Rocca di Caprileone: Sei anni dopo una fiaccolata per ricordare Andrea

Una fiaccolata per non dimenticare. Sei anni dopo la madre, ADELE PINTABONA, i parenti e gli amici, hanno sfilato (foto in alto), dopo la celebrazione di una Santa Messa, per le strade di Rocca di Caprileone per ricordare ANDREA BRUNO, il meccanico di 24 anni ucciso a coltellate la mattina dell’11 febbraio 2013…

Una fiaccolata per non dimenticare. Sei anni dopo la madre, Adele Pintabona, i parenti e gli amici, hanno sfilato, dopo la celebrazione di una Santa Messa, per le strade di Rocca di Caprileone per ricordare Andrea Bruno, il meccanico di 24 anni ucciso a coltellate la mattina dell’11 febbraio 2013. “Vogliamo urlare al mondo che Andrea è ancora vivo in noi e nei nostri ricordi – hanno affermato i partecipanti alla fiaccolata- ed è vero che nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta”.

Foto in alto: a sx Andrea Bruno, a dx Sebastian Oriti

Per l’omicidio sta scontando in carcere una condanna definitiva a 24 anni e 3 mesi di reclusione Sebastian Oriti, oggi 26 anni, e che ne aveva 20 quando si armò del coltello per uccidere il Bruno. L’Oriti in primo grado era stato condannato all’ergastolo (Corte d’Assise di Messina, aprile 2015), quindi a 24 anni e 3 mesi su rideterminazione della Corte d’Appello di Messina (gennaio 2016) e confermata dalla Prima sezione penale della Corte di Cassazione il 9 maggio 2017. Il delitto avvenne la mattina del lunedì di carnevale quando la sera prima tra i due giovani c’era stata una lite all’interno di una sala da ballo alla scuola “Emanuela Setti Carraro”. Alla base del diverbio, pare con altri episodi avvenuti nei mesi precedenti, una ragazza, sentimentalmente legata all’Oriti ma che aveva in simpatia il Bruno. Verso le 8,30, quando il Bruno stava scendendo le scale della sua abitazione di via Europa per recarsi al lavoro in officina, venne preso alle spalle dall’Oriti che si era nascosto con in mano un coltello da cucina che aveva prelevato da casa. Cinque coltellate vennero sferrate tra l’addome e l’intestino del Bruno che, intanto, uscito dal portone, rimase in una pozza di sangue decedendo due ore dopo mentre veniva operato in chirurgia all’ospedale di Sant’Agata Militello. Oriti, dopo avere gettato a terra il coltello, si avviò verso casa venendo subito arrestato dai carabinieri. L’omicidio ebbe una forte eco nella comunità caprileonese.

         Giuseppe Lazzaro

Edited by, mercoledì 13 febbraio 2019, ore 10,13.

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