S.Agata Militello: Due LSU si assentano, il Giudice del Lavoro dà ragione al Comune

Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Patti FABIO LICATA ha riconosciuto la legittimità del procedimento disciplinare seguito dal Comune di Sant’Agata di Militello nei confronti di due LSU, Lavoratori Socialmente Utili che si erano assentati, senza giustificato motivo, dal proprio posto di lavoro. Il Comune è stato rappresentato dall’avvocato ROSARIA SEGRETO…

Il Tribunale del Lavoro di Patti ha riconosciuto la legittimità del procedimento disciplinare seguito dal Comune di Sant’Agata di Militello nei confronti di due LSU, Lavoratori Socialmente Utili che si erano assentati, senza giustificato motivo, dal proprio posto di lavoro. Il Giudice del Lavoro Fabio Licata, in accoglimento delle ragioni dell’Ente, difeso dall’avvocato Rosaria Segreto, del foro di Messina, ha chiarito la peculiare natura del rapporto di lavoro intercorrente tra gli Lsu e l’Amministrazione utilizzatrice. L’adibizione ai lavori socialmente utili non dà luogo a un rapporto di impiego, in quanto si tratta di uno strumento previdenziale-assistenziale destinato a fronteggiare la disoccupazione.

Tali attività possono essere svolte per l’esecuzione di progetti attuati da enti pubblici (oltre che da soggetti privati e società miste); progetti affidabili per la loro realizzazione ad altri enti attraverso il coinvolgimento di soggetti inoccupati e disoccupati, cui vengono riconosciuti alcuni emolumenti (condizionati alla prestazione di attività lavorative), espressamente regolati dalla legge, non in quanto oggetto di un contratto di lavoro subordinato ma come obblighi dell’ente pubblico scaturenti da un rapporto giuridico di carattere previdenziale che trova fondamento nell’art. 38 della Costituzione perché diretto alla soddisfazione di un interesse sociale, quale quello della tutela contro la disoccupazione.

Il peculiare rapporto di natura assistenziale e formativa assume una struttura peculiare in cui il rapporto è costituito con il Centro per l’Impiego facente capo all’Amministrazione Regionale ma il progetto è attuato presso l’ente utilizzatore che, in applicazione della normativa prevista, esercita tutti i poteri discrezionali relativi alla organizzazione dell’attività, perseguendo le esigenze di buon andamento e di realizzazione degli obiettivi di interesse sociale. L’esercizio di tali prerogative organizzative non può che implicare ovviamente l’attribuzione di poteri di controllo e vigilanza e l’esercizio di un potere disciplinare, connesso proprio alla corretta organizzazione del servizio, tanto che, proprio secondo quanto desumibile dall’art. 8 comma 13 D.lgs. n. 468/97, in caso di assenze protratte e ripetute nel tempo che compromettono il buon andamento delle attività, gli enti utilizzatori valuteranno la sussistenza delle condizioni che non consentono il permanere dei lavoratori nel bacino delle attività socialmente utili, dandone comunicazione al competente Centro per l’Impiego per l’adozione dei conseguenti provvedimenti. Dunque, l’ente utilizzatore, nell’ambito dei suoi poteri organizzativi esercita i suoi poteri di vigilanza e segnala le condotte che possono dar luogo ad una cancellazione dagli elenchi al competente Centro per l’Impiego.

Ovviamente, non essendovi un rapporto di lavoro subordinato tra il predetto ente e il lavoratore socialmente utile, nel caso in cui il procedimento disciplinare si concluda con l’accertamento di un fatto sanzionabile con la cessazione del rapporto, l’ente dovrà comunicarne i risultati al competente Centro per l’Impiego, chiedendo la cancellazione del Lavoratore socialmente utile dal relativo elenco. In altri termini, la fisionomia del sistema ha una struttura in cui l’accertamento e l’applicazione degli illeciti disciplinari è rimessa all’ente utilizzatore nell’ambito dei suoi poteri organizzativi mentre lo scioglimento formale del rapporto di natura assistenziale sarà rimesso al Centro per l’Impiego, cui non sembra rimesso alcuno spazio di discrezionalità in materia, dovendo effettuare un controllo formale sulla proposta e prendere atto dei risultati dell’accertamento condotto dall’ente utilizzatore.

Dunque, in tale prospettiva, il Comune di Sant’Agata di Militello ha agito nel rispetto delle prerogative derivanti dal quadro normativo ed ha condotto la procedura disciplinare nel pieno rispetto di quanto previsto dalla disciplina di utilizzo dei soggetti in attività socialmente utili. Quanto alla sanzione applicata, in relazione alla assenza di rapporto di lavoro subordinato, questa è stata esplicitata attraverso la formulazione della richiesta della mancata prosecuzione dell’utilizzo dei lavoratori rivolta al Centro per l’Impiego di Sant’Agata di Militello a quello di Messina ed all’assessorato competente, che ha emesso il provvedimento finale. Sotto altro profilo, tali condotte risultano correttamente ricondotte alla violazione degli obblighi di correttezza e buona fede e contrarie ai doveri d’ufficio, atteso che i lavoratori, marcando la presenza negli appositi cartellini e poi risultando assenti dalla sede di servizio, hanno certamente posto in essere una falsa attestazione della presenza in servizio, agendo in maniera fraudolenta ed hanno violato gli obblighi del progetto di utilizzazione, con un comportamento di gravità tale da non consentire la prosecuzione dell’utilizzo.

       Giuseppe Lazzaro

Edited by, martedì 27 aprile 2021, ore 10,52. 

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