S.Agata Militello: Processo “Camelot” ripreso in pieno. Il 27 novembre altri testi della pubblica accusa

Dopo il rinnovamento e la rilettura dei verbali, a causa del trasferimento in altra sede dell’iniziale presidente SANDRO POTESTIO, è pienamente ripreso, davanti al collegio giudicante del tribunale di Patti (foto in alto), il processo scaturito dall’operazione “CAMELOT” che, la mattina del 15 febbraio 2014, azzerò l’Ufficio Tecnico comunale di S.Agata Militello. Un processo del quale non se ne parla da tempo, quasi come se ci fosse un bavaglio di sopra ma che, pur comportando i possibili rischi legati a delle prescrizioni davanti ad una sentenza definitiva, può sfociare in una sospensione, in caso di condanna in primo grado, nei confronti del sindaco BRUNO MANCUSO. La prossima udienza sarà il 27 novembre per continuare l’escussione dei testi della pubblica accusa…

Dopo il rinnovamento e la rilettura dei verbali, a causa del trasferimento in altra sede dell’iniziale presidente Sandro Potestio, lo scorso 19 giugno è pienamente ripreso, davanti al collegio giudicante del tribunale di Patti, il processo scaturito dall’operazione “Camelot” che, la mattina del 15 febbraio 2014, azzerò l’Ufficio Tecnico comunale di S.Agata Militello. Un processo del quale non se ne parla da tempo, quasi come se ci fosse un bavaglio di sopra ma che, pur comportando i possibili rischi legati a delle prescrizioni davanti ad una sentenza definitiva, può sfociare in una sospensione, in caso di condanna in primo grado, nei confronti del sindaco Bruno Mancuso. La prossima udienza sarà il 27 novembre, alle ore 12,30, per continuare l’escussione dei testi della pubblica accusa.

IL PROCESSO: 17 IMPUTATI

Sono 17 gli imputati, rinviati a giudizio il il 21 luglio 2015, dall’allora Gup di Patti Ines Rigoli con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. I sei imputati ai quali viene contestata anche l’associazione a delinquere finalizzata ai singoli reati contestati sono:

BRUNO MANCUSO- Sindaco, al tempo dei fatti e attuale, di S.Agata Militello;

GIUSEPPE CONTIGUGLIA- Ingegnere, al tempo dirigente comunale dell’Intersettore strategia e sviluppo;

CALOGERO SILLA- Ingegnere, funzionario comunale;

ANTONINO NASO- Architetto, funzionario comunale;

CARMELO GAMBADAURO- Architetto, funzionario comunale;

MARIA GRAZIA MELI BERTOLONE- Collaboratrice amministrativa comunale.

Sono imputati per singoli reati:

FRANCESCO SPITALERI;

FRANCESCO ARMELI;

CARLO GIUFFRE’;

VINCENZO CORDONE;

MARIA TERESA GIULIANO;

EMANUELE GIUSTI;

BERNARDO PARATORE (ex assessore comunale);

GIOVANNI AMANTEA;

NATALE IANNAGGI;

BENEDETTO LA MACCHIA;

CONO GALIPO’, ingegnere di Capo d’Orlando.

Questi undici imputati sono tutti professionisti e tecnici esterni.

LA CONDANNA DI LIUZZO SCORPO

In precedenza il Gup del tribunale di Patti Ines Rigoli aveva condannato, a 2 anni e 4 mesi di reclusione, l’architetto Sebastiano Liuzzo Scorpo, giudicato con il rito abbreviato, con l’accusa di falso ideologico. Il professionista fu chiamato in causa in merito ad alcuni progetti presentati nell’ambito del pacchetto “Nebrodi ospitalità diffusa” realizzato in partnership tra dieci comuni con Caprileone capo fila. L’architetto Liuzzo Scorpo figurava come professionista incaricato dalla rete “Città della Montagna”, con Longi centro capofila.

