S.Agata Militello: Invece di chiarire, l’assessore Scurria minaccia

L’assessore ANTONIO SCURRIA (foto in alto), “deus ex machina” dell’amministrazione-MANCUSO, in un suo post su Facebook ha apostrofato i giornalisti ipotizzando a loro carico il reato di associazione a delinquere, dimenticando che è pendente presso il tribunale di Patti un processo su una ben altra associazione a delinquere localizzata dalla Procura proprio nel comune di Sant’Agata Militello e che, anche se non vede Scurria imputato, collegata alle precedenti amministrazioni-Mancuso (op. “Camelot”). Non tutti ma noi e altri colleghi (Nebrodi News, Vox Populi, L’Eco di Sicilia, Messina Today) hanno riportato vicende riguardanti una sentenza, civile, definitiva e un esposto presentato alla Procura di Patti (vedere servizi in archivio sul link Politica). Proseguiremo a fare il nostro lavoro, con atti e carte alla mano, senza alcun timore: anche noi abbiamo i nostri Organi di competenza presso cui rivolgerci(g.l.)…

L’assessore comunale di Sant’Agata Militello Antonio Scurria ha preso posizione, nella propria pagina Facebook, in merito ad alcuni articoli pubblicati, nelle scorse settimane, su alcuni giornali on line e su questo blog, dichiarandosi “vittima di offese e di inusitati attacchi ed accuse” ed evidenziando che “già in passato, mio malgrado, ho dovuto presentare querela nei confronti di molti esponenti politici locali, tutti del Partito Democratico, ed oggi mi ritrovo parte civile in vari processi pendenti presso il Tribunale di Patti o la Corte d’Appello di Messina, in cui più soggetti sono alla sbarra per rispondere di diverse fattispecie di reato, tra cui diffamazione a mezzo stampa e calunnia”. Poi, conclude, “oggi, ancora una volta, mi vedo costretto a reagire con determinazione alle accuse più disparate che mi vengono ingiustamente rivolte sempre dal medesimo ambiente politico locale. Per tali ragioni ho dato mandato ad un legale di fiducia di porre in essere ogni azione a tutela della mia immagine, della mia reputazione e dignità personale e di sporgere denuncia nei confronti di più soggetti al fine di accertare i responsabili e punirli per i fatti anzidetti ipotizzando, a vario titolo, più fattispecie di reato, tra cui associazione per delinquere finalizzata alla diffamazione ed alla calunnia, anche nei confronti di pubblici funzionari, tentata violenza privata anche in concorso, rivelazione di segreto d’ufficio e quanto altro sarà accertato di Giustizia”.

Ci saremmo aspettati dall’assessore Scurria, personaggio pubblico e storico amministratore di peso della coalizione Mancuso, che dal 2018 è tornata ad amministrare il Comune di Sant’Agata Militello, che si soffermasse anche sulle notizie apparse sulla stampa, rispetto alle quali non si limita ad affermare la propria estraneità ma si pone come vittima innocente. Sarebbe stato più opportuno e consono al suo ruolo politico che provasse a fare chiarezza sui fatti, fornendo la sua versione sull’abusivismo edilizio paventato in relazione al fabbricato di cui risulta proprietario e per il quale il Comune di Sant’Agata ha istruito favorevolmente una richiesta di permesso a costruire, nonostante la pendenza di una esecuzione forzata di una sentenza passata in giudicato (vedere servizio pubblicato in archivio sul link Politica), promossa dal vicino per l’arretramento, non sospesa dal Giudice dell’Esecuzione ed in pendenza di un giudizio al TAR, in cui il vicino ha impugnato il provvedimento, con cui il Comune di Sant’Agata ha rigettato la richiesta di revoca in autotutela della concessione edilizia del fabbricato di Scurria. La circostanza che Scurria fosse assessore, nel momento in cui è stato avviato il procedimento ed ottenuto il parere favorevole dall’ingegnere Giuseppe Contiguglia (imputato nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “Camelot”) all’istruttoria eseguita dagli uffici, rappresenta un fatto: gli organi di informazione si limitano a dare notizie su fatti per informare i cittadini, l’analisi dei fatti e la rilevanza giuridica dei fatti spetta agli organi competenti. E una sentenza, civile, della Cassazione, come per Scurria, è un fatto che va risaltato.

