Salute&Benessere: Posso mangiare le castagne?

Castagne, che passione! Il periodo è quello giusto ma quanto incidono le castagne nelle persone che fanno la dieta? O per altro? Interrogativo che numerosi lettori hanno posto alla dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova, che cura la settimanale rubrica “Salute&Benessere”, giunta alla puntata n. 75…

Dopo l’articolo sui funghi e considerato che, come tantissimi nutrizionisti, non consiglio barrette sostitutive, diversi lettori mi hanno chiesto se possono mangiare le castagne, un altro frutto della stagione autunnale.

Premetto sempre che un piano alimentare non è mai valido per tutti, ma un professionista lo stila dopo aver visitato il paziente sulla base delle esigenze personali e delle patologie individuali.

Le castagne sono certamente un alimento saziante, ricco in fibre e minerali, utile in caso di anemia o stanchezza psicofisica, grazie all’elevato apporto calorico (circa 287 calorie in 100 grammi). E’ questa la “croce e delizia” di questo frutto, ove si pensi che, nella nostra cultura contadina, il castagno è definito “l’albero del pane” poiché, per secoli, ha rappresentato un’importante fonte di approvvigionamento alimentare, particolarmente nei periodi di difficoltà. Oggi possiamo affermare che la ricchezza in carboidrati complessi rende le castagne simili, per valore nutritivo, ai cereali: sono una valida alternativa in caso di intolleranza e coprono completamente la parte glucidica del pasto. Un etto di castagne può essere comparato a un piatto di pasta per l’apporto calorico e di carboidrati, con la differenza che le castagne non contengono glutine: sono pertanto consumabili anche da chi soffre di celiachia, così come possono rappresentare un’alternativa per le persone allergiche al lattosio.

La castagna è composta, per il 50% circa, da acqua, mentre la rimanente metà è costituita da carboidrati, proteine, grassi e fibre. Contiene inoltre minerali tra cui il potassio (utile per il lavoro muscolare), il fosforo (importante per i tessuti nervosi), lo zolfo (funzionale all’irrobustimento delle ossa) e il magnesio (ottimo equilibratore dell’umore).

E’ un alimento adatto per chi pratica sport, visto che favorisce il lavoro dei muscoli e stimola la circolazione sanguigna. Le castagne sono inoltre indicate per coloro che devono affrontare una convalescenza e in caso di febbre e dolori reumatici. Possiedono infatti qualità antinfiammatorie; dalle foglie della pianta invece si possono ricavare dei decotti che fanno ottenere buoni risultati in caso di malattie da raffreddamento. Sono utili in gravidanza, in virtù del loro apporto di acido folico che previene malformazioni fetali.

Nonostante siano considerate un piccolo tesoro per la nostra salute, come controindicazione, devo ricordare che le castagne sono un frutto difficile da digerire per l’alto contenuto di amido. Sono sconsigliate per chi soffre di colite, diabete, obesità e patologie legate al fegato. Inoltre, durante la cottura, una parte degli amidi si trasforma in zuccheri: questo da un lato rende le castagne più dolci, dall’altro meno indicate per chi segue una dieta ipoglicemica.

Eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.

Isabella Salvia

I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.

Edited by, venerdì 19 ottobre 2018, ore 18,40.

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