L’INCHIESTA

L’inchiesta, portata avanti dall’allora Procuratore di Patti Rosa Raffa, verte sulla gestione della fase progettuale di alcune opere pubbliche a S.Agata Militello e l’operazione scattò il 15 febbraio 2014 eseguita dalla Squadra Mobile di Messina. Tra gli indagati iniziali l’allora senatore Bruno Mancuso tirato in ballo nella sua qualità di sindaco di S.Agata al tempo dei fatti e l’on. Bernadette Grasso, allora sindaco di Caprileone e attuale assessore regionale, accusata di peculato ma pienamente prosciolta in udienza preliminare. Secondo l’accusa, nelle sue funzioni di primo cittadino di Caprileone, in quanto comune capofila per la realizzazione di una progettualità in partnership tra undici comuni nell’ambito del progetto “Nebrodi ospitalità diffusa”, il sindaco Grasso aveva emesso la determina sindacale con la quale venne conferito l’incarico a due professionisti, Carlo Giuffrè (oggi leader di Area Interna Nebrodi) e Vincenzo Cordone, ai quali furono riconosciute competenze per 18.000 euro ciascuno, somme che non rientravano nel quadro economico del progetto definitivo. Per lo stesso progetto “Ospitalità diffusa”, la cui fase infrastrutturale non ebbe comunque seguito e non fu finanziata, risultavano già indagati il Rup (Responsabile unico del procedimento) Francesco Spitaleri, Francesco Armeli e Sebastiano Liuzzo Scorpo. I tre vennero accusati di aver trasferito nella progettualità in esame le modalità di gestione dell’appalto contestate all’ex dirigente dell’Area Strategia e sviluppo di S.Agata Militello, ingegnere Giuseppe Contiguglia, figura centrale dell’intero quadro accusatorio, tornato libero il 14 agosto 2014 dopo sei mesi agli arresti domiciliari e che ha poi vinto il ricorso, davanti al Giudice del Lavoro di Patti Mauro Mirenna, per essere riammesso in servizio all’Ufficio Tecnico comunale di S.Agata Militello. Tra i rinviati a giudizio il professionista Carlo Giuffrè, ex project manager del Pit 21 (accusato di turbativa d’asta nell’ambito della riqualificazione della villa “Falcone e Borsellino” di S.Agata), così come i tecnici Vincenzo Cordone, Maria Teresa Giuliano ed Emanuele Giusti. Ed ancora l’architetto ed ex assessore di S.Agata Bernardo Paratore (accusato di abuso e turbativa d’asta) sempre per il progetto della villa “Falcone e Borsellino”, medesime accuse per l’ingegnere e funzionario tecnico Giovanni Amantea. Rinviati a giudizio Natale Iannaggi (accusato di turbativa d’asta nell’appalto per la realizzazione dell’elisuperficie), Benedetto La Macchia (accusato di abuso d’ufficio nel progetto di riqualificazione del Museo dei Nebrodi) e l’ingegnere di Capo d’Orlando Cono Galipò (accusato di turbativa, falso e tentata truffa per l’adeguamento della scuola elementare “Luigi Capuana”).