Nell’occasione Scurria avrebbe potuto dire la propria anche sull’esposto presentato a suo carico da un ex consigliere comunale, Marco Donato Lemma (altro servizio pubblicato in archivio sul link Politica) che, in più di un’occasione, in passato è stato denunciato dallo Scurria, che ha espresso il timore che l’assessore abbia percepito una indennità di carica maggiore di quella prevista dalla legge, con la possibilità della configurazione a suo carico del reato di truffa e falso. Invece l’assessore che fa? Assume un atteggiamento da vittima, come se venissero montati e riportati fatti non veri e comunica, in modo roboante, la presentazione di denunce (per le quali, eventualmente, noi non abbiamo alcun timore, se dovessero essere presentate nei nostri confronti, certi di avere agito con le notizie e non per sentito dire: cioè una sentenza della Cassazione e un esposto che, come da noi precisato al momento della pubblicazione, può anche essere archiviato dalla Procura di Patti, presso la quale il suddetto Donato Lemma ha presentato l’esposto stesso).

Noi, sommessamente, vorremo solo fare un po’ di chiarezza e porre l’accento su alcuni valori che riteniamo non negoziabili e che Scurria mostra di non tenere in debito conto. Questi valori sono la presunzione di innocenza, il diritto di critica, di informazione e libera manifestazione del pensiero e che tutti i cittadini sono uguali dinanzi alla Legge.

Scurria afferma che diversi esponenti del Partito Democratico sono alla sbarra per sue denunce ma omette di menzionare tutte le denunce da lui fatte nei confronti di queste persone si sono definite con un nulla di fatto. Abbiamo al riguardo sentito l’avvocato Paolo Starvaggi, che si è trovato ad occuparsi delle numerose denunce presentate da Scurria, sia come denunciato che come difensore degli altri denunciati, il quale ci ha dichiarato che ricorda di avere subito dallo Scurria diverse denunce e di non averlo mai denunciato e che una di queste denunce è ancora pendente, relativa ad una opposizione a decreto penale di condanna di 1.000 euro, nel quale il legale afferma che non potrà che essere assolto, mentre altri due procedimenti si sono definiti uno con sentenza di non luogo a procedere ed uno con un provvedimento del Gup del Tribunale di Catania, che si è pronunciato sull’opposizione alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero, presentata dallo Scurria, nel quale il giudice rispetto ad una intervista dell’avvocato Paolo Starvaggi, pubblicata sul Giornale di Sicilia, ha dichiarato che l’indagato nel dichiarare “sono fiero di essere processato per avere pubblicamente e coraggiosamente rappresentato cinque anni fa le mie preoccupazioni per il sistema con cui venivano conferiti gli incarichi tecnici al comune e poi divenuto oggetto dell’operazione “Camelot”, secondo il Gup, “rientra nell’esercizio del diritto di critica politica, senza tuttavia integrare in concreto un atto personale lesivo della dignità della singola persona (ovvero nella specie dello Scurria)”, con ciò recependo la richiesta di archiviazione presentata dal pm oggetto di opposizione da parte di Scurria, secondo cui il riferimento di Starvaggi all’operazione “Camelot” riguarda “certamente una notizia che riveste oggettivamente un interesse per l’opinione pubblica, essendo un avvenimento pertinente la vita collettiva in un Paese che vive con estrema attualità il tema dell’emergenza corruzione e del rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione; la notizia…era quindi necessaria alla formazione della pubblica opinione locale anche perché lo stesso comune di Sant’Agata risulta indicato come persona offesa”.

