S.Agata Militello: DIA, ulteriore sequestro di beni (1.100.000 euro) all’imprenditore Antonino Smiriglia

Dopo quello del luglio scorso ulteriore sequestro di beni, per un valore di 1.100.000 euro, all’imprenditore di Sant’Agata Militello ANTONINO SMIRIGLIA, ritenuto vicino alla famiglia mafiosa di Mistretta. Il provvedimento è stato eseguito stamane, tra Sant’Agata e San Marco d’Alunzio, dagli agenti della DIA di Messina su inchiesta coordinata dalla DDA…

Il personale della DIA di Messina, supportati dal Centro Operativo di Catania, a conclusione di ulteriori approfondimenti investigativi – conseguenti ad un analogo provvedimento, eseguito nell’estate scorsa, su proposta di applicazione di misura di prevenzione personale e patrimoniale a firma del direttore della DIA – in piena sinergia con la Direzione Distrettuale Antimafia di Messina guidata dal Procuratore capo di Messina Maurizio De Lucia, sta procedendo al sequestro di un ulteriore patrimonio nella disponibilità di Antonino Smiriglia, di Sant’Agata Militello, noto imprenditore legato alla “famiglia mafiosa di Mistretta”, il cui esponente di vertice era l’ormai deceduto Sebastiano Rampulla, rappresentante di Cosa Nostra per l’intera provincia di Messina e fratello di Pietro, quest’ultimo condannato all’ergastolo dalla Corte di Assise d’Appello di Caltanissetta poiché ritenuto l’artificiere della strage di Capaci dove, il 23 maggio 1992, persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani.

Antonino Smiriglia, pur essendo destinatario, nel tempo, di svariate investigazioni giudiziarie di competenza di più distretti giudiziari – tra le quali “OMEGA”, “SCIPIONE”, “DIONISIO”, “AUTOSTRADA” e “MONTAGNA” – non ha mai subito provvedimenti di condanna per reati associativi o connessi agli ambienti della criminalità organizzata. Ciò nonostante gli atti d’indagine disvelano la figura del precitato quale imprenditore concretamente legato alla criminalità organizzata attiva prevalentemente nell’area nebroidea e barcellonese ed in particolare alla “famiglia di Mistretta” influente lungo la fascia costiera tirrenica. In forza di tali legami affaristici il proposto avrebbe ottenuto, attraverso le sue imprese, commesse pubbliche i cui introiti, avrebbero, in parte, rimpinguato le tasche di Cosa Nostra. E’ stato documentato come il proposto sia stato sempre vicino a contesti criminali associativi partecipando, anche direttamente, a summit mafiosi, essendo – di fatto – un riferimento importante per diverse consorterie criminali espressioni locali messinesi di Cosa Nostra. Allo stato Antonino Smiriglia figura imputato in procedimenti penali, pendenti presso la Procura della Repubblica di Patti, per il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale in ordine a contesti societari nella sua disponibilità. L’odierna misura ablativa scaturisce dagli approfondimenti investigativi della Direzione Investigativa Antimafia di Messina che hanno messo in luce come l’imprenditore con la compiacenza di fidati prestanome (congiunti e/o collaboratori), sia riuscito a “schermare” i suoi interessi imprenditoriali riferibili alla SUD MARMI s.r.l., mediante l’acquisto del pacchetto societario – formalmente non registrato – entrato in suo possesso da oltre tre anni, attraverso la CALCEM sr.l., già sottoposta a sequestro di prevenzione il 18 luglio scorso. L’importante circostanza, opportunamente valorizzata dalla DIA di Messina al competente pm inquirente con richiesta di idoneo provvedimento d’urgenza, ha permesso al tribunale locale, nell’ottica del procedimento di prevenzione pendente, l’emissione del relativo provvedimento che ha colpito una azienda, un fabbricato e cinque terreni, ubicati nei comuni di San Marco d’Alunzio e Sant’Agata Militello per un valore complessivo pari a 1.100.000 euro.

Giuseppe Lazzaro

Edited by, martedì 24 ottobre 2017, ore 11,18.

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