S.Agata Militello: Sequestro di persona aggravato, condanna confermata in Cassazione per ex impiegato comunale

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, a 8 mesi con la sospensione della pena, nei confronti di FRANCO MORGANO (foto in alto), ex impiegato comunale di Sant’Agata Militello, accusato di sequestro di persona aggravato nei confronti del funzionario comunale ADRIANA SCAGLIONE. I fatti avvennero nel settembre 2006. La Suprema Corte ha dichiarato di non doversi procedere, per intervenuta prescrizione, per altri reati contestati al Morgano (minaccia, violenza privata, peculato)…

Dopo oltre dieci anni dai fatti la Corte di Cassazione con la sentenza del 2 febbraio scorso e depositata in questa settimana ha confermato quanto deciso dalla Corte d’Appello di Messina, condannando a 8 mesi, pena sospesa, l’ex impiegato del Comune di S.Agata Militello, Franco Morgano, per il reato di sequestro di persona aggravato ai danni del funzionario comunale Adriana Scaglione, patrocinata dall’avvocato Nicola Massimo Marchese, dichiarando contestualmente di non doversi procedere per i reati di minaccia, violenza privata e di peculato continuato per intervenuta prescrizione. Nello specifico Morgano, difeso dall’avvocato Giuseppe Mancuso, è stato condannato anche al risarcimento dei danni ed al pagamento delle spese legali in favore delle vittime costituitesi parti civili.

I fatti risalgono al settembre del 2006 quando Adriana Scaglione era capo di gabinetto dell’allora sindaco Bruno Mancuso e Morgano svolgeva le mansioni di autista. Morgano reagì violentemente al tentativo del funzionario Scaglione di ottenere il rispetto delle direttive di lavoro e delle norme che regolavano il servizio. In particolare, si trattava del divieto di rientrare a casa con la macchina del sindaco, del controllo del libretto di bordo per il chilometraggio, delle autorizzazioni inerenti permessi, ferie e straordinario. Morgano minacciò la dirigente all’interno dell’ufficio, chiudendo la porta e impedendo alla collega Giovanna Astone di entrare nella stanza. Qualche mese dopo furono incendiate due auto di proprietà della famiglia del funzionario comunale, dottoressa Adriana Scaglione. Nell’ambito di tale contesto si inscrive un altro procedimento penale, sempre a carico di Morgano, nel quale l’ex dipendente comunale è stato accusato dell’attentato incendiario dell’autovettura di proprietà di Adriana Scaglione, una Citroen C3 e della Porsche Cayenne del marito. Fatto, quest’ultimo, che al tempo provocò grande preoccupazione e sconcerto per la violenza del gesto e per il rischio corso, in piena notte, da tutti gli abitanti di un centralissimo quartiere santagatese, costretti ad allontanarsi dalle loro case finché le fiamme non furono domate dai vigili del fuoco. Si sfiorò la tragedia. Il fuoco distrusse l’auto, provocando danni ingenti al piano terra dell’edificio di proprietà di Giovanna Astone e dei suoi familiari e lambendo le bombole di gas situate nei balconi del fabbricato attiguo. La Corte di Appello di Messina, per tale atto incendiario, con la sentenza emessa il 5 aprile scorso, ha confermato la sentenza del tribunale di Patti con la quale il Morgano è stato condannato alla pena di 2 anni e 5 mesi di reclusione e, pur giudicando ineccepibile la pronuncia di responsabilità a carico di Morgano, ha dichiarato prescritto il reato. Ha però confermato il risarcimento del danno in favore delle parti civili Adriana Scaglione, il marito Maurizio Galipò ed il figlio Mattia, nonché Astone Giovanna, Balsamo Gina, Balsamo Rosaria, Astone Giuseppe e Morgano Biagia, condannando contestualmente il Morgano al pagamento delle spese legali. Le parti civili sono state patrocinate dagli avvocati Nicola Massimo Marchese e Giuseppe Sturniolo.

Giuseppe Lazzaro

Edited by, sabato 8 aprile 2017, ore 11,40.

 

 

 

 

 

(Visited 3.162 times, 1 visits today)