S.Agata Militello: Monossido di carbonio letale, così è morto il manager Eugenio Vinci. Gravi due bambini

Sant’Agata Militello, e non solo, è sconvolta dalla tragedia avvenuta in Croazia dove ha perso la vita il manager EUGENIO VINCI (foto in alto). La causa ormai accertata è quella delle esalazioni a causa di monossido di carbonia (come confermato dall’autopsia) e non alimentare come ipotizzato in un primo momento. Gravi le condizioni di due fratelli uterini: il figlio di 5 anni del Vinci e la sorella di 11 che la moglie del Vinci ha avuto dal primo marito. Gli altri turisti santagatesi in vacanza in Croazia, compreso il sindaco BRUNO MANCUSO con la moglie, oggi dovrebbero essere dimessi. INSERITI AGGIORNAMENTI ALLE ORE 17,30 CONSULTABILI, IN FONDO AL SERVIZIO, PRIMA DEL PROFILO DELLA VITTIMA…

Una vacanza finita in tragedia. Il manager Eugenio Vinci, 57 anni, di Sant’Agata Militello, che per tanti anni aveva lavorato ai vertici di Assindustria Molise, è morto in barca in Croazia, intossicato dal monossido di carbonio inalato e come confermato dall’autopsia eseguita al centro ospedaliero di Spalato. E due fratelli uterini, uno figlio del Vinci, sono ricoverati in ospedale in condizioni gravi, a causa di un incidente che in un primo momento sembrava essere stato provocato da un’intossicazione alimentare. Intorno alle 10 di ieri mattina, da uno yacht noleggiato al largo di Hvar, è stata lanciata una richiesta di aiuto al porto, sull’omonima isola dalmata, in cui si riferiva che a bordo vi era un uomo morto. Anche gli altri cinque turisti santagatesi, tra i quali il sindaco Bruno Mancuso con la moglie Enza Triglia, avevano accusato dei malori. Soprattutto il figlio di Vinci di 5 anni e la sorella di 11 anni, che la moglie Manuela Fiasconaro ha avuto dal primo marito, hanno accusato forti diarree, nausea e vomito e perdita di coscienza, tanto da richiederne il trasferimento in elicottero al centro ospedaliero di Spalato, a circa 50 km dall’isola. I due fratelli di uguale madre e padre diverso versano in condizioni gravi e sono sottoposti a terapia intensiva al reparto pediatrico. In un primo momento la stampa croata ha ipotizzato che si fosse trattato di un’intossicazione alimentare. A quanto pare, infatti, la famiglia Vinci e i loro amici santagatesi la sera di lunedì avevano consumato una cena a base di cozze e altri molluschi in un noto ristorante di Hvar e, durante la notte, avrebbero iniziato a lamentare malori gastrointestinali. Poi però è emerso che l’intossicazione è stata provocata dal gas di scarico, proveniente dal water o dal condizionatore d’aria dell’imbarcazione. Eugenio Vinci ha perso i sensi per i fumi, battendo la testa nella caduta. Ed i suoi amici lo hanno trovato senza vita. Tra le persone ricoverate anche il sindaco Bruno Mancuso che, insieme agli altri adulti portati in ospedale compresa la moglie, non è in condizioni gravi (oggi tutti dovrebbero essere dimessi).

“Siamo tutti frastornati, eravamo partiti per passare una vacanza insieme e non avremmo mai pensato si trasformasse in una tragedia”, ha raccontato Mancuso, spiegando che “dopo aver mangiato ci siamo sentiti male tutti”. Alcuni si sono ripresi subito ma i due germani, Tortora-Fiasconaro e Vinci-Fiasconaro, “sono gravi e speriamo che migliorino”, ha aggiunto, riferendo che le autorità locali hanno aperto un’inchiesta e faranno un’autopsia sul corpo di Vinci. Stamane a Spalato sono arrivati i familiari dei coniugi Vinci, i fratelli della moglie, Luca e Massimiliano Fiasconaro, quest’ultimo comandante del Distaccamento della Polstrada di Sant’Agata Militello. Nel capoluogo dalmata è giunto oggi anche il Console generale d’Italia a Fiume, Paolo Palminteri, che in stretto raccordo con la Farnesina (sede a Roma del Ministero degli Esteri), segue fin dal primo momento il caso ed è in contatto con le tre famiglie italiane per prestare loro ogni possibile assistenza.

Eugenio Vinci (foto sopra) aveva trascorso parte della sua vita professionale in Molise, trasferendosi nella regione negli anni ‘80 come direttore generale della Pop 84, azienda tessile dell’isernino. E negli anni ’90 aveva ricoperto il ruolo di vice presidente di Assindustria regionale. Il suo lavoro lo aveva poi portato a Roma, al gruppo Dico, nella grande distribuzione alimentare. “Ho perso un amico carissimo, che domenica scorsa mi aveva mandato un messaggio dalla Croazia dicendomi ‘sto da Dio, solo tu ancora stai a lavorare…”, ha raccontato l’ex presidente della Regione Molise Paolo Frattura.

          Giuseppe Lazzaro

Edited by, mercoledì 14 agosto 2019, ore 12,19. Aggiornato alle ore 17,30.

 

 

 

 

(Visited 8.943 times, 21 visits today)