S.Agata Militello: Op. “Gamma interferon”. Macellazione clandestina: 33 misure cautelari, 50 indagati

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E’ scattata all’alba l’operazione “GAMMA INTERFERON”, eseguita dalla polizia del Commissariato di Sant’Agata Militello con la Squadra Mobile di Messina. Sono 33 le misure cautelari spiccate dal Gip del tribunale di Patti ANDREA LA SPADA, divise in 2 arresti in carcere, 9 ai domiciliari, 18 obblighi di dimora, 1 divieto di dimora e 3 sospensioni dal servizio. In tutto 50 gli indagati. Macellazione clandestina uno dei numerosi reati contestati sulle indagini coordinate dalla Procura di Patti. Nel servizio tutti i dettagli e i nomi delle persone coinvolte. Foto in alto gli arrestati. Prima fila, da sx: BIAGIO SALVATORE BORGIA; SALVATORE ARTINO INFERNO; ANTONINO CALANNI; SEBASTIANO CALANNI RUNZO; CARMELO GIOITTA; TINDARA FERRARO; in basso, da sx: NICOLINO GIOITTA; FORTUNATA GRASSO; ANTONINO RAVI’ PINTO; TINDARO GIACOMO AGOSTINO NINONE; CARMELO FERRARO…

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All’alba di oggi gli agenti di polizia del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sant’Agata Militello, al comando del dirigente, vicequestore aggiunto Daniele Manganaro e della Squadra Mobile di Messina, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di 33 misure cautelari emessa dal Gip presso il tribunale di Patti, Andrea La Spada, su richiesta del sostituto procuratore di Patti Francesca  Bonanzinga a carico di persone facenti parte di una vasta organizzazione criminale operante nel territorio del Parco dei Nebrodi. L’operazione è stata denominata “Gamma interferon”. Contestata l’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di un numero elevato di reati tra cui: furto, ricettazione, maltrattamento e uccisione di animali, commercio di sostanze alimentari nocive, nonché truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, abuso d’ufficio, falso, omissione in atti d’ufficio e favoreggiamento. Tra le persone raggiunte da misura cautelare ci sono allevatori e macellai, affiancati da medici veterinari in servizio presso l’ASP (Azienda Sanitaria Provinciale) di Sant’Agata Militello, ciascuno con un preciso ruolo nell’organizzazione di una filiera illegale e clandestina delle carni parallela a quella certificata. Un mondo sommerso su cui i poliziotti del Commissariato di S.Agata Militello, con indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Patti (sostituti procuratori Luca Melis e Francesca Bonanzinga, coordinati dal Procuratore Capo Rosa Raffa), avviate nel novembre del 2014 e conclusesi nel settembre 2015, hanno fatto luce, appurando responsabilità e “modus operandi” di ciascun indagato. Tutti, infatti, con compiti e modalità differenti, secondo l’accusa concorrevano ai differenti passaggi della filiera. Chi con il reperimento della materia prima, che prevedeva in primo luogo furti seguiti da caccia di frodo e sistemazione di gabbie disseminate all’interno del Parco. Si passava poi al trattamento della materia prima reperita, macellata clandestinamente senza alcun controllo e rispetto di norme igienico-sanitarie, o dell’animale, sino alla messa in commercio nei punti vendita al consumatore inconsapevole.  La conoscenza del vasto territorio e il controllo dello stesso, con auto apripista durante il trasferimento degli animali che segnalavano la presenza di forze dell’ordine ed eventuali posti di blocco, rendevano l’attività criminale ben oliata ed efficiente. Di seguito i nominativi delle persone raggiunte da misura cautelare:

Custodia cautelare in carcere:

BORGIA Biagio Salvatore, nato a Militello Rosmarino il 21.07.1986;

GIOITTA Nicolino, nato ad Alcara Li Fusi il 24.02.1968;

Misura cautelare degli arresti domiciliari a:

FERRARO Tindara, nata a Patti il 05/04/1982, di Militello Rosmarino, compagna del suddetto Borgia;

FERRARO Carmelo, nato a Patti il 14/11/1980, di Militello Rosmarino, fratello della suddetta Tindara, quindi cognato del Borgia;

AGOSTINO NINONE Tindaro Giacomo, nato Castell’Umberto il 02/03/1971, titolare di una macelleria a Mirto;

GIOITTA Carmelo, nato ad Alcara Li Fusi il 11/04/1972;

RAVI’ PINTO Antonino, nato a Frazzanò il 18.02.1957, medico, responsabile dell’Area di Igiene e Salute dell’Asp;

GRASSO Fortunata, nata Messina il 29.11.1975, medico veterinario;

CALANNI RUNZO Sebastiano, nato Tortorici il 18.02.1966, medico veterinario;

CALANNI Antonino, medico veterinario, nato a Caronia il 22.01.1965;

ARTINO INFERNO Salvatore, nato a Patti il 21.09.1979, di Alcara Li Fusi.

