Salute&Benessere: Focus sull’ipotirodismo

E’ ancora la tiroide, con l’ipotirodismo, il focus sulla settimanale puntata della nostra rubrica “Salute&Benessere” curata dalla dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova, giornalista pubblicista e responsabile della suddetta rubrica i cui numerosissimi servizi potete visionarli sull’apposita pagina…

Continuiamo a parlare di tiroide, una ghiandola che ricopre un ruolo fisiologico estremamente importante, poiché influenza direttamente lo sviluppo scheletrico e cerebrale, partecipa alla regolazione del metabolismo corporeo e allo sviluppo di pelle, apparato pilifero e organi genitali.

Come abbiamo visto la scorsa settimana, la tiroide, grazie allo iodio contenuto negli alimenti e nell’acqua, produce gli ormoni T3 (triiodotironina) e T4 ( tiroxina). La funzione della tiroide è regolata dal sistema nervoso. L’ipotalamo secerne infatti il TRH che stimola l’ipofisi a produrre TSH.

Il TSH, a sua volta, promuove la produzione di T4 e T3 da parte della tiroide.

T3 e T4 svolgono numerose funzioni, tra le quali il mantenimento dell’equilibrio del metabolismo, vale a dire la regolazione dei processi che forniscono all’organismo energia necessaria per svolgere le sue funzioni. Gli ormoni tiroidei aumentano le attività metaboliche di base e quindi influenzano il consumo di energia anche a riposo e, di conseguenza, hanno effetti anche sul peso.

L’ipotiroidismo è dunque una condizione clinica dovuta ad una scarsa o assente azione degli ormoni tiroidei a livello dei tessuti con conseguente rallentamento dei processi metabolici. Distinguiamo una forma primitiva dovuta a un difetto di produzione dell’ormone da parte delle ghiandole, una forma secondaria, legata a una scarsa produzione di TSH da parte dell’ipofisi o a una inefficace azione del TSH sulla ghiandola e una forma terziaria causata da inappropriata secrezione di TRH dall’ipotalamo.

Le cause più comuni di ipotiroidismo primitivo sono la tiroidite di Hashimoto, la forma post trattamento radiometabolico post – tiroidectomia e l’ipotiroidismo da farmaci.

Nel caso in cui l’ipotiroidismo si verifichi durante la vita fetale o neonatale si viene a creare una riduzione dello sviluppo della crescita staturale e dello sviluppo psico-intellettivo, fino a una forma grave di ritardo mentale.

Il deficit di crescita staturale si verifica anche nel caso di ipotiroidismo in età giovanile, mentre per l’adulto la ridotta funzionalità tiroidea comporta un rallentamento generalizzato del metabolismo con alterazione dell’assetto lipidico.

Nell’adulto la sintomatologia dell’ipotiroidismo dipende dalla durata di tale condizione, dall’età del soggetto e dall’entità della carenza ormonale. In genere si osservano debolezza, problemi di memoria, sonnolenza, intolleranza al freddo, stipsi, irregolarità mestruale e crampi muscolari. Alcuni dei segni che possono evidenziarsi sono cute secca, ruvida e fredda, secchezza e fragilità dei capelli, sopracciglia rade e voce rauca.

Quasi sempre, inoltre, si assiste a un amento del peso corporeo e all’aumento dei livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue.

Una condizione di ipotiroidismo lieve viene indicata come ipotiroidismo subclinico e può essere associata ad assenza totale di sintomi, i quali invece sono più severi man mano che la produzione di ormoni tiroidei si riduce.

La tiroidite di Hashimoto è invece una malattia autoimmune e mostra titoli anticorpali anti TPO elevati; in questo caso infatti il sistema immunitario attacca le cellule tiroidee e le distrugge, con conseguente ridotta capacità da parte della tiroide di produrre ormoni. La tiroidite di Hashimoto è più frequente nelle donne che negli uomini e spesso si presenta in epoca menopausale, ma non è infrequente che si verifichi nei mesi successivi al parto.

Ricordo a tutti che eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.

         Isabella Salvia

I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione ( biologo nutrizionista, dietologo o dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da qualsiasi patologia accertata.

Edited by, venerdì 6 ottobre 2017, ore 19,23.

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