S.Agata Militello: La morte di Sharon. Condannata a 2 anni e 4 mesi il medico Maria Gabriella Dongarrà

ll giudice monocratico del tribunale di Patti MARIA LUISA GULLINO ha condannato in primo grado il medico MARIA GABRIELLA DONGARRA’ a 2 anni e 4 mesi di reclusione, per omicidio colposo, nell’ambito del processo nato per la morte di SHARON MANASSERI, di 2 anni, di Acquedolci, deceduta nel 2014 all’ospedale di Sant’Agata Militello. La famiglia della piccola è stata assistita dall’avvocato SALVATORE CAPUTO (foto in alto)…

Di Francesca Alascia

ll giudice monocratico del tribunale di Patti Maria Luisa Gullino ha condannato in primo grado il medico Maria Gabriella Dongarrà a 2 anni e 4 mesi di reclusione, per omicidio colposo, nell’ambito del processo nato per la morte di Sharon Manasseri, di 2 anni, deceduta nel 2014 all’ospedale di Sant’Agata Militello. La bimba era stata accompagnata al nosocomio dalla madre Giuseppina Gullia e dal padre, Giovanni Manasseri, perchè lamentava disturbi allo stomaco e vomitava. Ricoverata, morì poche ore dopo per un’occlusione intestinale. La Procura di Patti ritiene che, con esami più accurati, la bimba avrebbe potuto essere salvata ma il medico non avrebbe eseguito gli esami necessari. I genitori, dopo la morte della figlia, avevano presentato una denuncia alla polizia del Commissariato di Sant’Agata Militello. Dopo sei anni è così arrivata la sentenza di primo grado. La famiglia della bambina è stata assistita dagli avvocati Salvatore Caputo e Giuseppe Serafino.

Il 17 novembre 2017 il Gup del tribunale di Patti, Eugenio Aliquò, rinviò a giudizio la dottoressa Maria Eugenia Dongarrà, all’epoca dei fatti 53enne, con l’accusa di omicidio colposo. Secondo quanto sostenuto dalla Procura, “il camice bianco con degli esami più accurati si sarebbe potuto accorgere del problema della bimba e se si fosse intervenuti tempestivamente, si sarebbe potuta salvare. A chiedere il suo rinvio a giudizio, l’allora sostituto procuratore generale Giuseppe Costa. Il processo iniziò il 2 maggio 2018. “Voglio giustizia, le istituzioni sembrano avere dimenticato la mia piccola. Voglio che se qualcuno ha sbagliato paghi. A quasi un anno dalla tragedia non so di cosa è morta e perché”. Lo disse, durante il processo, Giuseppina Gullia, residente con il marito ad Acquedolci.

Edited by, sabato 12 settembre 2020, ore 11,15. 

        

 

 

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