati dai militari, i giovani indagati, preoccupati per le attività sempre più stringenti dei carabinieri, iniziarono a scambiarsi commenti ed indicazioni attraverso la linea telefonica “ordinaria”, pur mantenendo un linguaggio criptico. Nei dialoghi intercettati, quindi, i giovani facevano continui riferimenti alla qualità, al prezzo di acquisto e di rivendita della droga, nonché delle sue modalità di occultamento e preparazione, tradendo, nonostante la giovanissima età, una considerevole pericolosità sociale ed una rilevante propensione criminale. Tra gli episodi più significativi si sottolinea la circostanza in cui, il 3 maggio 2019, gli indagati Lo Presti, D’Amico e l’allora minorenne M.G. si recavano a Messina per rifornirsi di stupefacente del tipo cocaina. Dopo aver concluso l’acquisto i tre giovani, monitorati dai carabinieri, facevano rientro a Patti, venendo fermati e sottoposti a controllo nei pressi della galleria sulla Strada Statale 113. Inaspettatamente l’attività di riscontro operata dai militari ha dato esito negativo poiché la sostanza non è stata rinvenuta dagli operanti, salvo poi apprendere, attraverso i dialoghi captati successivamente al controllo, che il Lo Presti, al fine di eludere la perquisizione aveva ingerito “i tre cosi”, ossia un certo quantitativo di cocaina, manifestando poi agli altri indagati la sua preoccupazione per le eventuali controindicazioni e la necessità di espellere quanto ingoiato. Inoltre i tre giovani hanno paventato chiaramente l’ipotesi di una perquisizione domiciliare che potesse portare alla scoperta di altro stupefacente, motivo per cui un indagato ha subito contattato la madre chiedendole di disfarsi delle “sette storie”. E ancora, una settimana dopo il precedente fatto, i carabinieri sono riusciti, mediante captazioni telefoniche in tempo reale, a capire l’esatto punto in cui Lo Presti e D’Amico avevano occultato un considerevole quantitativo di droga destinato a futuri frazionamenti. Un’autoradio, infatti, si era immediatamente diretta nella via Croce Segreto di Patti dove, alla vista dei militari, due giovani si dileguavano al buio, consentendo tuttavia ai carabinieri di rinvenire, in un terreno, un ciclomotore nel cui sottosella erano nascosti due involucri contenenti complessivamente 545 grammi di marijuana. Analogo episodio si è poi verificato il 14 maggio 2019 allorquando, guidati dalle indicazioni captate dagli indagati, i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato un involucro contenente 45 grammi di marijuana nascosta tra gli arbusti in corrispondenza di un pilone dell’autostrada in località Landro di Gioiosa Marea. La sera del 30 maggio, ancora, i carabinieri hanno fermato due degli indagati, rinvenendo, nelle tasche di uno in particolare, due involucri contenenti circa 5 grammi di cocaina che era stata acquistata poco prima proprio a Messina, in zona Camaro e trasportata successivamente a Patti mediante una vera e propria staffetta operata da altri due giovani, con passaggio di consegne della droga presso un’area di servizio autostradale, secondo un modus operandi assolutamente studiato ed organizzato. Infine, di assoluto rilievo nell’ambito del traffico di droga oggetto d’investigazione, è stata la figura di Gonzalez Ignacio, più noto come “il cubano”, ritenuto il principale responsabile, tra l’altro, di diverse cessioni di stupefacente del tipo marijuana ad una ragazza minorenne, consumatrice abituale e ad altri giovanissimi, avvenute nei pressi di un istituto scolastico primario nella zona di Patti Marina. Proprio per l’attività di spaccio nei pressi di questi luoghi, all’indagato è stata contestata una specifica aggravante. Inoltre, lo stesso, nel corso di una perquisizione domiciliare, è stato trovato in possesso di circa 20 grammi di marijuana. Il Gonzalez, unitamente al Calabrese ed al Corica, si rendeva responsabile anche di un’estorsione nei confronti di un minorenne, colpevole di aver acquistato della sostanza stupefacente senza aver saldato il proprio debito. Gli indagati, infatti, si recavano presso l’abitazione del minore, scagliandosi con calci e pugni contro la porta della casa dove la vittima si era rifugiata e riuscivano ad ottenere la consegna di 170 euro.

19 DICEMBRE 2019, SECONDO ATTO

In suddetta data, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del tribunale di Messina, su richiesta della Procura di Messina, i carabinieri della Compagnia di Patti hanno arrestato i pattesi Alessandro D’Amico, 25 anni e Rosario Lo Presti, 22 anni, applicando altresì la misura dell’obbligo di dimora al 20enne pattese Agostino Antonio Sangiorgio, tutti gravemente indiziati del reato di traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti in concorso tra loro. Lo Presti e D’Amico erano stati sottoposti agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione “Piramide”, condotta lo scorso 10 dicembre dai carabinieri della Compagnia di Patti, che avevano eseguito due ordinanze applicative di misure cautelari a carico di 10 soggetti, indiziati di traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti e, in una specifica circostanza, anche di estorsione mentre Sangiorgi era stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora. Poiché parte delle condotte illecite emerse nelle indagini erano state commesse a Messina, il Gip di Patti ha trasmesso per competenza gli atti all’Ufficio Gip del capoluogo peloritano, competente per il reato di acquisto di cocaina per la successiva cessione, contestato ai citati indagati e commesso proprio a Messina. lla luce delle evidenze investigative raccolte, quindi, l’Autorità Giudiziaria messinese ha emesso l’odierno provvedimento cautelare, disponendo la custodia cautelare in carcere per D’Amico e Lo Presti e l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza per Sangiorgio.

23 DICEMBRE 2019, TERZO ATTO

In suddetta data, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, Salvatore Pugliese, su richiesta del sostituto procuratore Matteo De Micheli, i carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Patti arrestavano Marco Pietro Calabrese, 26 anni, gravemente indiziato del reato di traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Il Calabrese era già sottoposto agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione scattata il 10 dicembre. Poiché una delle condotte illecite emerse dalle indagini era stata commessa nel maggio 2018 a Barcellona Pozzo di Gotto, il Giudice per le Indagini Preliminari di Patti ha trasmesso per competenza gli atti all’Ufficio G.I.P. della città del Longano competente per tale reato che, con il provvedimento eseguito prima di Natale, confermava la misura cautelare degli arresti domiciliari già applicata a Calabrese. In particolare Marco Pietro Calabrese è accusato di una cessione di 50 grammi di marijuana ad un giovane pattese. Inoltre, poiché l’acquirente non aveva corrisposto interamente il prezzo della sostanza stupefacente ricevuta, l’indagato, accompagnato da due correi, si era recato presso l’abitazione del ragazzo minacciandolo pesantemente per ottenere il pagamento dello stupefacente.         

        Giuseppe Lazzaro

Edited by, venerdì 16 aprile 2021, ore 14,55. 

 

 

 

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