Salute&Benessere: L’alimentazione in gravidanza influenza la salute del feto?

Non sono state poche le donne in dolce attesa che, alla nostra redazione, hanno chiesto che la rubrica “Salute&Benessere”, affrontasse un argomento quanto mai delicato: l’alimentazione, durante i nove mesi della gravidanza, può influenzare la salute del feto? Risponde la dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova, giornalista pubblicista e responsabile della rubrica…

Noi siamo ciò che nostra madre ha mangiato! E’ questa la frase che racchiude l’importanza dell’alimentazione che la donna segue durante l’arco dei 9 mesi di gravidanza. Vi sono infatti delle evidenze sostanziali dell’influenza della nutrizione della madre durante il periodo gestazionale sui rischi da parte del figlio di sviluppare in futuro malattie come obesità, diabete mellito di tipo 2, ipertensione e malattie cardiovascolari.

Durante il periodo fetale, l’epigenoma (con il termine epigenoma intendiamo l’insieme dei fenomeni che modificano il DNA senza intaccarne la sequenza, ma regolandone l’espressione) è particolarmente vulnerabile agli stimoli esterni, compresa l’alimentazione della madre e i cambiamenti che avvengono durante questo periodo possono fissarsi in maniera più o meno stabile, inducendo dei cambiamenti persistenti nel fenotipo  dell’organismo in via di sviluppo, con effetti a lungo termine (con il termine fenotipo si indica l’insieme delle caratteristiche morfologiche e funzionali di un organismo).

La restrizione calorica durante la gravidanza determina un’alterazione dei segnali epigenetici del feto, che permane nell’adulto. Il feto, se sperimenta una restrizione nutrizionale, adatta il suo metabolismo verso il risparmio energetico, con una maggiore propensione all’accumulo di grasso. Non solo l’introito calorico, ma anche la disponibilità dei singoli nutrienti durante la vita fetale può essere determinante per lo sviluppo o la riduzione del rischio di incidenza di patologie metaboliche nell’età adulta. Ad esempio, una dieta materna a basso contenuto proteico determina un innalzamento dei livelli di colesterolo della progenie.

Sul versante opposto, data l’allarmante crescita dell’obesità nei Paesi sviluppati, è naturale chiedersi quali siano gli effetti dell’obesità materna sulla programmazione epigenetica del feto. Da recenti studi è emerso che gli stati di infiammazione e insulino-resistenza associati all’obesità materna comporterebbero dei cambi epigenetici permanenti dell’espressione di geni chiave dello sviluppo e della funzione di alcuni organi del feto, che condizionano il rischio di obesità dall’infanzia all’età adulta e la suscettibilità a malattie metaboliche.

Un altro fattore che si ripercuote negativamente è il diabete gestazionale, il quale provoca nel feto una stimolazione della crescita fetale e un accumulo di grasso. Se una corretta alimentazione è fondamentale in ogni momento della vita, lo è ancor di più durante la gravidanza in quanto favorisce la migliore espressione genica nel bambino; un’alimentazione ben equilibrata e mirata alle nuove esigenze metaboliche fornisce energia e sostanze nutritive necessarie per soddisfare sia il normale fabbisogno della madre sia quello del feto in crescita, consentendo alla gestante di accumulare nutrienti di riserva per lo sviluppo fetale e per l’allattamento.

Non bisogna, però, dare retta alla credenza popolare che incita le donne in gravidanza a “mangiare per due”, ma in un’epoca dove si osserva un’evoluzione delle abitudini alimentari, non più carenti quantitativamente e qualitativamente, è importante sfatare questo mito e stimolare le donne a “mangiare due volte meglio”, sia per un’adeguata crescita intrauterina del feto, sia per un normale sviluppo dopo la nascita.

La prossima settimana vedremo alcuni principi generali per una corretta alimentazione in gravidanza.

Ricordo a tutti che eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.

            Isabella Salvia

I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione ( biologo nutrizionista, dietologo o dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da qualsiasi patologia accertata.

Edited by, venerdì 24 novembre 2017, ore 19,40.

 

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