Salute&Benessere (60a puntata): Inestetismi alla cute, campanello d’allarme per altre patologie?

Si allarga sempre più l’orizzonte della nostra rubrica settimanale “Salute&Benessere” curata dalla dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova. La puntata n. 60 (in archivio disponibili tutti i servizi) parla di inestetismi alla cute, che possono provocare altre patologie…

Abbiamo più volte ribadito che l’insulino-resistenza è un disordine metabolico caratterizzato da un’alterata risposta delle cellule bersaglio ai normali livelli di insulina circolante, che determina un aumento dell’insulina nel tentativo di ottenere una risposta fisiologica appropriata.

Possiamo classificare tre tipi di insulino-resistenza:

  • il tipo A, caratterizzato da una riduzione quantitativa e qualitativa dei recettori cellulari dell’insulina;
  • il tipo B, che si instaura a causa della presenza di autoanticorpi circolanti diretti contro tali recettori;
  • il tipo C, che è dovuto a un difetto post-recettoriale.

Un’elevata concentrazione sierica di insulina, attiva direttamente e indirettamente i recettori dei cheratinociti e dei fibroblasti, promuovendone la proliferazione; inoltre, in casi di iperinsulinemia, aumenta la produzione ovarica di androgeni. Parallelamente l’iperinsulinismo riduce la produzione epatica delle proteine trasportatrici degli ormoni sessuali, con il conseguente aumento dei livelli ematici di testosterone.

Queste alterazioni metaboliche determinano uno stato di iperandrogenismo, che a livello cutaneo si manifesta, nei soggetti con insulino-resistenza (sovrappeso, obesi o normopeso), con iperseborrea e irsutismo.

A livello cutaneo si osservano altri due fenomeni, spesso concomitanti, dovuti all’iperproliferazione dei cheratinociti e dei fibroblasti, che possono essere un campanello d’allarme di insulino-resistenza: l’iperpigmentazione della cute nelle aree delle pieghe, conosciuta come acanthosis nigricans, e l’insorgenza di fibromi penduli multipli nelle stesse aree, detti anche acrochordon. Questi ultimi sono dei piccoli tumori benigni della cute che si rilevano molto frequentemente nella popolazione generale, in particolare di età superiore ai 40 anni e si presentano come appendici cutanee peduncolate e vascolarizzate di lunghezza variabile  da 1 mm a più di 1 cm, consistenza molle e colorito che varia da quello naturale della pelle dell’individuo, al rosa o al marrone più o meno intensi; insorgono soprattutto a livello della piega del collo, del solco sottomammario, delle ascelle e dell’inguine. Nei pazienti affetti da insulino-resistenza, dunque, l’iperproliferazione dei fibroblasti comporta l’insorgenza di fibromi penduli multipli e pertanto proprio l’insulino-resistenza deve essere sospettata e indagata nei pazienti che presentano lesioni multiple e in particolare nelle donne con insorgenza di queste a livello del solco sottomammario, in quanto questa sede sembra essere maggiormente correlata con l’insulino-resistenza.

I pazienti con fibromi penduli multipli sono più a rischio di sviluppare la sindrome metabolica, soprattutto se questa dermatosi è associata a un elevato indice di massa corporea. In molti pazienti affetti da acanthosis nigricans è possibile riscontrare un aumento dell’ALT, alanina aminotransferasi, marker di funzionalità epatica, che in questo caso potrebbe essere indice di steatosi epatica.

La presenza di acanthosis nigricans in bambini e adolescenti, in associazione a un elevato indice di massa corporea e a un’ampia circonferenza della vita, rappresenta un indicatore predittivo di insulino-resistenza e un fattore prognostico di insorgenza di diabete mellito di tipo 2, ipertensione e sindrome metabolica.

Essendo la diagnosi precoce di insulino-resistenza e il successivo intervento terapeutico fondamentali nella prevenzione di complicanze metaboliche future, queste dermatosi svolgono un ruolo importante dal punto di vista diagnostico, in quanto sono un segno facilmente identificabile di insulino-resistenza, di diabete insulino-indipendente o di altre endocrinopatie.

Ricordiamo che all’insulino-resistenza possono associarsi ipertensione arteriosa, ipetrigliceridemia , ipercolesterolemia totale, alti livelli di colesterolo LDL e bassi livelli di HDL, iperuricemia, trombofilia e malattie cardiovascolari. In questo caso la corretta alimentazione è volta a ridurre l’insulino-resistenza e la massa grassa.

E’ giusto promuovere un miglioramento dello stile di vita, abbinando dieta idonea e attività fisica.

Nei casi più gravi può essere utile il ricorso alla terapia farmacologica.

La prossima settimana vedremo le alterazioni della cute presenti in caso di diabete.

Ricordo a tutti che eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.

Isabella Salvia

I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (dietologo, biologo nutrizionista o dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da qualsiasi patologia accertata.

Edited by, venerdì 29 giugno 2018, ore 19,31.

 

 

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