Misura dell’obbligo di dimora nel territorio dei rispettivi Comuni di residenza a:

CONTI MAMMAMICA Sebastiano, nato a Sant’Agata Militello il 04/08/1972, di Militello Rosmarino;

GALATI MASSARO Carmelo, nato a Biancavilla il 08/09/1974, di Tortorici;

FONTANA Giancarlo, nato a Sant’Agata Militello nel 1988;

FARACI TREONZE Antonino, nato a Sant’Agata di Militello il 07.08.1983, di Militello Rosmarino;

CALCO’ Antonino, nato ad Alcara Li Fusi il 22/01/1967;

CALCO’ LABBRUZZO Giuseppe, nato a S.Agata Militello il 02.10.1981, di Caronia;

GIRBINO Giovanni, nato a Barcellona Pozzo di Gotto il 30/12/1977;

PATERNITI Aurelio Claudio, nato a Sant’Agata di Militello il 22.09.1969, di Tortorici;

FARACI CIARAMIRA Nicola, nato a Sant’Agata di Militello nel 1983, di Tortorici;

MAENZA Vincenzo, nato ad Alcara Li Fusi il 20/10/1967;

BLANDI Tommaso, nato a Sant’Agata Militello il 25/05/1970;

ODDO Giuseppe, nato a Sant’Agata Militello il 14.8.1981;

CALANNI Nicolò, nato a Sant’Agata Militello, il 21.02.1976;

VIENI Luigi, nato a San Fratello il 28.02.1955;

VIENI Filadelfio, nato a Sant’Agata Militello il 02.05.1986, di San Fratello;

MUSARRA Sebastiano, nato a Sant’Agata Militello il 20.07.1976, di Tortorici;

MUSARRA Salvatore, nato a Caronia il 10.04.1970.

Divieto di dimora a:

PATERNITI Alberto, nato Tortorici il 29/03/1963.

Sospensione dell’esercizio del pubblico ufficio a:

MAIMONE Nicolò, nato a Caronia, il 04.10.1963, veterinario, sospeso dal servizio per un anno;

SCILLIA Carmelo, nato a Capizzi il 21.10.1950, veterinario, sospeso dal servizio per otto mesi;

GIGLIA Onofrio, nato ad Agrigento il 28/05/1973, veterinario, sospeso dal servizio per sei mesi.

Il lavoro dei poliziotti ha permesso di evidenziare due gruppi criminali. Il primo facente capo a BORGIA Biagio Salvatore e composto da FERRARO Tindara (convivente di BORGIA), FERRARO Carmelo (allevatore, cognato del BORGIA), CONTI MAMMAMICA Sebastiano (allevatore), GALATI MASSARO Carmelo (allevatore), FONTANA Giancarlo (allevatore), FARACI TREONZE Antonino (sposato con la sorella del BORGIA, allevatore), CALCO’ Antonino detto “Brik” (allevatore, dipendente comunale del comune di Alcara Li Fusi), GIRBINO Giovanni (macellaio), PATERNITI Aurelio Claudio (macellaio e rivenditore) e PATERNITI Alberto (macellaio e rivenditore), tutti destinatari di misure cautelari.

Il secondo che vede come leader la figura di GIOITTA Nicolino ed è composto da AGOSTINO NINONE Tindaro Giacomo (macellaio e rivenditore), GIOITTA Carmelo (fratello di GIOITTA Nicolino, allevatore), ARTINO INFERNO Salvatore (allevatore), FARACI CIARAMIRA Nicola (allevatore), MAENZA Vincenzo (allevatore), BLANDI Tommaso (allevatore), ODDO Giuseppe (allevatore), RAVI’ PINTO Antonino (medico veterinario, responsabile dell’ASP di Sant’Agata Militello), GRASSO Fortunata (medico veterinario in servizio presso l’ASP di Sant’Agata Militello), CALANNI RUNZO Sebastiano (medico veterinario in servizio presso l’ASP di Sant’Agata Militello), CALANNI Antonino (medico veterinario in servizio presso l’ASP di Sant’Agata Militello), tutti destinatari di misura cautelare.

Le indagini della polizia evidenziano che i due gruppi convivono sul territorio senza scontrarsi, muovendosi in maniera autonoma e facendo riferimento a criminalità operante il primo su Tortorici, il secondo su Cesarò. Ciò che differenzia il primo gruppo dal secondo è il palese salto di qualità che quest’ultimo opera rispetto al primo. In tal caso infatti la filiera clandestina della carne è ulteriormente garantita dalla presenza di medici veterinari dell’Asp di S.Agata Militello. Sono loro a garantire la “legalizzazione” sulla carta con falsa documentazione e apposizione di marchi identificativi sugli animali provento di furto e a permetterne quindi il transito attraverso le aziende del gruppo. I reati contestati sono abuso d’ufficio, falso, omissione in atti d’ufficio nonché diffusione di malattie degli animali e favoreggiamento. Emersi episodi in cui la presenza di capi non identificati o, peggio, infetti non è stata registrata. Così come non è stata registrata la presenza di importanti quantitativi di farmaci irregolari e illegali da somministrare agli animali, il reperimento e l’utilizzo dei quali costituiscono un altro tassello nella filiera clandestina della carne destinati al consumo umano. Prosegue il lavoro d’indagine per verificare le responsabilità di tutti gli indagati, tra cui sono presenti rappresentanti dello Stato e delle forze dell’ordine, tutti destinatari di avviso di garanzia.

           Giuseppe Lazzaro

Edited by, mercoledì 14 dicembre 2016, ore 13,03. 

 

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