S.Agata Militello: Dopo l’esperienza con Castellitto, Cinzia Scaglione a 360 gradi

Continua la crescita artistica, su scala nazionale, dell’attrice teatrale e cinematografica (ma non solo) santagatese CINZIA SCAGLIONE che ha appena terminato una formidabile esperienza con il grande attore SERGIO CASTELLITTO (foto in alto entrambi). Abbiamo intervistato Cinzia Scaglione che ci ha illustrato i progetti artistici futuri e non tralasciando il passato pieno di successi…

Il grande attore Sergio Castellitto svela i segreti della recitazione in un Video Progetto Didattico dirigendo 8 attori selezionati tra tanti e facendoli diventare protagonisti delle “Tre sorelle” di Cechov. Tra i “prescelti” dal maestro Castellitto, tutti diversi tra loro per caratteristiche, formazione e peculiarità, ma “vincitori di un campionato perché meritevoli” – come lui stesso ha specificato – l’attrice santagatese Cinzia Scaglione. Così, nel salotto di casa Prozorov, inizia a prendere vita ancora una volta il capolavoro composto dal drammaturgo russo nel 1900. Progetto prodotto da Altera Wide, Maestro.it e Sergio Castellitto. Le puntate sono già on line.  Abbiamo intervistato l’attrice Cinzia Scaglione.

Foto in alto: gli attori selezionati da Castellitto, tra di loro anche Cinzia Scaglione

– Cinzia, un’altra soddisfazione artistica: che ci dici di questa esperienza?
“E’ stata una bellissima esperienza. In realtà, abbiamo girato a gennaio, quindi c’è stata una lunga e meticolosa post produzione. So che il maestro Castellitto, che è anche il regista, voleva un risultato eccellente. Ed è venuto fuori. Ma, d’altronde con un fuoriclasse come lui, non c’erano dubbi. Per me è un mostro sacro della recitazione ed uno straordinario regista, un punto di riferimento. I miei amici stretti lo sanno bene, perché in tempi non sospetti, in un momento di “cazzeggio”, avevo addirittura fatto un paio di fotomontaggi riproducendo gesti ed espressioni di “Sergio” e scrivendo “Papà”. Oggi, con i miei amici, ridiamo di questa cosa che non gli ho assolutamente confessato per vergogna. Quindi, essere stata scelta da lui tra tanti attori è stato come vincere la Champions League. Spero un giorno di essere diretta da lui in un film. E’ uno dei miei sogni nel cassetto”.

Cinzia Scaglione si è distinta più volte in “Talent”, competizioni artistiche.
Selezionata – ricordiamo – tra centinaia di attori nell’ambito dell’operazione di talent scounting “Nuovi Talenti Rai” e vincitrice, in particolare, di una sezione del concorso in qualità di attrice e autrice. Si è poi aggiudicata il secondo posto ex aequo al concorso Rai/Inail sulla sicurezza sul posto di lavoro con un corto in cui è protagonista e co-autrice. Inoltre, è arrivata tra i 10 finalisti ai casting del Film Festival di Roma scelta dal regista Ferzan Ozpetek. Infine, pochi mesi fa, ha vinto un premio di rilievo con un corto da lei scritto, interpretato e co-diretto, che affronta diversi temi tra cui l’affidamento di un bimbo ad una coppia gay.
– Attrice, giornalista pubblicista (scrivi recensioni di film), conduttrice televisiva e adesso anche sceneggiatrice e regista?
“In primis, attrice. Ma, è tutto collegato. Gli attori danno corpo e voce alle parole e io ho sempre avuto a che fare con le parole. Uno dei monologhi che ho interpretato in uno show Rai, già anni fa, l’ho scritto io. Un testo brillante, perché amo passare dal drammatico al comico. L’impegno sociale attraverso l’arte è costante, soprattutto contro la violenza sulle donne, ma ho anche uno spiccato senso della comicità. Non a caso, fui scelta dagli autori di Zelig, insieme all’attore Rosario Petix, con cui abbiamo dato vita ad una coppa sui generis, molto demenziale. La passione per le riprese e il montaggio, invece, l’ho sviluppata quando mi muovevo sul territorio siciliano con la telecamera, seguendo avvenimenti di cronaca e non solo e montando da sola i servizi per il Tgs e Rai 3. E poi mi sono via via perfezionata, dando spazio alla creatività”.

– Progetti futuri?
“Come attrice spero arrivi presto un ruolo che mi dia modo di far vedere cosa so davvero fare. In teatro l’ho dimostrato, ma purtroppo non ancora al cinema. Da poco sono rappresentata dall’Ipc International, confido quindi nella mia nuova agente Eleonora Cecinelli. Per il resto, ho scritto soggetti per film, serie, documentari e sceneggiature di corti, storie in cui credo, a mio avviso originali, che spero non rimangano nel cassetto. In particolare, mi sto adoperando per riuscire a girare in un futuro non troppo lontano, mi auguro, un corto ispirato allo spettacolo teatrale “Viola non è il mio nome” che abbiamo rappresentato più volte (ispirato dal libro di Alberto Bottacchiari), nonché un documentario che mi vedrà nelle vesti di regista. Ma per quest’ultimo progetto sono ancora nella fase ideativa, quindi, mi taccio. Cambiando genere, invece, insieme al collega Antonio D’Onofrio ho scritto la puntata pilota di una Web Serie dal sapore comico-surreale. Ovviamente, il mio sogno più grande rimane il film, di cui ho sviluppato ancora solo soggetto e trattamento. Al momento, li definisco sogni, un po’ per scaramanzia, un po’ perché ci si scontra con difficoltà produttive, nel senso proprio di riuscire ad arrivare a far leggere i propri progetti alle produzioni, che ogni anno sono inondati da richieste. Io però sono una che non si arrende facilmente, che mette il cuore in tutto ciò che fa e che si dà da fare in prima persona. Se vinco concorsi, distinguendomi tra centinaia di partecipanti e senza avere santi in paradiso, evidentemente il merito da qualcuno mi viene riconosciuto, le qualità ci sono. Vedremo cosa accadrà”.
Cinzia, di recente, l’abbiamo vista ospite in Rai, in due puntate del programma “Mille e un libro” di Gigi Marzullo, in cui ha letto alcuni brani, con la bravura e l’intensità interpretativa che la contraddistingue. La lettura affidata ad attori porta un valore aggiunto ad un romanzo?
“Certo. Interpretare un testo dando un’interpretazione, una sonorità, con la corretta dizione e intonazione, significa far immergere chi ascolta nel magico mondo dello scrittore, far compiere un viaggio virtuale, mentale, invogliare a saperne di più e quindi alla lettura. Leggere è nutrimento per la nostra anima. Io qualche mese fa ho anche condotto un programma di libri per conto di una casa editrice, presentando scrittori e facendo conoscere le novità librarie del momento.  Contribuire a diffondere la cultura è importante, per sviluppare un senso critico, arricchire il bagaglio di conoscenze, allargare la flessibilità di vedute. Insomma, per avere una mente aperta. Nella società attuale- conclude Cinzia Scaglione – direi che ne abbiamo proprio bisogno”.

            G.L.

Edited by, sabato 12 maggio 2018, ore 19,33. 

(Visited 539 times, 1 visits today)