S.Agata Militello: L’incidente mortale di Giancola. Accordo per il patteggiamento, la famiglia della vittima:”No, vogliamo giustizia”

L’assistente amministrativa CONCETTA GENTILE (foto in alto con il marito NINO LAZZARA) fu travolta nel giugno dell’anno scorso a Sant’Agata di Militello sul lungomare di Giancola e morì in ospedale poco dopo: era la notte fra il 15 e il 16 giugno 2019. Il Pm di Patti ALESSANDRO LIA scrive: “Camminava sul ciglio”. La famiglia: “Buchi nella ricostruzione”. E così la 22enne ANGELA RIZZO. di Torrenova, indagata per omicidio stradale, potrebbe ottenere il patteggiamento della pena ed evitare il processo. Si oppone la famiglia della vittima che invoca giustizia e si affida all’avvocato MARIA RITA CICERO…

Di Teresa Frusteri

“Avevamo trascorso una serata serena con gli amici, siamo usciti dal locale, stavamo attraversando, e quell’auto è arrivata all’improvviso, travolgendo mia moglie”. Nino Lazzara si commuove mentre rievoca al giornalista Salvo Palazzolo, che ha raccontato la storia nell’edizione siciliana di ieri di Repubblica, cosa accadde il 16 giugno dell’anno scorso, erano le 2 di notte. Concetta Gentile morì in ospedale, aveva 62 anni. “E’ adesso vivo un altro dolore – sussurra il marito – Dicono che è stata colpa sua se è morta. E la cosa mi fa molto male”. La Procura di Patti ha chiesto un processo per la ventiduenne di Torrenova, Angela Rizzo, che guidava l’auto, con l’accusa di omicidio stradale ma nel capo d’imputazione ha scritto che ci fu una “condotta colposa della persona offesa, che camminava sul margine della carreggiata”. Un’attenuante che ha aperto la strada per il patteggiamento, su cui adesso dovrà pronunciarsi il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Patti. “Una situazione paradossale – dice l’avvocata Maria Rita Cicero, che assiste la famiglia -, basata su una ricostruzione fatta dal consulente della Procura. La signora non stava camminando sul ciglio della strada ma stava attraversando, come confermano alcuni testimoni. Consegneremo al giudice una nostra consulenza”. Il signor Lazzara dice: “Non si può morire così, e poi neanche avere giustizia. Ci sono troppi buchi nelle indagini. L’alcol test è stato fatto con tre ore di ritardo. Gli accertamenti sulla velocità dell’auto sono lacunosi, parlano di un’andatura tra i 50 e 60 chilometri orari, invece erano almeno 100, mia moglie fece un balzo di 35 metri. E poi non si è tenuto conto di quanto emerge dai tabulati telefonici: probabilmente la giovane al volante era al telefono”. Tra l’1,57 e le 2.05 risultano tre conversazioni, due con la sorella, una con il fidanzato. “Si stavano organizzando per andare in un altro locale” spiega il marito di Concetta Gentile. “Sono sicuro che quella ragazza non l’ha fatto apposta, ma di sicuro era distratta. Le indagini dovrebbero dirci perchè”. Sentita dai carabinieri, la giovane disse che non aveva visto la donna in strada. Il consulente nominato dal sostituto procuratore di Patti Alessandro Lia, il titolare delle indagini, ha sostenuto che la vittima camminava “sul margine destro della carreggiata (parzialmente impegnandola) nel medesimo senso di marcia della vettura e non in quello opposto, come invece avrebbe dovuto ai sensi del Codice della Strada”. La giovane indagata ha inviato una lettera alla famiglia Lazzara, chiedendo scusa per quanto accaduto e comunicando l’accordo raggiunto con la Procura per il patteggiamento. “Ci opporremo – dice l’avvocato Cicero – perchè si fonda su presupposti errati. E poi il concorso del pedone ucciso nell’omicidio stradale è una figura eccezionale, relegata a ipotesi marginali, ad esempio per il comportamento dissennato del pedone”. Il signor Lazzara rievoca ancora una volta quei momenti: “Tenevo mia moglie per mano, io avevo già attraversato, Concetta era circa un metro indietro. Vogliamo giustizia”. Nella casa di Sant’Agata, le foto di famiglia ricordano una vita felice. “Stavamo insieme da 36 anni – racconta Nino -, tutti e due assistenti amministrativi, l’anno scorso sono andato in pensione io, quest’anno sarebbe toccato a lei. Una vita di sacrifici per i nostri due figli, e solo ogni tanto un’uscita. Quella sera eravamo andati a ballare. Poi. all’improvviso, un dolore immenso. Non doveva finire così”.

Edited by, martedì 17 novembre 2020, ore 16,40. 

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