Salute&Benessere: Covid, maggior rischio per i diabetici

L’impennata del Coronavirus viene focalizzata nuovamente dalla dottoressa ISABELLA SALVIA nella settimanale rubrica “Salute&Benessere”. La nutrizionista con studio in Torrenova ed esperta di medicina in generale spiega perché, a maggior rischio per il Covid, sono i diabetici…

Due recenti studi interdisciplinari, conclusi a Roma in stretta collaborazione tra i reparti di diabetologia, malattie infettive e terapia intensiva dei tre poli assistenziali della Sapienza, Policlinico “Umberto I”, “Sant’Andrea” e “Santa Maria Goretti” di Latina, hanno evidenziato le caratteristiche della popolazione diabetica affetta da Covid-19. Le ricerche hanno identificato i principali fattori che, nelle persone affette da diabete mellito, sono maggiormente associati a una prognosi peggiore di infezione da SARS-CoV-2, ovvero la plurimorbidità cardio-metabolica, la bronco-pneumopatia cronica ostruttiva e l’insufficienza renale cronica, il cui comune denominatore è l’insulino-resistenza. I due studi hanno mostrando che i pazienti ospedalizzati per Covid-19 presentano molteplici e concomitanti patologie cardio-metaboliche, quali il diabete mellito, l’ipertensione e la dislipidemia (ovvero l’aumento del colesterolo plasmatico e dei trigliceridi). I risultati sottolineano l’importanza di una buona prevenzione cardiovascolare primaria, da esplicare attraverso uno stretto controllo dei fattori di rischio per il cuore e i vasi sanguigni, al fine di ridurre gli accessi in terapia intensiva e la mortalità tra i pazienti affetti da Covid-19. È allarmante, in questi ultimi anni, l’incremento dei malati di diabete anche nella nostra Sicilia, dove è ancora più preoccupante il fatto che molti malati non sanno di esserlo. È importante avere una diagnosi precoce del diabete, perché, per tempo, si può trovare la cura. In Italia, in base ai dati ISTAT, si è stimata una prevalenza del diabete noto pari al 5,3% (5,4% negli uomini, 5,2% nelle donne) pari a oltre 3 milioni di persone. La prevalenza aumenta al crescere dell’età fino a un valore di circa il 20% nelle persone con età uguale o superiore a 75 anni. L’ulteriore problema è che i dati si riferiscono ai casi noti; sono purtroppo frequenti i pazienti che non sanno di essere malati. Per questo è importante rivolgersi al proprio medico e fare delle analisi del sangue per comprendere il proprio stato di salute e se si è a rischio. In realtà, quando parliamo di diabete, dobbiamo distinguere tra due tipi di malattia che sono fondamentalmente differenti, il diabete mellito di:

  • tipo 1 (detto anche diabete immuno-mediato) che costituisce circa il 10% dei casi, con un’età di insorgenza molto giovane (bambini-adolescenti) e ha una sintomatologia all’esordio molto acuta;
  • tipo 2 (detto anche diabete non immuno-mediato o dell’adulto) che costituisce circa il 90% dei casi, si sviluppa negli adulti ed esordisce in modo sfumato e graduale.

Mentre il diabete mellito di tipo 1 non è, purtroppo, prevedibile e va curato subito con l’insulina, quello di tipo 2 si può prevenire e correggere con gli stili di vita. Pertanto è importante la prevenzione. L’insorgenza del diabete di tipo 2, infatti, come per altre patologie croniche (malattie cardiovascolari, tumori, malattie respiratorie croniche), è correlata alla presenza, oltre che di fattori ereditari, anche di fattori di rischio quali, ad esempio, l’obesità e il sovrappeso, la sedentarietà, lo scarso consumo di frutta e verdura o l’abuso di alcol, che, unitamente a ipercolesterolemia e ipertensione arteriosa, sono responsabili del 60% della perdita di anni di vita in buona salute in Europa e in Italia. E’ importante, pertanto, ricordare che il diabete di tipo 2, che costituisce, come visto, la stragrande maggioranza dei casi, è prevenibile principalmente modificando gli stili di vita delle persone a rischio, con particolare riguardo alla nutrizione, con un regime alimentare individuale prescritto da un professionista.

Eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.

Isabella Salvia

I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.

Edited by, venerdì 16 ottobre 2020, ore 21,05. 

 

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