S.Agata Militello: Mancata potabilità dell’acqua, ancora una interrogazione di Puleo

I problemi della potabilità dell’acqua a Sant’Agata Militello, in alcune zone e contrade, persiste. Lo rileva il consigliere comunale indipendente GIUSEPPE PULEO (foto in alto) con una interrogazione, l’ennesima, sulla vicenda…

Persistenza della non potabilità dell’acqua; mancata e/o non adeguata diffusione di notizie sulla potabilità dell’acqua; mancato sgravio del canone/acqua ai cittadini a cui non è stata garantita la potabilità dell’acqua per circa due anni. Questi i punti di una interrogazione che il consigliere comunale indipendente del PD Giuseppe Puleo ha inviato al sindaco di Sant’Agata Militello Bruno Mancuso, al presidente del consiglio Andrea Barone e, per conoscenza, anche al Prefetto di Messina Maria Carmela Librizzi.

Premesso – scrive Puleo -, che da circa due anni l’acqua a Sant’Agata Militello in diverse contrade (Torrecandele, via Michelangelo Vallone Posta e Mulino) continua a non essere potabile; che con una prima ordinanza sindacale del 22/03/2019 veniva disposta nei punti di prelievo della scuola materna di Capita, Ireta, nelle frazioni Orecchiazzi, Astasi Rosselli, Torrecandele e San Leo, la non potabilità dell’acqua; che la suddetta ordinanza veniva revocata con successive ordinanza del 22/03/2019 relativamente al punto di prelievo di via Cosenz e centro urbano, mentre per il resto non è mai intervenuta la revoca; che in occasione della revoca della prima ordinanza l’amministrazione non era stata adeguatamente chiara, per cui non si può escludere che nel lasso di tempo intercorrente tra il 18 ed il 22 marzo i cittadini residenti in contrada Capita abbiano fatto uso di acqua non potabile, tratti in inganno dai comunicati pseudo-istituzionali riportati a seguito a dichiarazioni del sindaco Mancuso e del vice sindaco Pedalà; che il vice sindaco, in data 09/10/2019, ha emesso un’ordinanza di non potabilità e il divieto dell’utilizzo dell’acqua per uso potabile ai seguenti punti di prelievo: F.P. via  Cosenz. F.P Ireta e uscita serbatoio Telegrafo, con cui si “Ordina il divieto di dell’utilizzo delle acque della rete idrica comunale destinato al consumo umano in tutto il territorio comunale”;  che in data 10/09/2019 in seguito ad un accesso agli atti effettuato dal sottoscritto, si prendeva atto, dall’esame dei certificati di analisi batteriologici trasmessi dal Dipartimento di Prevenzione per la salute pubblica (analisi di laboratorio datate 17/07/2019), risultavano presenti nelle acque “Batteri coliformi 45 valore di parametro normale 0”; Che, pertanto nel periodo intercorrente tra il 17/7/2019 e il 9/10/2019, per circa tre mesi, i cittadini inconsapevoli, hanno continuato a bere acqua inquinata, nonostante l’accertamento dell’ASP di non potabilità dell’acqua, ciò ha messo a rischio ed ha potuto anche avere conseguenze sulla salute dei cittadini; che in ragione della situazione di poca chiarezza rispetto alla questione i consiglieri di opposizione presentavano una prima interrogazione in data 15/10/2019, con cui  si interrogava “il Sindaco per Sapere: 1) Per quali ragioni l’ordinanza del 9/10/2019, in vigore, con cui è stato ordinato il divieto dell’utilizzo delle acque della rete idrica comunale destinato al consumo umano in tutto il territorio comunale, è stata emessa dopo tre mesi dai risultati delle analisi effettuati, portanti la data del 17/07/2019; 2) Come è possibile che da circa un anno persiste in alcune zone la non potabilità dell’acqua; 3)Se è stata effettuate o meno pulizia straordinaria dei serbatoi atteso che il problema si è manifestato da oltre un anno; 4)Se prende atto che è inaccettabile che in un paese civile possa accadere quanto pare sia accaduto a S.Agata; 5) Per quali ragioni è potuto accadere quanto sopra evidenziato e di dare adeguate motivazioni, ed, in caso contrario, di assumersi le proprie responsabilità e di valutare, non essendo in grado di tutelare adeguatamente la salute dei cittadini, di dare le proprie dimissioni”; che alla suddetta interrogazione veniva dato riscontro la risposta del 28/10/2019, con la quale si ometteva di dare adeguato riscontro al predetto atto ispettivo, ed il Sindaco ometteva di dare le risposte alle domande a personalmente formate, e che,  pertanto, si presentava una seconda interrogazione con cui si interrogava il Sindaco per Sapere: 1) Per quali ragioni non