Post regionali: Nino Germanà e l’assessorato desiderato. Ma decide solo il presidente Musumeci

Il primo dei non eletti a Messina e provincia alle regionali di domenica scorsa nella lista di Forza Italia è NINO GERMANA’ (foto in alto), il parlamentare uscente brolese, tornato alla casa madre dopo il tradimento con il NCD e poi Ap, malgrado le 11.046 preferenze riportate. Germanà fa la sua analisi del voto, non reclama e chiede l’assessorato che alcuni gli attribuiscono ma, sia i parlamentari eletti che quelli non eletti, non hanno ancora capito che deciderà – come egli stesso ha dichiarato su Telecolor due sere fa – unicamente una sola persona: il neo presidente NELLO MUSUMECI…

Oltre 11.000 voti non sono bastati al deputato regionale uscente brolese Nino Germanà per essere riconfermato all’Ars. Nella lista di Forza Italia il seggio non è scattato ed è tempo di analisi.

“Dopo qualche giorno di attenta analisi del voto – scrive Nino Germanà in un comunicato – desidero innanzitutto ringraziare le 11.046 persone che mi hanno dato fiducia e, insieme con loro, tutto il mio staff, un gruppo straordinario di persone motivate dalla passione per la politica e dall’affetto che ci lega. Abbiamo raggiunto un risultato straordinario contribuendo significativamente alla vittoria di Nello Musumeci e del centrodestra, dando finalmente alla Sicilia il presidente che merita e che certamente saprà scegliere insieme agli alleati la migliore squadra di governo. Il fatto stesso che i giornalisti da un paio di giorni mi danno come possibile assessore già mi lusinga ma ci tengo a precisare che da parte mia non c’è nessuna pretesa; che accetterò qualsiasi decisione di Gianfranco Miccichè, commissario regionale di Forza Italia che ringrazio per avermi dato consentito di partecipare alla competizione elettorale nel partito nel quale sono nato e che nel 1994 ci vide protagonisti alla sua nascita in provincia di Messina. Faccio i miei complimenti agli eletti della lista di Forza Italia: Luigi Genovese, che sta dimostrando carattere nonostante la giovane età, all’avvocato Tommaso Calderone e a Bernadette Grasso, che approda a Sala d’Ercole per la seconda volta. Da parte mia – continua Germanà – non posso nascondere l’amarezza di essere il primo dei non eletti, nonostante abbia riportato più di 11.000 preferenze ma fa parte del gioco e riconosco ai miei diretti competitor di aver saputo fare meglio di me e già da subito sono pronto a ripartire assieme ai tanti amici e ai numerosi amministratori della mia squadra. La campagna elettorale è finita. Adesso è tempo di lavorare, perciò faccio un invito a tutte le tifoserie, la mia per prima, ad abbassare i toni e remare tutti insieme in un’unica direzione per la nostra Sicilia, per Messina e per la crescita del partito”.

Sin qui le parole di Germanà ma è chiaro che si reclama qualcosa, anche se le parole lasciano ipotizzare il contrario. “Un assessorato alla  provincia di Messina”, ha dichiarato lo stesso Germanà sulle colonne della Gazzetta del Sud nella edizione di giovedì 9 novembre. Assessorato che, quasi certamente, ci sarà ma deciderà solo una persona, senza pressioni e condizionamenti: il neo presidente Nello Musumeci (FOTO SOTTO).

“Per la composizione della giunta – ha detto Musumeci mercoledì sera intervenendo telefonicamente su Telecolor in “Faccia a faccia” condotto dal giornalista Luca Ciliberti – ovviamente mi consulterò con i partiti che mi hanno sostenuto ma, alla fine, i nomi li deciderà soltanto io”. Un presidente decisionista e che non si fa condizionare: ecco chi è Nello Musumeci, di estrazione missina, per chi non lo ha conosciuto e per chi ancora non lo conosce, anche dei parlamentari con lui eletti. E’ vero che Nino Germanà è il primo dei non eletti nel collegio della provincia di Messina, è vero che 11.046 voti non sono briciole ma è pur vero che il parlamentare non rieletto brolese, insieme al senatore Bruno Mancuso e altri, oltre tre anni fa lasciarono il centrodestra per approdare, con l’attuale ministro degli Esteri Angelino Alfano, nel Nuovo centrodestra che di centrodestra (scusando i lettori per il gioco di parole ma ci sta) non aveva nulla, finito con una Alternativa Popolare vicina al centrosinistra (anche a livello nazionale da partner del governo-Renzi) nettamente fallita al voto di domenica scorsa. E, solo per tempo e intuendo il fallimento di Ap, Mancuso, Germanà e compagnia, intesero tornare alla casa madre pochi mesi fa. E’ come quel marito che tradisce la moglie, la lascia per un’altra e poi, quando l’amante non serve più, torna dalla moglie: certamente fra di loro il rapporto non può essere più come prima.

             Giuseppe Lazzaro

Edited by, venerdì 10 novembre 2017, ore 9,26. 

 

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