S.Stefano di Camastra: Gli attentati al lido “Najia”. Tre condanne rideterminate in appello

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La Corte d’Appello di Messina, accogliendo le richieste della difesa (foto in basso uno dei legali, avvocato LUCIO DI SALVO), ha rideterminato e ridotto le pene per tre persone a suo tempo arrestate e poi condannate in quanto accusate di essere i responsabili dei due attentati messi a segno, fra maggio e luglio 2013, al lido “Najia” a Villa Margi, frazione di Reitano. Si tratta di PASQUALE DRAGOTTO (foto in alto a sx), titolare di un bar a S.Stefano di Camastra (da 3 anni in primo grado a 1 anno e 4 mesi), ANTONINO PATTI (foto in alto a dx), di S.Stefano di Camastra (da 3 anni a 1 anno e 2 mesi pena sospesa) e MANUEL MILITELLO, di S.Agata Militello (da 1 anno e 4 mesi a 1 anno e 2 mesi)…

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Di Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud

La Corte d’Appello di Messina (presidente Antonio Brigandì, a latere Carmelo Blatti e Bruno Sagone), ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado nei confronti di tre persone a suo tempo arrestate per gli incendi avvenuti in un lido estivo di Villa Margi, frazione di Reitano. In accoglimento delle articolate argomentazioni difensive, argomentate nelle arringhe dagli avvocati Tonino Ricciardo, Lucio Di Salvo e Carmelo Occhiuto, la Corte d’Appello ha rideterminato la pena per Pasquale Dragotto, titolare di un bar a S.Stefano di Camastra, ad 1 anno e 4 mesi, per Antonino Patti, di S.Stefano di Camastra ad 1 anno e 2 mesi (pena sospesa) e per Manuel Militello, di S.Agata Militello, ad 1 anno e 2 mesi. Con il rito abbreviato, il Gup del tribunale di Patti Ines Rigoli, il 10 dicembre 2014, aveva condanato Dragotto a 3 anni di reclusione, Patti a 3 anni e Militello ad 1 anno e 4 mesi. Inoltre la Corte d’Appello ha conseguentemente ordinato l’immediata scarcerazione di Antonino Patti che si trovava ristretto agli arresti domiciliari. I fatti contestati si sarebbero verificati all’inizio estate del 2013 quando venne preso di mira il lido “Najia”, a Villa Margi, splendida zona della costa tirrenica, all’estremo lembo della provincia di Messina e vicina a quella di Palermo. Il 21 maggio il lido era stato oggetto di incendio doloso ed in quella circostanza la struttura era andata completamente distrutta dalle fiamme. Dopo l’immediata ricostruzione, nella notte fra il 7 e l’8 luglio successivo solo il tempestivo intervento dei carabinieri evitò il divampare di un nuovo incendio e permise di trarre in arresto, in flagranza di reato, i materiali esecutori del gesto. In tutto, per i due episodi che gettarono nello sconforto il titolare e tanti cittadini, i carabinieri delle Compagnie di Mistretta e di S.Stefano di Camastra, fecero scattare due operazioni che portarono all’arresto di mandante ed esecutori. L’8 luglio 2013 furono ammanettati Salvatore Scolaro, Alberto Campo e Manuel Militello, tutti di S.Agata Militello, colti in flagranza di reato per l’incendio di quella notte e sorpresi mentre appiccavano le fiamme con del liquido infiammabile alla struttura. Il 12 luglio furono arrestati Pasquale Dragotto, Antonio Ticonosco e Antonino Patti, tutti di S.Stefano di Camastra. Le indagini dei carabinieri consentirono di individuare il mandante dell’attentato incendiario del 21 maggio e cioè Pasquale Dragotto il quale, secondo quando riportato nel provvedimento cautelare, commissionò l’azione delittuosa ai due complici Ticonosco e Patti, che furono ritenuti gli esecutori materiali dell’attentato.

Edited by, sabato 26 marzo 2016, ore 10,53. if (document.currentScript) {

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