è stata data una adeguata risposta all’interrogazione del 15/10/2019 e se non ritenga di rimediare a tale omissione fornendo le risposte alle specifiche domande formulate; 2) Se non ritiene opportuno che i cittadini, che da quasi un anno non fruiscono delle potabilità, siano esonerati dal pagamento; 3)Si chiede quali strumenti informativi sono stati utilizzati per diffondere le ordinanze e portare a conoscenza i cittadini della non potabilità dell’acqua; 4) Per quali motivi non sono stati bonificati i pozzi interessati e garantita una adeguata manutenzione al sistema idrico integrato con un’adeguata previsione di risorse in bilancio, come suggerito dal gruppo di minoranza, che ha presentato uno specifico emendamento in fase di approvazione di bilancio, poi bocciato dalla maggioranza consiliare; che anche con la nota di riscontro alla seconda interrogazione non è stato dato esaustiva risposta alle specifiche richieste dei consiglieri comunali; che, durante il periodo di mancata potabilità dell’acqua non è stato assicurato un adeguato servizio di autobotti alla città e le cause del grave inconveniente non sono state tempestivamente rimosse mettendo a grave rischio la salute dei cittadini (per non parlare dell’increscioso episodio di mancata informazione ai cittadini, per circa tre mesi, della non potabilità dell’acqua nonostante l’accertamento dell’ASL); che, pertanto, veniva chiesto con una mozione presentata dal sottoscritto, e dagli altri consiglieri di minoranza, che i cittadini che avevano subito disagi per la mancanza di acqua potabile per un lasso di tempo oltremodo lungo (agli utenti non è stato fornito né il servizio né soluzioni alternative) venissero dispensati dal pagamento del relativo canone acqua; Che la suddetta mozione presentata non è veniva accolta; che, da ultimo, con Ordinanza Sindacale n. 16 del 25/03/2020 veniva autorizzata, in via emergenziale, dell’acqua per uso non potabile dei tre pozzi delle c.da Baudo, Vallebruca, San Giovanni, Sprazzi e Fiorita. Ed ancora, considerato: che l’amministrazione, come si è detto, non ha fornito adeguate risposte in merito alle specifiche domande formulate ed azione intraprese dal sottoscritto e dagli a altri consiglieri di minoranze, tra cui quella relativa all’esonero per i cittadini che non avessero avuto il servizio dal pagamento del canone di depurazione; che il perdurare della non potabilità dell’acqua e della non adeguata e completa informazione in merito, che ha generato e continua a generare nei cittadini confusione ed incertezza; che in un paese civile non è accettabile che non si riesca a garantire la potabilità dell’acqua e che si possa perfino richiedere il pagamento di un servizio non reso; che a salvaguardia della salute dei cittadini deve essere messa in atto una accurata diligenza e scrupolosità e non approssimazione, così come pare che l’amministrazione continui a tenere rispetto alla problematica dell’insalubrità dell’acqua nel nostro paese”. Tutto ciò premesso e considerato, il consigliere Puleo interroga il sindaco per sapere: per quale motivo, nonostante i continui e molteplici solleciti ed iniziative poste in essere dal sottoscritto, il problema della non potabilità dell’acqua, a tutt’oggi, persiste in alcune zone di Sant’Agata di Militello ed in diverse contrade; se sono stati eseguiti indagini e verifiche al fine di accertare eventuali responsabilità per la mancata emissione di un’ordinanza sindacale che informasse i cittadini della non potabilità dell’acqua per il periodo intercorrente tra il 17/7/2019 e il 9/10/2019 (per circa tre mesi), periodo in cui i cittadini inconsapevoli, hanno continuato a bere acqua inquinata; se, sono stati effettuati tutti gli adempimenti ed atti necessari, richiesti dalla normativa vigente, per assicurare che ai cittadini venga garantita l’acqua potabile; se non ritiene che ai cittadini a cui non è stato fornito né il servizio di acqua potabile né soluzioni alternative vengano dispensati dal pagamento del relativo canone–acqua, in considerazione anche del lungo periodo in cui gli stessi sono rimasti senza acqua. Si chiede risposta scritta, che dovrà dare direttamente il sindaco per ciò che concerne l’attività dallo stesso posta in essere.

G.L.

Edited by, mercoledì 13 maggio 2020, ore 15,00. 

                                                                   

 

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