In realtà, ci dichiara l’avvocato Paolo Starvaggi, “non posso escludere che la raffica di denunce presentate da Scurria, dal sindaco Mancuso e dall’ingegnere Contiguglia, abbiano condizionato, in qualche modo, l’opinione pubblica, in quanto io stesso sono stato sul punto di desistere per tutte le pressioni avute, e tali atteggiamenti hanno potuto condizionare finanche gli organi di informazione ed avere l’effetto di allontanare tanta gente dalla politica, che sembra sempre di più un campo minato, anche per i continui attacchi di Scurria a chiunque non la pensa come lui, proverbiali sono stati quelli contro due sindaci illuminati come l’avvocato Aldo Fresina e il dott. Carmelo Sottile. Sebbene le denunce di Scurria fino ad oggi non hanno portato a nessuna condanna definitiva, solo una condanna a 1.000 euro di multa gravata di appello ancora in corso, a carico di un consigliere comunale che è stato denunciato da Scurria per avere esternato dei dubbi sulla legittimità o meno dell’iter di approvazione del progetto, sulla gara ed i lavori del Porto di Sant’Agata. Di tale condanna ottenuta lo Scurria si fregia continuamente ma nulla dice del processo celebrato al Tribunale di Patti, in cui imprese e funzionari comunali sono stati accusati di falso, turbativa d’asta ed abuso d’ufficio. Se è colpevole il consigliere allora si dovrebbero mettere sotto processo anche la procura ed il Gup che, anche loro – prosegue l’avvocato Starvaggi -, hanno dubitato della legittimità degli atti posti in essere nell’iter del Porto”. Quindi, secondo quanto anche sostenuto dall’avvocato Paolo Starvaggi che, peraltro, trova riscontro in provvedimenti giurisdizionali definitivi, non ci sarebbe troppo da preoccuparsi della levata di scudi di Scurria, noi, anche senza la presa di posizione del noto legale santagatese, avremmo continuato a scrivere lo stesso, perché riteniamo il diritto di critica, l’informazione e la libera manifestazione del pensiero valori inviolabili e perché riteniamo che al comune di Sant’Agata molte cose non vadano e meritano di essere attenzionate, a partire dal Porto fermo al palo, dalla vicenda degli articolisti (Sant’Agata Militello è uno dei pochissimi comuni della provincia di Messina a non averli ancora stabilizzati) e del Piano di riequilibrio, queste ultime due fortemente intrecciate e collegate al ruolo chiave di Scurria, assessore al Bilancio e del responsabile del servizio economico/finanziario. Non ci preoccupano le minacce di denuncia, addirittura per associazione a delinquere per diffamazione e calunnia nei suoi confronti, ma ci preoccupiamo di informare su fatti e processi, che interessano il comune, dove sono i magistrati ad ipotizzare tale grave fattispecie di reato, come quello che si sta celebrando presso il Tribunale di Patti, un processo, basato su migliaia di pagine di documenti raccolti, di intercettazioni telefoniche ed ambientali, in cui la Procura, allora guidata dal Procuratore Rosa Raffa (oggi Procuratore aggiunto a Messina ndr) ed il Gup del Tribunale hanno sostenuto l’esistenza di ben altra associazione a delinquere al Comune di Sant’Agata nei primi due mandati del sindaco Bruno Mancuso, in relazione alla quale riteniamo di dovere riportare uno stralcio dell’informativa della Squadra Mobile di Messina, recepita dalla Procura e dall’Ufficio GIP e contenuta negli atti della “Camelot”: “Il complesso degli elementi di prova raccolti, nel corso delle odierne indagini, il cospicuo numero dei casi in cui risultano commessi svariati reati fine, tutti inquadrabili nell’ambito di un qualificato, nel senso più professionale del termine, programma criminoso, l’individuazione di un coacervo di interessi economici e politici attorno a cui ruotano un cospicuo numero di persone collegate, a vario titolo, tra di loro anche in ragione delle funzioni svolte e delle figure professionali ad essi attribuibili, intrecciate in legami strettissimi e consolidati nel tempo, consentono di sostenere di essere in presenza di una vera e propria associazione per delinquere, la cui pericolosità è tanto più grave in quanto costituita da soggetti ai quali, essendo state loro affidate pubbliche funzioni con il controllo e la gestione di denaro pubblico, per il perseguimento esclusivo di pubblici interessi, hanno invece deviato, sistematicamente, l’azione amministrativa, dalla sua genesi sino alla sua concreta esplicazione, piegando il conseguimento del bene collettivo a quello privato”.

Noi con molta tranquillità continueremo a fare informazione, per cui nei prossimi giorni ci occuperemo di riequilibrio di bilancio, peraltro in concomitanza con l’approvazione del consuntivo, nel cui parere contabile vengono sollevati venti di guerra per l’incremento del fondo per crediti di dubbia esigibilità che registra un ammanco rilevante, dovuto alle minori entrate della TARI che, a dire del parere, “vanifica ogni sforzo finanziario dell’ente” e porta dritto al dissesto finanziario, di cui da tempo parla la minoranza consiliare, che auspica scelte più ponderate per evitare il dissesto ma viene ripetutamente bacchettata da Scurria. E, non potremo non occuparci, in quanto di interesse pubblico, di una delicata vicenda giudiziaria che ruota attorno all’assunzione del responsabile del servizio economico/finanziario, su cui stiamo facendo approfondimenti e che, secondo quanto si afferma nel provvedimento del GUP di Patti del 4 marzo 2020, sembra “sia probabilmente avvenuta in violazione del principio di buon andamento ed imparzialità della P.A., cioè sia stata una nomina interessata e concordata fra le parti già prima della formale adozione dell’atto di determina dell’Amministrazione comunale di Sant’Agata Militello”, sebbene il GIP, allo stato abbia escluso l’ipotesi del reato di corruzione, restando in piedi solo quella di abuso d’ufficio, per cui è stata dichiarata la prescrizione.

         Teresa Frusteri

Edited by, domenica 28 giugno 2020, ore 15,07. 

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