Salute&Benessere: Fattori di rischio ictus

In Italia vivono un milione di persone con gli esiti invalidanti di un ictus che, oltre al rischio morte, porta a disabilità più o meno gravi. Ictus che va evitato e, in una disamina della situazione che non sia solo Covid, lo spiega la dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova ed esperta di medicina in generale, nella rubrica del venerdì “Salute&Benessere” giunta alla puntata 193 (in archivio, cliccando sul link apposito, sono pubblicati tutti i servizi). La rubrica adesso va in pausa per una settimana per le concomitanti festività pasquali e riprenderà, quindi, venerdì 9 aprile…

Nella nostra bella Italia un milione di persone circa convivono con gli esiti invalidanti di un ictus, che, oltre a provocare la morte, sviluppano disabilità più o meno gravi. Già in passato abbiamo visto su questa rubrica settimanale i rischi dell’ictus che dipende dall’occlusione di un’arteria nel cervello: al tessuto cerebrale irrorato dal vaso non arrivano sangue e ossigeno e le cellule entro breve tempo muoiono. I più recenti studi hanno calcolato che fino all’80 per cento dei casi potrebbero essere evitati con piccole modifiche dello stile di vita, iniziando dalla prevenzione, che parte dalla consapevolezza del proprio grado di rischio. Oggi, con un bravo medico, è possibile identificare chi ha la maggior probabilità di essere colpito da un ictus. Proprio in questi mesi sono usciti gli esiti di una importante ricerca dell’università di Rotterdam (Olanda), dove sono stati analizzati i dati di 39mila persone seguite per oltre 10 anni, con l’obiettivo di individuare nel sangue marcatori del pericolo ed ottenere un profilo di rischio individuale sempre più preciso. I risultati hanno confermato che il colesterolo «cattivo» Ldl e i trigliceridi rimangono fra gli elementi di maggior pericolo. È importante quindi controllare i propri valori del sangue. Inoltre, se si ha familiarità (ovvero se abbiamo avuto in famiglia casi di ictus), è fondamentale iniziare quanto prima un’alimentazione che abbassi il colesterolo cattivo e i trigliceridi. Potremmo essere anche solo in leggero sovrappeso, ma avere valori altissimi, che aumentano molto il rischio ictus. Come causa della maggior parte di ictus ci sono fattori di rischio modificabili con un minimo impegno, proprio come una dieta scorretta. Una cattiva alimentazione provoca, come noto, una serie di rischi. Con uno stile di vita poco sano aumenta il rischio di pressione alta, diabete, ipercolesterolemia e da qui all’ictus il passo è davvero breve, perché, come ci ripetono gli specialisti, i diversi fattori di rischio non si sommano, ma moltiplicano il pericolo in modo esponenziale. Nella valutazione del rischio complessivo, poi, rientrano anche i fattori di rischio non modificabili come l’età, il genere e la citata familiarità per la malattia. Sono fattori che non si possono cambiare, ma contribuiscono a dare un quadro più preciso del pericolo. Stimarlo non è affatto secondario, perché modificando le abitudini si può fare moltissimo. Per riuscirci bisogna individuare il proprio peggior nemico e concentrarsi preliminarmente su quello: per qualcuno sarà il colesterolo alto, per altri i trigliceridi, per altri ancora la fibrillazione atriale. Con l’aiuto del medico, anche in casi gravissimi, si può prevenire una ricaduta,  soprattutto a chi ha già avuto un ictus e spesso occorre associare una terapia farmacologica prescritta da un cardiologo oppure immaginare di intervenire chirurgicamente, in casi molto selezionati, per togliere placche aterosclerotiche pericolose nelle carotidi: la scelta non è semplice e va valutata con attenzione, caso per caso. Come sempre, nella vita, le soluzioni sono individuali, perché come ripeto da anni siamo macchine straordinarie e uniche! La regola principale, che ripeto sempre ai miei pazienti, è volersi bene e comprendere le cause dei problemi di salute, rivolgendosi ad un professionista di fiducia, piuttosto che ricercare rimedi “fai da te” su internet. Iniziando con piccoli passi, consultiamo un medico, perché possiamo prevenire un ictus, volendo bene a noi e ai nostri cari!

Eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.

Isabella Salvia

I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.

Edited by, venerdì 26 marzo 2021, ore 20,03. 

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