Rocca di Caprileone: L’incendio doloso all’auto del maresciallo di Galati. Si seguono due piste

Atto intimidatorio legato alla attività professionale o ragioni personali. Sono queste le due piste seguite dagli inquirenti per dare una chiave di lettura all’inquietante episodio della notte fra il 30 e il 31 dicembre 2018. Ignoti hanno incendiato l’auto, una Fiat 500, di proprietà e in uso alla moglie del comandante della Stazione dei carabinieri di Galati Mamertino, maresciallo ROBERTO BELVISO. Le indagini sono condotte dai carabinieri e coordinate dalla Procura di Patti…

Di Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud

Atto intimidatorio legato alla attività professionale o ragioni personali, comunque teso a colpire un servitore dello Stato. Sono queste le due piste seguite dagli inquirenti per dare una chiave di lettura all’inquietante episodio che, nella notte fra il 30 e il 31 dicembre. Ignoti, infatti, malgrado la pioggia caduta sino a pochi minuti prima, a Rocca di Caprileone in pieno centro, hanno incendiato l’auto, una Fiat 500, di proprietà e in uso alla moglie del comandante della Stazione dei carabinieri di Galati Mamertino, maresciallo Roberto Belviso. La vettura si trovava regolarmente parcheggiata sotto l’abitazione della coppia, in via Giangiacomo Ciaccio Montalto. Le fiamme si sono levate altissime ed hanno completamente distrutto la vettura. Sul posto si sono portati i carabinieri della Stazione di Rocca di Caprileone che, al comando del luogotenente Giuseppe Schillaci, hanno avviato le indagini insieme ai loro colleghi del Nucleo Operativo della Compagnia di Sant’Agata Militello (sul luogo si è portata anche una gazzella del Nucleo Radiomobile). Accertata la matrice dolosa del gesto, il fatto è stato subito collegato a quanto avvenuto nella scorsa estate quando era stata presa di mira l’auto di proprietà dello stesso sottufficiale, anche in quella occasione parcheggiata sotto casa ed incendiata anche se in maniera limitata, visto che il fuoco venne spento in tempo e i danni furono ingenti ma non distrussero l’auto a differenza di quanto avvenuto questa volta. La Procura di Patti ha istruito un fascicolo di indagine e, come detto, le piste seguite dagli inquirenti, in questa fase, sono due: folli rancori personali o un vero e proprio tentativo d’intimidazione, visto il succedersi di due fatti analoghi ma a pochi mesi di distanza uno dall’altro. Il maresciallo Belviso, dopo l’interregno del collega Bettini (oggi vice comandante della Stazione di Rocca di Caprileone), in questi anni di servizio il sottufficiale si è fatto apprezzare per le sue doti professionali, il fiuto investigativo, l’attenzione al territorio e all’ordine pubblico e nel rapporto con le istituzioni. E questo pesa per spiegare le ragioni di due vili atti di violenza che hanno lasciato sgomenti le comunità di Rocca di Caprileone dove il maresciallo Belviso vive e di Galati Mamertino dove presta il proprio servizio.

Edited by, mercoledì 2 gennaio 2019, ore 10,41. 

 

 

         

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