La complessa attività investigativa, scaturita dalle denunce di un imprenditore edile nel febbraio del 2010 e di un ex consigliere comunale (Marcello Donato Lemma, fratello dell’ex consigliere Marco ndr), nel maggio dello stesso anno, consentirono di avviare numerose attività di intercettazione ambientale e telefonica, tra il marzo 2011 ed il gennaio 2012, condotte unitamente a innumerevoli e copiosissime acquisizioni documentali. La lunga attività investigativa, raccolta in due informative a carico di 47 soggetti, fece emergere l’esistenza di un comitato d’affari, collocato ai vertici tecnico–amministrativi del comune di S.Agata Militello, che avrebbe svolto la propria attività di istituto come una forma di potere esercitato per piegare l’attività di amministrazione e di governo al conseguimento di interessi personali, sia di carattere economico che politico-elettorale, forgiando complesse procedure amministrative a guisa di un vero e proprio sistema politico-affaristico di tipo  criminale. Un settore fondamentale dell’attività criminosa dell’associazione si è rivelato il momento della progettazione dei lavori pubblici. Secondo le osservazioni riportate nel provvedimento cautelare, e al vaglio processuale adesso, è stata accertata l’esistenza di un sodalizio criminoso stabile, al quale avrebbero preso parte i pubblici dipendenti addetti all’Area Tecnica del Comune di S.Agata Militello, finalizzato allo sfruttamento delle risorse pubbliche destinate alla progettazione, indipendentemente dalla effettiva successiva realizzazione dell’opera, superando ogni ostacolo relativo alla tempistica imposta dagli enti finanziatori, con il ricorso ad atti pubblici falsi, abusi d’ufficio e, soprattutto, per svolgere gare che dietro la parvenza del rispetto delle procedure concorsuali stabilite per legge, celavano aggiudicazioni già predestinate. Questa peculiare organizzazione criminale si poneva come obiettivo principale del proprio disegno criminoso l’ottenimento di ingenti vantaggi economici e politici, mediante la gestione degli uffici di direzione lavori, degli incarichi di R.U.P. (Responsabili Unici Procedimenti) e degli incarichi professionali, affidati a tecnici esterni, nell’ambito degli appalti pubblici. Nel corso delle indagini è stato possibile verificare che i tecnici comunali che collaboravano con l’ingegnere Giuseppe Contiguglia nella illecita attività, a vario titolo, anche partecipando alle commissioni di verifica delle gare di affidamento, a turno sottoscrivevano i progetti, realizzati in realtà da altri professionisti, ricevendone l’indebito vantaggio economico del compenso, consistente nella prevista indennità di progettazione per il personale dell’U.T.C., che dividevano in eguali percentuali. Il Comune di S.Agata Militello, agli inizi del 2005, aveva avviato, nell’ambito delle opere pubbliche, un Piano Strategico, elaborato dall’ingegnere Contiguglia il quale, oltre a dirigere l’U.T.C., rivestiva anche la carica di direttore  del P.I.S. –  Piano Strategico “Polo Turistico Tirreno Centrale”. Il 21 giugno 2006 venne sottoscritto il primo protocollo d’intesa fra Bruno Mancuso, nella qualità sindaco di S.Agata, Giuseppe Contiguglia, nella qualità di direttore nonché R.U.P., del P.I.S. ed il direttore del tempo dell’Ente Parco dei Nebrodi. La sottoscrizione di tale protocollo d’intesa costituì il presupposto essenziale, oltre alla validazione della coalizione dei comuni facenti parte del Piano Strategico, per l’individuazione esatta dei beneficiari che potevano avere “accesso” ai fondi regionali. Questo Piano strategico, nel 2010, in rafforzamento del patto di unione siglato precedentemente, fu denominato “Nebrodi Città Aperta”. L’attività del P.I.S., sotto la guida dell’ingegnere Contiguglia, si concluse con la costituzione della cosiddetta “Governance”, con il Consiglio Territoriale e l’Ufficio di Presidenza e l’elezione del Sindaco di S.Agata Militello (Bruno Mancuso n.d.r.) a presidente e coordinatore del Piano Strategico. Giuseppe Contiguglia, in rappresentanza del comune capofila e, quindi, espressione politica ed operativa del sindaco Mancuso, fu eletto direttore dell’Ufficio Piano, ovvero della struttura di coordinamento (denominata Rete), monitoraggio e di valutazione dei risultati di ciascun progetto, con competenze di tipo manageriale e tecnico-scientifico di elevato profilo. Grazie all’attività del P.I.S., quindi, la coalizione “Nebrodi Città Aperta” venne inserita nella programmazione regionale con un P.I.S.T., relativamente al “Programma di Sviluppo Urbano Asse 6”, che consentì la presentazione di ben 77 progetti, sugli 82 presentati e dichiarati (marzo 2011) ammissibili a finanziamento e molti dei quali, poi finanziati, per un importo totale pari a 97.657.108 euro. Nel corso delle indagini fu accertato che, al fine di utilizzare questi fondi, Contiguglia, con il consenso del sindaco Mancuso e degli altri componenti la “Governance”, avrebbe “riesumato” dei progetti, difficilmente realizzabili dal punto di vista esecutivo, per i quali avrebbe suddiviso a priori (relativamente al professionista esterno, preventivamente designato, a cui affidare l’incarico di progettazione) le somme per finanziare i progetti di livello definitivo. Dalla documentazione acquisita si è potuto, altresì, rilevare che in quegli anni di attività di governo del sindaco Bruno Mancuso, il Comune di Sant’Agata Militello, con una densità di popolazione inferiore a 15.000 abitanti, ebbe un’attività particolarmente intensa nel settore dei lavori pubblici, con finanziamenti regionali che superarono, abbondantemente, l’importo di 100 milioni di euro. Per il conferimento di incarichi professionali, per un importo inferiore a 100.000 euro, l’ingegnere Giuseppe Contiguglia, nella qualità di responsabile dell’Ufficio Intersettore, aveva opportunamente predisposto, con estrema perizia tecnica, un “metodo di selezione”, espresso nel bando prima e realizzato successivamente dallo stesso nelle fasi di gara, con lo specifico fine di affidare l’incarico di progettazione o di consulenza, al professionista precedentemente prescelto, il quale sulla base del preventivo accordo presentava un’offerta economica con il minimo ribasso consentito sull’importo a base d’asta.

            Giuseppe Lazzaro

Edited by, venerdì 12 luglio 2019, ore 9,36.

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